La Ztl del centro storico di Roma potrebbe cambiare radicalmente per furgoni, camion, minivan e altri veicoli commerciali. Il Consiglio del Municipio I ha approvato la risoluzione “Lo spazio costa”, che propone di calcolare permessi, tariffe e possibilità di accesso anche in base alle dimensioni del mezzo. L’ipotesi prevede tre fasce di veicoli e condizioni più severe per quelli maggiormente ingombranti.
La nuova ipotesi per la Ztl merci di Roma
La proposta nasce dalla crescente pressione esercitata dalla distribuzione commerciale sulle strade centrali della Capitale. Nelle vie più strette, un furgone di grandi dimensioni può rallentare la circolazione, occupare un intero tratto stradale durante le operazioni di scarico e rendere difficoltoso il passaggio di autobus, taxi, mezzi di soccorso, biciclette e pedoni.
L’attuale sistema valuta soprattutto la categoria del richiedente, la classe ambientale del veicolo e la tipologia di attività svolta. La risoluzione chiede di aggiungere un criterio fisico: la quantità di spazio utilizzata dal mezzo. Un piccolo veicolo destinato alle consegne leggere non avrebbe quindi lo stesso trattamento di un camion o di un furgone lungo e voluminoso.
Il nuovo modello dovrebbe suddividere i veicoli commerciali in tre gruppi, dal furgone leggero al mezzo pesante. A ogni fascia potrebbero corrispondere tariffe, orari e condizioni di ingresso differenti. Per i mezzi più grandi verrebbero valutati costi superiori e limitazioni aggiuntive, specialmente nei rioni caratterizzati da carreggiate ridotte e da una forte presenza pedonale.
Registro dei mezzi autorizzati e controlli sugli ingressi
Un altro passaggio riguarda la creazione di un registro aggiornato dei veicoli autorizzati. La banca dati dovrebbe rendere immediatamente riconoscibili le targhe, le caratteristiche tecniche, le dimensioni, il soggetto titolare del permesso e la ragione dell’accesso.
Il registro consentirebbe di verificare quanti mezzi commerciali entrano ogni giorno nella Ztl e quali attività generano il maggior numero di spostamenti. Si tratta di informazioni necessarie per organizzare le fasce orarie, individuare le zone più congestionate e controllare eventuali utilizzi impropri delle autorizzazioni.
La proposta interessa un comparto molto ampio. Nel centro di Roma operano negozi, mercati, ristoranti, alberghi, imprese artigiane, cantieri, uffici, strutture ricettive e migliaia di appartamenti destinati agli affitti brevi. Ogni attività richiede forniture, manutenzioni, ritiro di materiali, consegne alimentari o servizi di lavanderia. La moltiplicazione dei passaggi ha prodotto una logistica frammentata, composta spesso da numerosi viaggi con carichi ridotti.
Consegne, affitti brevi e soste irregolari nei rioni centrali
La crescita delle case vacanza ha aggiunto nuovi flussi alla distribuzione ordinaria. Furgoni incaricati di ritirare e riconsegnare lenzuola, asciugamani e prodotti per la pulizia raggiungono ogni giorno edifici sparsi nei rioni centrali. Le fermate avvengono spesso in strade prive di spazi sufficienti per il carico e scarico.
Quando gli stalli risultano occupati o troppo distanti, i conducenti si fermano in doppia fila, sui marciapiedi o in prossimità degli incroci. Queste soste, anche se brevi, possono bloccare la circolazione e ridurre la visibilità. La risoluzione si collega quindi alla richiesta di autorizzazioni specifiche, finestre orarie definite, aree dedicate e controlli più frequenti per i servizi collegati alle strutture ricettive.
L’obiettivo non consiste nel fermare le consegne, indispensabili per la vita economica del centro, ma nel ridurne l’impatto. Una regolazione basata sulla grandezza dei mezzi potrebbe spingere le imprese a utilizzare veicoli più piccoli, accorpare gli ordini e programmare meglio i percorsi.
Il Campidoglio prepara il nuovo Piano merci
La risoluzione del Municipio I dovrà ora confrontarsi con il lavoro del Campidoglio sul nuovo Piano merci. Il documento è destinato a ridefinire l’organizzazione della logistica urbana, integrando permessi, orari, aree di sosta, controlli, veicoli a basse emissioni e sistemi alternativi di distribuzione.
Fra le soluzioni già indicate nel dibattito sulla mobilità figurano gli hub di prossimità, ossia punti nei quali concentrare le merci prima dell’ultimo tratto della consegna. Da questi spazi i prodotti potrebbero proseguire su piccoli mezzi elettrici o cargo bike, riducendo il numero di furgoni nelle zone più sensibili.
Il coordinamento sarà decisivo. Regole comunali, autorizzazioni della Ztl, misure municipali e necessità delle categorie economiche dovranno essere inserite in un sistema comprensibile. Cambi frequenti o procedure poco chiare rischierebbero di aumentare i costi per artigiani e piccole imprese, senza produrre benefici visibili sulla circolazione.
Costi maggiori per chi occupa più strada
Il principio contenuto nella risoluzione introduce una relazione diretta fra spazio pubblico utilizzato e tariffa richiesta. Un veicolo lungo, largo e pesante incide maggiormente sulla capacità della strada, richiede più spazio per la sosta e incontra maggiori difficoltà nelle manovre.
L’applicazione concreta richiederà parametri precisi. Dovranno essere stabilite le misure che separano le tre fasce, le categorie escluse, gli orari ammessi e gli eventuali incentivi per chi sostituisce un mezzo grande con uno più compatto. Sarà necessario tutelare anche le attività che trasportano materiali non divisibili o attrezzature tecniche impossibili da caricare su veicoli leggeri.
La stretta proposta dal Municipio I apre dunque una fase di confronto destinata a coinvolgere commercianti, artigiani, operatori della logistica, albergatori, gestori di case vacanza e residenti. La decisione finale spetterà a Roma Capitale, chiamata a trasformare il principio “Lo spazio costa” in regole applicabili, controllabili e compatibili con il funzionamento economico del centro storico.
