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03 Dicembre 2021

Pubblicato il

Roma, dopo l’anziano Ennio un’altra vittima delle case occupate dai rom

di Redazione
Accade di nuovo sempre nel quartiere Don Bosco, e l'occupante è la zia di Nadia, la 29enne di origine rom
Ennio di Lalla casa occupata rom

Vi ricordate la storia dell’86enne che per 23 giorni era stato allontanato dalla sua casa, in via Pasquale Del Giudice nel quartiere di Don Bosco, da una donna che l’aveva occupata, dopo il suo allontanamento per visite mediche?

Case occupate dalla “banda delle rom”

Il caso del signor Ennio di Lalla non è isolato e la stessa storia accade di nuovo, proprio nella stessa zona, il quartiere Don Bosco. Di più: la persona che ha occupato l’appartamento è parente della donna che si era stabilità illecitamente a casa di Ennio, per la precisazione la zia. Secondo il Tempo ci sarebbero altri 7 appartamenti occupati.

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A Roma suona così un altro allarme, quello della banda delle case occupate. Si tratta di coloro che si muovono in cerca di appartamenti temporaneamente vuoti ed entrano appropriandosene di fatto senza autorizzazione.

L’abitazione di cui parliamo questa volta è una casa di edilizia popolare di proprietà dell’INPS al piano terra di via Calpurnio Fiamma.

Nel caso di Ennio la casa non era stata solo occupata, ma anche vandalizzata come mostrato anche nella trasmissione Dritto e rovescio, in cui viene mostrato l’appartamento sfasciato e sotto sopra.

La donna, Nadia, di origine rom, ha replicato in tv: “Non è vero, era già ridotta così”. La donna ha anche aggiunto di “Non dire che l’appartamento è stato occupato perché Ennio mi ha fatto entrare”.

E se parlassimo delle cause reali di questi illeciti?

Sappiamo che questi casi non sono isolati perché denunciano un dramma reale e un sistema economico e sociale strutturalmente inadeguato. E così se invece di gridare alla “banda delle rom” si parlasse dei problemi reali e profondi che affliggono la nostra città?

Al di là di questa vicenda di cronaca questo allarme ci deve riportare alla vera questione, quella dell’emergenza abitativa, la quale implica il problema dell’integrazione sociale e la disoccupazione, così come le dipendenze e il disagio psichico.

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Invece di gridare allo scandalo ogni volta che il malessere sociale si manifesta con tutta la sua forza dovremmo sforzarci di tornare al tema di quelle “lotte tra poveri” che la politica spesso strumentalizza senza tentare una soluzione adeguata.

In Italia nel 2014 erano 50mila le persone senza fissa dimora, solo a Roma ottomila prima della crisi sanitaria, che ha contribuito ad aggravare il fenomeno.

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