Roma si presenta con la sua faccia peggiore proprio davanti a uno dei poli congressuali più riconoscibili della Capitale. Intorno alla Nuvola dell’Eur, mentre il Roma Convention Center ospita il Forum Pa, cittadini e visitatori devono fare i conti con aiuole abbandonate, rifiuti, vetri rotti e marciapiedi impraticabili, fino al punto di camminare sulla Cristoforo Colombo accanto ad auto, scooter e autobus.
Aiuole sporche e marciapiedi inutilizzabili nel cuore dell’Eur
Il percorso che dalla fermata della metropolitana Eur Fermi conduce alla Nuvola dovrebbe essere uno dei biglietti da visita della Roma moderna. Sono circa 250 metri, pochi minuti a piedi, lungo un asse frequentato da impiegati, partecipanti ai convegni, residenti e turisti. In realtà, quel breve tragitto è diventato un passaggio difficile, scomodo e pericoloso, dove la cura dello spazio pubblico sembra essersi fermata da tempo.
Le aiuole laterali, invece di accompagnare il cammino, si presentano come zone di abbandono. Bottiglie di birra lasciate a terra, cartacce, vetri infranti, residui di feci vicino alle panchine, siepi cresciute senza manutenzione e rifiuti sparsi danno l’immagine di un pezzo di città lasciato senza presidio. Non si tratta di una strada secondaria o nascosta, ma dell’area che collega una stazione della metro a una struttura utilizzata per eventi di rilievo nazionale.
Il disagio maggiore riguarda i pedoni. Chi arriva in metropolitana o parcheggia moto e auto nelle vicinanze si trova davanti a due possibilità entrambe penalizzanti: attraversare aiuole sporche, con il rischio di mettere i piedi su vetri, siringhe o deiezioni, oppure lasciare il percorso pedonale e camminare lungo la Cristoforo Colombo. In quel punto il traffico scorre con intensità costante e la presenza di mezzi pubblici, automobili e due ruote rende il passaggio ancora più delicato.
La pessima cartolina da piazza Marconi al laghetto dell’Eur
La zona dell’Eur vive spesso una doppia immagine. Da un lato il quartiere monumentale, il laghetto, i palazzi razionalisti, la Nuvola di Fuksas e i grandi eventi. Dall’altro lato, alcune porzioni di spazio pubblico mostrano una fragilità evidente nella manutenzione quotidiana. La distanza è minima, ma la differenza si vede subito. Il tratto compreso nel percorso che va idealmente dall’obelisco di piazza Guglielmo Marconi verso il laghetto dovrebbe accompagnare una delle aree più rappresentative di Roma sud.
In questi giorni, invece, chi si muove a piedi incontra una sequenza di incuria che stona con il ruolo del quartiere e con l’immagine di una Capitale europea. L’effetto è ancora più evidente perché la Nuvola ospita un appuntamento frequentato da rappresentanti istituzionali, amministratori, dirigenti pubblici e operatori del settore.
Molti di loro arrivano direttamente in auto e probabilmente non percorrono a piedi il collegamento dalla metro al centro congressi. Chi usa il trasporto pubblico, invece, vede tutto. Vede i rifiuti, le aiuole invase dall’erba, le panchine circondate da sporcizia, i passaggi pedonali interrotti dall’incuria. È una differenza che racconta anche un problema di percezione: ciò che resta fuori dal tragitto delle auto di servizio finisce per diventare invisibile a chi dovrebbe intervenire.
Competenza municipale e richiesta di gestione: il nodo della manutenzione
Il caso diventa ancora più significativo perché le aree verdi curate da Eur spa, nello stesso quadrante, appaiono in condizioni ben diverse. La separazione delle competenze produce un effetto immediatamente riconoscibile: alcune zone sono ordinate e mantenute, altre appaiono prive di interventi efficaci. Le aiuole in questione risultano gestite dal Municipio IX, non dalla società Eur spa.
Proprio questa differenza alimenta le domande dei cittadini. Perché una parte del quartiere riesce a mantenere standard accettabili e un’altra, a pochi metri, resta in condizioni così compromesse? Perché un collegamento pedonale tanto frequentato non viene trattato come infrastruttura essenziale per la sicurezza urbana? E perché l’area non viene affidata a chi già gestisce il verde circostante con risultati visibili?
Nelle scorse settimane l’Ente Eur ha chiesto al Municipio di poter prendere in carico quelle aiuole e occuparsene direttamente. La richiesta, al momento, non ha prodotto effetti concreti. Nel frattempo il degrado resta lì, quotidiano, davanti agli occhi di chi attraversa l’Eur a piedi. La questione non riguarda solo l’estetica, ma anche la sicurezza: un marciapiede impraticabile spinge le persone sulla carreggiata, trasformando una mancanza di manutenzione in un potenziale rischio stradale.
Il Forum Pa alla Nuvola e il paradosso della Capitale che parla di pubblica amministrazione
Il contesto rende la vicenda ancora più evidente. Mentre alla Nuvola si discute di pubblica amministrazione, innovazione, servizi e rapporto con i cittadini, a pochi metri dall’ingresso del polo congressuale il cittadino incontra un problema elementare: camminare senza dover scegliere fra sporcizia e traffico.
È il paradosso di una Capitale capace di ospitare eventi di rilievo, ma ancora fragile nella cura ordinaria dello spazio pubblico. Un problema che non richiede grandi opere né progetti complessi: servono potature, pulizia, rimozione dei rifiuti, ripristino dei passaggi pedonali e un presidio costante. Interventi semplici, visibili, misurabili.
Per Roma e per il Lazio, luoghi come la Nuvola non sono solo contenitori di eventi. Sono vetrine urbane, spazi che parlano della capacità amministrativa della città e della qualità dell’accoglienza. Quando un visitatore arriva in metro e trova bottiglie, cartacce, vetri e panchine circondate da resti di feci, il danno non resta limitato a quel marciapiede. Diventa immagine pubblica.
La risposta attesa ora è una presa in carico rapida. Il tratto Eur Fermi-Nuvola non può restare un percorso a ostacoli, specialmente durante eventi che portano nel quartiere migliaia di persone. Ripulire e rendere sicure quelle aiuole significa restituire dignità a un pezzo di città, ma anche riconoscere un principio semplice: chi usa la metro, chi cammina, chi vive il quartiere ogni giorno non deve sentirsi cittadino di serie minore rispetto a chi arriva davanti all’ingresso in auto.
