La nuova tranvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata entra in una fase decisiva. Roma Capitale ha pubblicato la gara da 252 milioni di euro per affidare progettazione esecutiva e lavori della linea, insieme al nuovo deposito di Centocelle.
È un passaggio atteso da mesi e ha un peso politico e amministrativo rilevante, perché riguarda uno degli interventi più significativi del piano con cui il Campidoglio vuole rafforzare il trasporto pubblico su ferro e rendere più rapido il collegamento dal centro verso la periferia est, fino al polo universitario e ospedaliero di Tor Vergata.
Un bando che apre la fase operativa della nuova linea
La pubblicazione della gara segna il passaggio dalle dichiarazioni di intenti all’avvio concreto dell’iter realizzativo. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha definito la Termini-Giardinetti-Tor Vergata un’opera ambiziosa e una “infrastruttura di ricucitura urbana”, sottolineando che la linea non viene pensata come semplice prolungamento locale, ma come una metrotranvia moderna, ad alta capacità, destinata a cambiare la mobilità di un settore molto popoloso della città.
Nella visione del Campidoglio, il progetto serve a dare una connessione più veloce e regolare a studenti, lavoratori, residenti e utenti del Policlinico, riducendo nello stesso tempo la dipendenza dall’auto privata.
Dal vecchio trenino a una metrotranvia più integrata
Il valore dell’intervento sta anche nella trasformazione della storica tratta Laziali-Giardinetti. Il progetto di riqualificazione, messo a punto negli anni e rimodulato anche su indicazione ministeriale, prevede il superamento dell’impianto precedente con una linea più coerente con la rete tramviaria romana, dotata di maggiore integrazione tecnica e funzionale.
In sostanza, non si tratta soltanto di mantenere in vita un tracciato esistente: l’obiettivo è convertirlo in un’infrastruttura capace di dialogare meglio con il resto del sistema urbano e di offrire standard più adatti a una grande capitale europea.
Il percorso: da Termini a Tor Vergata passando per Giardinetti
Il disegno complessivo è molto chiaro. La linea collegherà la stazione Termini con Giardinetti e poi con Tor Vergata, fino al campus universitario e al Policlinico. La scheda progettuale pubblicata da Roma Servizi per la Mobilità indica un’estensione di circa 12,8 chilometri nello scenario di progetto, con il prolungamento verso Termini lungo via Giolitti e un ulteriore sviluppo da Giardinetti verso Tor Vergata di circa 3,6 chilometri, corredato da otto nuove fermate.
L’attestamento è previsto presso il nuovo Rettorato dell’Università, con un percorso protetto di collegamento verso il Policlinico di Tor Vergata. Sono dettagli che spiegano bene perché il tracciato venga considerato strategico: unisce il principale nodo ferroviario cittadino a un’area che concentra studio, sanità, residenze e grandi flussi giornalieri.
Il nodo Centocelle e il ruolo del nuovo deposito
Nel pacchetto finanziato e messo a gara non c’è solo la linea. C’è anche il nuovo deposito di Centocelle, elemento indispensabile per rendere il sistema completo e realmente funzionante. È un punto meno appariscente nel dibattito pubblico, ma decisivo sul piano tecnico: senza un’infrastruttura di supporto adeguata, anche la migliore linea rischia di restare un progetto monco.
Il deposito servirà a garantire manutenzione, ricovero dei mezzi e gestione più efficiente del servizio, inserendosi nel quadro più ampio del rafforzamento del ferro a Roma. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel dicembre 2025, aveva indicato la linea Termini-Giardinetti-Tor Vergata con il deposito di Centocelle Ovest fra gli interventi strategici destinatari di oltre 118 milioni di euro di risorse nazionali.
I motivi del progetto: studenti, pendolari, sanità e meno auto
Il vero banco di prova di opere come questa non è soltanto il cantiere, ma il servizio che potranno offrire una volta entrate in esercizio. Il quadrante est di Roma vive da anni il peso di collegamenti difficili, traffico intenso, tempi di percorrenza irregolari e domanda di trasporto molto elevata.
Il collegamento diretto con Tor Vergata punta a intercettare esigenze diverse: gli studenti che raggiungono l’ateneo, il personale sanitario e i pazienti del policlinico, i residenti dei quartieri attraversati, i pendolari che arrivano a Termini e devono proseguire verso una delle aree più importanti della città.
L’amministrazione capitolina insiste proprio su questo punto: una linea del genere non è utile solo a chi abita vicino ai binari, ma produce effetti sull’intero assetto della mobilità romana, alleggerendo la pressione sulla rete stradale e migliorando la qualità degli spostamenti quotidiani.
L’accordo con l’Università ha sbloccato il percorso
La gara pubblicata oggi arriva dopo un passaggio delicato che nel 2025 aveva richiesto un confronto istituzionale serrato con l’Università di Roma Tor Vergata. Il nodo riguardava il passaggio della tranvia su via della Sorbona. Campidoglio, ateneo, commissaria di governo e tecnici avevano individuato una soluzione condivisa, fondata sulla realizzazione di un ponte tranviario, ritenuto utile per migliorare prestazioni e sicurezza della linea.
Quell’intesa aveva consentito di riaprire la Conferenza dei Servizi e di rimettere in moto la procedura. Per questo il bando pubblicato adesso non va letto come un fatto isolato, ma come l’esito di un percorso amministrativo che ha dovuto assorbire osservazioni, modifiche e mediazioni.
Le conseguenze politiche e amministrative per il Campidoglio
Per la giunta capitolina questa gara è anche una prova di credibilità. Sul trasporto pubblico romano si misurano da sempre consenso, attese e delusioni, perché il tema tocca la vita concreta di centinaia di migliaia di persone. Portare avanti una linea come la Termini-Giardinetti-Tor Vergata significa provare a dimostrare che la parola “rivoluzione del ferro”, usata più volte in questi anni dall’assessorato, può tradursi in atti amministrativi, finanziamenti e opere visibili.
La pubblicazione nei tempi indicati dall’amministrazione è dunque un segnale che il Campidoglio rivendica come risultato, anche perché il progetto si inserisce in un mosaico più ampio di nuove tranvie e ammodernamenti destinati a ridisegnare la mobilità della Capitale.
Cosa aspettarsi ora dopo la pubblicazione della gara
Da oggi si apre la fase più delicata, quella che porterà all’assegnazione, alla progettazione esecutiva e poi ai lavori. È il momento nel quale un’infrastruttura smette di essere solo un annuncio e inizia a confrontarsi con tempi, procedure, cantieri, inevitabili disagi e verifica puntuale delle scadenze.
Per i cittadini del quadrante est, per l’università e per chi usa ogni giorno i servizi sanitari di Tor Vergata, la posta in gioco è alta: avere finalmente un collegamento stabile, leggibile e moderno con Termini e con il resto della rete. Per Roma, invece, la questione è ancora più ampia.
Se il progetto andrà avanti con continuità, la nuova tranvia potrà rappresentare uno dei casi più concreti di riqualificazione della mobilità urbana, non solo perché aggiunge binari, ma perché rimette in relazione pezzi di città che per troppo tempo hanno viaggiato a velocità diverse.
