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Roma, la giungla del traffico: monopattini fuori controllo e smartphone al volante. L’allarme dei tassisti

Raffaele Salina, tassista romano e segretario nazionale di Fast Confsal Taxi, lancia un allarme che non può essere ignorato
Di Lina Gelsi
Traffico a Roma

Roma non è mai stata una città semplice da attraversare. Le strade antiche, spesso inadatte a una circolazione moderna, si intrecciano con un traffico sempre più caotico, inquinante e imprevedibile. Ma negli ultimi mesi, secondo chi ogni giorno vive la città dall’interno di un’auto, come i tassisti, la situazione è diventata ancora più ingestibile.

Mobilità urbana al limite: ecco il traffico romano

A peggiorare il quadro, sono entrate in gioco nuove abitudini scorrette e la crescente indifferenza verso le regole del Codice della Strada.

Raffaele Salina, tassista romano e segretario nazionale di Fast Confsal Taxi, lancia un allarme che non può essere ignorato: “Roma è diventata una città sempre più pericolosa per chi guida. Le infrazioni sono all’ordine del giorno. Nessuno controlla, e chi dovrebbe farlo non ha i mezzi o il personale per intervenire tempestivamente”.

Monopattini: velocità, mancanza di casco e uso improprio

Tra i protagonisti dell’anarchia urbana, i monopattini elettrici sono forse l’emblema più evidente. Nati per favorire una mobilità sostenibile, sono rapidamente diventati veicoli fuori controllo. È ormai una scena comune vedere due persone sullo stesso monopattino, spesso senza casco, zigzagare tra le auto in mezzo al traffico o attraversare gli incroci con il rosso. Nessuno sembra preoccuparsi troppo delle regole: i controlli sono sporadici, e le sanzioni raramente applicate. Eppure, il rischio di incidenti è altissimo, soprattutto nelle zone più trafficate come Termini, il Centro Storico o il lungotevere.

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La normativa è chiara: è vietato trasportare passeggeri sui monopattini, così come è obbligatorio l’uso del casco per i minorenni. Tuttavia, nella pratica, le regole sembrano diventate un’opzione. “Li vediamo tutti i giorni, in due sui monopattini, magari anche col cellulare in mano. A rischio non sono solo loro, ma anche noi che guidiamo. Un attimo di disattenzione e succede la tragedia”, racconta Salina.

Smartphone alla guida: una distrazione letale sempre più diffusa

Un altro nodo critico è l’uso del cellulare al volante. Nonostante sia vietato e punito con multe salate e decurtazione di punti sulla patente, è una prassi sempre più comune. Basta osservare un semaforo qualsiasi: più di un automobilista su tre ha lo sguardo basso, impegnato a controllare notifiche o rispondere a messaggi.

La distrazione digitale ha trasformato le strade in trappole. I tempi di reazione si allungano, le manovre diventano imprevedibili, e il rischio di tamponamenti e incidenti aumenta in modo esponenziale. Il problema è aggravato dalla scarsa percezione del rischio. Molti conducenti si sentono “capaci” di gestire il telefono mentre guidano, ignorando le statistiche e la realtà.

Tassisti in trincea: la denuncia di chi vive il traffico ogni giorno

“Siamo diventati sentinelle della strada nostro malgrado”, dice ancora Salina. “Ogni giorno segnaliamo infrazioni, comportamenti pericolosi, ma nessuno ci ascolta. Chi guida per lavoro non può permettersi disattenzioni, ma deve anche difendersi dagli errori degli altri”.

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I tassisti, che percorrono decine di chilometri al giorno nel cuore della Capitale, sono testimoni diretti di una mobilità urbana fuori controllo. I tempi di percorrenza si sono allungati, le situazioni di pericolo si moltiplicano, e la frustrazione cresce.

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“Ci sentiamo abbandonati. Le regole ci sono, ma senza controlli non servono a nulla. Servirebbe una presenza più costante della Polizia Locale, campagne educative mirate, e magari un uso intelligente della tecnologia per monitorare le infrazioni in tempo reale”, conclude Salina.

Urge un cambio di rotta: prevenzione, controlli e responsabilità

Il tema della sicurezza stradale non può essere lasciato all’iniziativa dei singoli. Serve un intervento strutturale: più controlli, più educazione civica, e un’applicazione rigorosa delle regole. Roma non può permettersi di diventare una giungla urbana dove il più veloce o il più spericolato ha la meglio.

La mobilità sostenibile è un obiettivo condivisibile, ma non può svilupparsi a discapito della sicurezza. E proprio in questo, la voce di chi lavora ogni giorno sulle strade, come i tassisti, dovrebbe essere ascoltata con attenzione.

 
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Cronaca

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