Roma si muove anche quando dorme. In un angolo tra la città sacra e quella quotidiana, tra Porta Cavalleggeri e Porta Santo Spirito, al riparo dai riflettori del traffico e dalla fretta diurna, la Galleria Pasa (Principe Amedeo di Savoia-Aosta) sta cambiando volto. Chi passa distrattamente di giorno potrebbe non notare nulla, ma ogni notte, dalle 22 alle 5, un piccolo esercito di tecnici e operai lavora in silenzio per riportare alla luce un’infrastruttura spesso data per scontata. E invece, questo traforo di 250 metri che corre sotto il Gianicolo, a due passi dalla nuova Piazza Pia, è molto più di un semplice passaggio viario: è un pezzo di città che unisce storia e funzione, bellezza e necessità.
Il cuore dell’intervento: travertino, tecnologia e tutela ambientale
La riqualificazione della Galleria Principe Amedeo di Savoia-Aosta – per i romani semplicemente “Pasa” – ha richiesto un approccio tecnico articolato. Non si tratta solo di “pulizia”: parliamo di restauro, di conservazione e di scelte consapevoli per la città del presente e del futuro. Il Dipartimento Lavori Pubblici ha diviso l’intervento in due fasi: la prima, a marzo, ha riguardato la pulizia del fornice lato via Cavalleggeri e alcune lastre interne; la seconda, avviata il 31 marzo, coinvolge l’intera galleria.
Una delle tecnologie impiegate è il sistema IBIX, noto nel campo del restauro per la sua delicatezza e precisione. Con questa tecnica, gli operai hanno lavorato sul travertino e sugli stemmi scolpiti nella pietra, riportando alla luce i dettagli architettonici compromessi dallo smog. A completare l’opera, una vernice protettiva bianca con proprietà antismog e autopulenti, capace di ridurre l’impatto dell’inquinamento e di prevenire l’umidità senza alterare la struttura originaria.
Lavorare di notte per non fermare la città
Uno degli aspetti più apprezzati dell’intervento è la sua discrezione. I lavori, infatti, sono concentrati nelle ore notturne per non interferire con la circolazione cittadina, in un punto nevralgico della mobilità urbana. Durante un sopralluogo notturno, il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato come questa filosofia operativa stia diventando la regola nei cantieri romani: “si lavora di notte per non incidere sul traffico, e intanto si restituisce funzionalità e bellezza a luoghi fondamentali per la città”.
L’assessora Ornella Segnalini, presente con il sindaco, ha ricordato come l’intervento non sia solo funzionale, ma anche simbolico. “Restituire la bellezza, prima oscurata dallo smog, significa anche restituire rispetto ai cittadini. Lo stiamo facendo con materiali e tecniche all’avanguardia, come nella Umberto I, oggetto già di un intervento simile”.

Quando il decoro diventa parte della sicurezza
Non è solo una questione estetica. Pulire, restaurare e ridipingere una galleria come la Pasa significa anche migliorare la visibilità, la qualità dell’aria e la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti. Il presidente della Commissione Lavori Pubblici, Antonio Stampete, ha evidenziato come l’introduzione di pitture catalitiche antismog sia ora parte integrante dei capitolati d’appalto per gli interventi comunali. Una scelta che, oltre a migliorare la qualità ambientale, ha un impatto diretto sulla vivibilità.

Il cantiere della Galleria Pasa, con i suoi 450mila euro di investimento e le sue tempistiche centellinate per ridurre i disagi, è un esempio concreto di come la manutenzione ordinaria possa trasformarsi in un’azione di cura straordinaria per la città. Un lavoro tecnico, ma con una forte componente civile e simbolica. Roma non si ripara solo quando qualcosa si rompe. A volte si lavora per restituire valore a ciò che sembra invisibile. E nel buio della notte, tra getti d’aria a bassa pressione e mani esperte che sabbiano il travertino, c’è anche questo: un modo per dire che la città merita rispetto, ogni giorno. Anche quando dorme.