Il nuovo Polo dell’Infanzia sorto nell’area dell’ex Residence Bravetta è ormai realtà. Questa mattina l’Assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia, insieme al Presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, ha effettuato un sopralluogo nel cantiere dove stanno prendendo forma gli interventi di rigenerazione urbana che stanno trasformando un sito rimasto abbandonato per oltre quindici anni.
Il Polo, completato e pronto ad aprire con il prossimo anno scolastico, rappresenta uno dei cardini dell’intero progetto, concepito per restituire al quartiere un luogo moderno, sostenibile e capace di offrire servizi educativi di qualità.
Ex Residence Bravetta: i passaggi che hanno portato alla nascita del nuovo Polo dell’Infanzia
La trasformazione dell’ex Residence Bravetta è iniziata nel luglio 2022, quando venne demolito il primo edificio del complesso. Da quel momento, gli interventi sono proseguiti con la rimozione progressiva degli altri quattro fabbricati, per un totale di circa 100mila metri cubi di cemento eliminati. La lunga fase di abbandono, che aveva reso l’area un simbolo del degrado urbano, ha lasciato il posto a un percorso di riqualificazione che oggi mostra risultati tangibili.
Veloccia e Tomassetti hanno voluto verificare lo stato di avanzamento dei lavori, constatare il completamento del Polo dell’Infanzia e seguire da vicino le altre opere pubbliche previste. Il progetto nasce da una delibera di Giunta del 2022 e dalla convenzione integrativa sottoscritta nel maggio 2023, documenti che hanno definito gli impegni per la realizzazione di infrastrutture educative, spazi pubblici e collegamenti verdi.
Ex Residence Bravetta: un Polo dell’Infanzia sostenibile e progettato per accogliere 150 bambini
Il nuovo Polo dell’Infanzia, composto da un asilo nido e una scuola materna, potrà ospitare fino a 150 bambini. È stato realizzato interamente in legno e risponde agli standard NZEB, edifici con consumi energetici quasi nulli, concepiti per garantire comfort, sicurezza e ridotti impatti ambientali. Intorno alla struttura è stata progettata un’ampia area verde attrezzata con percorsi pedonali, spazi dedicati allo svago e zone pensate per favorire attività all’aperto.
Gli ambienti interni sono stati studiati per essere luminosi, accoglienti e funzionali alle esigenze educative dei più piccoli, mentre l’organizzazione degli spazi esterni rispetta la presenza del vicino patrimonio ambientale della Valle dei Casali e della Tenuta dei Massimi. Questo nuovo servizio punta a diventare un riferimento per il quartiere, grazie alla capacità di integrare architettura sostenibile e funzione pubblica.
Ex Residence Bravetta: spazi pubblici, parchi e collegamenti pedonali per un quartiere più moderno
Il progetto di rigenerazione non si limita alla realizzazione del Polo dell’Infanzia, ma prevede un ridisegno complessivo dell’area. È in costruzione un sistema di piazze e percorsi che collegherà in modo diretto il quartiere al complesso del Buon Pastore e al sistema dei parchi circostanti. I progettisti hanno voluto evitare una barriera verso la Valle dei Casali, problema che caratterizzava le vecchie volumetrie dismesse.
Per questo motivo, gli edifici privati in corso di realizzazione sono stati concepiti con geometrie ordinate e con due corpi distinti separati da un grande asse pedonale che si apre verso il verde. L’idea è dare continuità visiva e funzionale fra la parte residenziale e il paesaggio naturale, valorizzando uno dei patrimoni ambientali più significativi del quadrante ovest della città.
Ex Residence Bravetta: investimenti, sinergie istituzionali e obiettivi per il futuro
L’intervento complessivo prevede un investimento privato di circa 180 milioni di euro, di cui 18 destinati a oneri e opere di urbanizzazione, compreso il Polo dell’Infanzia, la piazza, il parco e i percorsi ciclopedonali. Veloccia, commentando il sopralluogo, ha ricordato come questo progetto rappresenti una dimostrazione concreta della capacità della città di recuperare spazi abbandonati e ridare loro valore.
Il coordinamento fra amministrazione e soggetto attuatore, sottolineato dall’Assessore come elemento essenziale, ha permesso di procedere in tempi relativamente brevi, considerando la complessità dell’intervento.
Tomassetti ha ribadito l’importanza di restituire ai cittadini un’area rigenerata, non più percepita come luogo degradato ma come nuova risorsa per famiglie, bambini e residenti. La riqualificazione del Bravetta rappresenta quindi non solo un’opera urbanistica, ma un tassello di un percorso più ampio volto a migliorare la qualità della vita nei quartieri periferici attraverso servizi moderni e sostenibilità.