Roma, il nuovo tram CAF Urbos è finalmente sui binari: come sarà viaggiare sui convogli del futuro

L'immagine del nuovo tram rosso sui binari romani segna un passaggio importante. Roma aspettava da oltre vent'anni l'arrivo di una nuova generazione di vetture tranviarie
Di Alessandra Monti
Tram nuovo Urbos in primo piano
Nuovo tram Urbos in primo piano

Roma ha visto finalmente muoversi sui propri binari uno dei mezzi destinati a cambiare il volto del trasporto pubblico cittadino. Nella mattinata di lunedì 28 settembre il primo dei nuovi tram CAF Urbos, la vettura 9301, è uscito dal deposito di Porta Maggiore e ha iniziato la fase operativa dei collaudi sulla rete tranviaria della Capitale.

Non significa ancora vedere il nuovo tram carico di passeggeri lungo le strade di Roma. Quella iniziata oggi è la fase delle prove dinamiche necessarie per verificare il comportamento del convoglio sulla rete e completare il percorso tecnico e autorizzativo prima dell’entrata in servizio. Il nuovo mezzo dovrà infatti ottenere il necessario nulla osta prima di poter essere utilizzato nel normale esercizio.

Ma l’immagine del nuovo tram rosso sui binari romani segna comunque un passaggio importante. Roma aspettava da oltre vent’anni l’arrivo di una nuova generazione di vetture tranviarie.

Dai vecchi tram agli Urbos: Roma comincia a cambiare flotta

Il programma prevede complessivamente 121 nuovi tram prodotti dalla spagnola CAF, Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles, attraverso un investimento superiore ai 450 milioni di euro. Una fornitura destinata sia a sostituire progressivamente una parte consistente dei mezzi più anziani sia ad accompagnare l’ampliamento futuro della rete tranviaria romana.

All’uscita del primo convoglio erano presenti, tra gli altri, l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè e i rappresentanti di Legambiente.

«Benvenuti ai nuovi tram della Capitale, a oltre 20 anni dagli ultimi arrivati a Roma, riparte il rinnovo della flotta insieme alla realizzazione delle nuove tramvie, finalmente», hanno dichiarato Amedeo Trolese, responsabile Mobilità di Legambiente Lazio, e Roberto Scacchi, presidente regionale e responsabile nazionale Mobilità dell’associazione.

Per Legambiente l’arrivo degli Urbos deve procedere insieme allo sviluppo delle nuove infrastrutture, dalle tramvie Togliatti, Tiburtina e Casilina alla TVA, la Termini-Vaticano-Aurelio, oltre al potenziamento delle metropolitane e alla realizzazione di una città nella quale trasporto pubblico, ciclabilità e mobilità pedonale abbiano maggiore spazio.

Che cosa sono i CAF Urbos

Gli Urbos appartengono alla famiglia di tram urbani sviluppata da CAF e il modello realizzato per Roma è stato progettato sulle necessità della rete capitolina.

La differenza rispetto a buona parte delle vetture che i romani sono abituati a vedere sulle rotaie è evidente già entrando a bordo: maggiore accessibilità, spazi più moderni, tecnologie di sicurezza evolute e la possibilità di viaggiare, in determinate condizioni, anche senza alimentazione dalla linea elettrica aerea.

Il nuovo tram romano è lungo 33,5 metri e può trasportare fino a 215 passeggeri, dei quali 68 seduti. Sono previste due postazioni dedicate alle persone con disabilità, pianale ribassato e pedane per facilitare l’accesso a chi ha difficoltà motorie.

Le principali caratteristiche dei nuovi tram di Roma

  • 33,5 metri di lunghezza;
  • capacità massima di 215 passeggeri;
  • 68 posti a sedere;
  • due spazi dedicati alle persone con disabilità;
  • pianale ribassato e pedane di accesso;
  • vettura completamente bidirezionale;
  • batterie di trazione che consentono la marcia su alcuni tratti senza linea aerea;
  • climatizzazione;
  • impianto di videosorveglianza;
  • sistema di diffusione sonora per gli annunci ai passeggeri;
  • contapasseggeri;
  • dispositivi digitali per il monitoraggio delle prestazioni;
  • sistema anticollisione, radar e telecamere frontali;
  • sistema di avviso per rilevare situazioni di rischio con i pedoni.

Roma Capitale sottolinea in particolare l’importanza della marcia autonoma tramite batterie, una soluzione che può consentire ai convogli di percorrere alcuni tratti senza la tradizionale alimentazione aerea, caratteristica particolarmente interessante nei contesti urbani e paesaggistici più delicati.

Un tram pensato anche per chi oggi incontra maggiori difficoltà

Uno degli aspetti meno appariscenti, ma probabilmente più importanti, riguarda l’accessibilità.

Secondo Atac, circa il 70% dell’attuale parco tranviario dispone di pianale ribassato. Con gli Urbos l’accessibilità diventa invece un elemento centrale del progetto: ingresso facilitato, spazi dedicati alle sedie a ruote e pedane permettono di avvicinare il servizio agli standard richiesti a un moderno sistema di trasporto urbano.

Non si tratta quindi soltanto di sostituire un tram vecchio con uno nuovo. Il salto riguarda comfort, sicurezza, accessibilità e tecnologia.

Prima i collaudi, poi i passeggeri

Il passaggio di oggi a Porta Maggiore ha soprattutto un valore tecnico. La vettura 9301 dovrà essere sottoposta alle prove necessarie all’omologazione e al rilascio delle autorizzazioni prima dell’entrata in esercizio commerciale. L’obiettivo indicato è arrivare al servizio con i passeggeri entro la fine dell’anno, ma i tempi definitivi dipenderanno dall’esito dei test e dall’iter autorizzativo.

Per Roma, però, il punto di partenza è già visibile sui binari.

Dopo anni nei quali il dibattito sulla mobilità della Capitale si è concentrato soprattutto sui problemi della rete, sulla vetustà dei mezzi e sulla necessità di aumentare l’offerta di trasporto pubblico, l’arrivo degli Urbos porta finalmente un elemento concreto: il primo tram della nuova generazione ha cominciato a muoversi per la città.

Adesso arriva la parte decisiva. Trasformare quella prima corsa di prova in un rinnovo reale e progressivo della flotta e accompagnarlo con nuove linee, infrastrutture adeguate e frequenze capaci di rendere il tram una vera alternativa all’automobile.

 
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