Vuoi la tua pubblicità qui?
14 Agosto 2020

Pubblicato il

Roma, imprenditori arrestati sono Enzo Capriotti e i due figli

di Redazione

Enzo e i figli Angelo e Roberto, operanti nel settore edilizio, sono accusati dalla Gdf di bancarotta per 15 milioni

Sono Enzo Capriotti e i figli Angelo e Roberto i tre imprenditori arrestati dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno accertato una distrazioni patrimoniali per 15 milioni di euro a danno dei creditori della Sie Costruzioni Generali spa, società che operava nel settore edilizio fallita nel 2011. I soggetti arrestati sono accusati di aver propiziato volontariamente il fallimento di 4 società del gruppo (compresa la Sie Costruzioni Generali spa) e per occultare le loro responsabilità avevano fatto ricorso a dei prestanome.

Vuoi la tua pubblicità qui?

 L'obiettivo finale dei Capriotti era creare una bad company in Brasile, alla quale attribuire tutti i debiti accumulati nel tempo attraverso la fusione per incorporazione di ulteriori 5 società, per giunta gravate da ingenti debiti tributari. La celerità degli agenti della Guardia di Finanza nel condurre le indagini ha fatto sì che gli arrestati non riuscissero nel loro intento. In tal senso si è rivelata decisiva la scrupolosa analisi di vari conti correnti bancari e la perquisizione delle sedi societarie, che avevano la sede allo stesso indirizzo.

 Inoltre, nel corso delle attività sono stati individuati numerosi prelevamenti dai conti correnti bancari intestati alla società fallita, per un importo pari a 3 milioni di euro. In seguito, parte del denaro distratto, è stato trasferito in Brasile nella disponibilità di Angelo Capriotti per acquisti personali, avvenuti però con le risorse finanziarie della società fallita. Quest'ultimo è accusato anche di truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici per oltre 400.000 euro, ottenuti grazie a fatture false, falsi contratti, false dichiarazioni liberatorie e attraverso la predisposizione di una relazione tecnica che attestava falsamente la realizzazione del 50% di un progetto finanziato con denaro pubblico.

Angelo Capriotti avrebbe cercato di difendersi da questa accusa incolpando un altro soggetto, rivelatosi però un prestanome, il quale non era altro che un suo dipendente nominato amministratore della società che aveva ottenuto il finanziamento. Come se non bastasse, Angelo Capriotti dovrà rendere conto di crediti di importo a lui ceduti ma non contabilizzati nel bilancio societario e della cessione infragruppo di un'imbarcazione, la cui proprietà è stata trasferita da una società all'altra del gruppo societario di famiglia, senza il pagamento del prezzo di 450.000 euro e senza valide ragioni economiche.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento