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Roma, la nuova frontiera dello spaccio: psicofarmaci a basso costo nei mercati della droga

Non solo cocaina, crack ed eroina, si spacciano a Roma, ma ora anche psicofarmaci venduti al mercato nero: il business delle benzodiazepine
Di Francesco Vergovich
Carabinieri e Polizia di Stato
Volanti della Polizia e dei Carabinieri

Lo spaccio nella Capitale evolve, e con esso i prodotti offerti dai pusher. Non solo cocaina, crack ed eroina, ma ora anche psicofarmaci venduti al mercato nero. Il business delle benzodiazepine, un tempo dominio esclusivo delle farmacie, è ormai entrato con prepotenza nel circuito della droga di strada.

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L’ultima operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Roma ha rivelato quanto il fenomeno sia ormai radicato: negli ultimi tre giorni, sei spacciatori, tutti stranieri e senza fissa dimora, sono stati arrestati al Quarticciolo, quartiere già soffocato dalla criminalità organizzata e dalla piaga del crack. Oltre alle solite dosi di crack, cocaina e hashish, i militari hanno sequestrato una quantità significativa di pasticche di origine farmaceutica, pronte per essere vendute ai tossicodipendenti.

Gli esperti di riduzione del danno non hanno dubbi: si tratta quasi certamente di Rivotril, una delle benzodiazepine più diffuse sul mercato nero. Il motivo? Il prezzo irrisorio e l’effetto sedativo che contrasta le allucinazioni e gli stati d’ansia provocati dal crack e dalla cocaina fumata. Un mix devastante che sta dilagando nelle strade della Capitale.

Dal crack al Rivotril: il nuovo cocktail della dipendenza

Nel cuore delle piazze di spaccio di Roma, la benzodiazepina è diventata il nuovo calmante per i tossicodipendenti, un rimedio “da strada” per attutire i danni collaterali delle droghe pesanti.

Il crack, sempre più diffuso nei quartieri degradati della città, provoca paranoia, ansia estrema, aggressività e insonnia. Chi lo assume entra in un vortice di euforia e depressione incontrollabili, alternando momenti di iperattività a stati di profonda angoscia. È qui che entrano in gioco le benzodiazepine come il Rivotril, il Tavor e il Lexotan, sedativi potenti che, combinati con la “coca cotta”, generano un effetto anestetizzante, ma altamente pericoloso.

L’uso combinato di crack e benzodiazepine porta a una dipendenza ancora più devastante: il calmante farmaceutico attenua gli effetti della crisi d’astinenza del crack, ma provoca un forte abbassamento delle capacità cognitive e motorie, con un alto rischio di overdose.

Quanto costa? Il prezzo è alla portata di tutti:

Una pasticca di Rivotril si trova sul mercato nero a poco più di un euro.

Le dosi di crack costano tra i 10 e i 20 euro.

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Un cocktail di crack e benzodiazepina viene venduto a meno di 15 euro, un prezzo che lo rende accessibile anche ai tossicodipendenti più indigenti.

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Quarticciolo, la piazza dello spaccio farmaceutico

Il sequestro effettuato dai Carabinieri al Quarticciolo è solo l’ennesima conferma di una realtà ormai consolidata. Il quartiere, una storica enclave della criminalità romana, è stato progressivamente colonizzato dalle bande straniere, che hanno introdotto nel mercato non solo la droga tradizionale, ma anche gli psicofarmaci sottratti a farmacie, ospedali e circuiti legali.

Negli ultimi anni, le benzodiazepine sono diventate un’alternativa economica e facilmente reperibile. Molte delle pasticche vendute in strada provengono da furti e truffe nelle farmacie, mentre altre arrivano direttamente dall’estero, tramite canali di contrabbando paralleli a quelli della cocaina e dell’eroina.

Il Quarticciolo è solo uno dei tanti quartieri dove il fenomeno è esploso: San Basilio, Tor Bella Monaca, Corviale e Ostia sono altri centri nevralgici dello spaccio farmaceutico.

Ma non solo le periferie: negli ultimi mesi, anche i quartieri della “Roma bene” hanno registrato un incremento nella vendita di benzodiazepine. A Prati, Trastevere e Testaccio, gli psicofarmaci vengono usati per “modulare” l’effetto della cocaina da parte di professionisti, studenti universitari e frequentatori della movida.

Chi gestisce il business degli psicofarmaci?

Il mercato illegale delle benzodiazepine segue le stesse rotte del narcotraffico tradizionale, ma con attori diversi. Se la cocaina è ancora gestita da clan albanesi, ‘ndrangheta e camorra, il traffico di psicofarmaci è in mano a organizzazioni meno strutturate, composte da piccoli gruppi criminali stranieri e bande giovanili.

I canali di approvvigionamento sono molteplici:

Furti e rapine nelle farmacie – I malviventi sottraggono intere scorte di benzodiazepine, che poi vengono rivendute a prezzi stracciati.

Prescrizioni mediche false – Alcuni spacciatori ottengono ricette tramite compiacenze o frodi, accumulando grandi quantità di farmaci in modo legale.

Contrabbando dall’estero – Specialmente dai Paesi dell’Est e dal Nord Africa, dove le benzodiazepine sono vendute senza particolari restrizioni.

    L’uso degli psicofarmaci non è più solo un fenomeno legato ai tossicodipendenti storici, ma si sta diffondendo tra i giovani e i consumatori occasionali, attratti dall’idea di un “sballo” legale, economico e facilmente reperibile.

    Un problema sottovalutato

    Nonostante l’escalation del fenomeno, le autorità sembrano ancora impreparate a contrastarlo efficacemente. La legge italiana non prevede controlli rigorosi sulle benzodiazepine, e il loro commercio è spesso poco monitorato, rendendo facile la loro dispersione nel mercato nero.

    Le forze dell’ordine continuano a concentrarsi sulle grandi operazioni antidroga, sequestrando tonnellate di cocaina ed eroina, ma il traffico di psicofarmaci resta spesso in secondo piano, nonostante la crescente domanda e la diffusione tra i giovani.

    I numeri parlano chiaro: negli ultimi tre anni, in Italia:

    Il consumo di benzodiazepine è aumentato del 35%.

    Il 20% delle vendite farmaceutiche di questi farmaci finisce nel mercato nero.

    Il 45% degli arresti per spaccio nelle periferie di Roma coinvolge anche la vendita di psicofarmaci.

    L’emergenza è sotto gli occhi di tutti. Le benzodiazepine stanno trasformando il volto dello spaccio, creando una nuova generazione di tossicodipendenti farmaceutici.

    Il problema è destinato a peggiorare, a meno che lo Stato non intervenga con misure mirate: controlli più severi nelle farmacie, monitoraggio delle ricette mediche e repressione più efficace del traffico clandestino.

    Se le istituzioni continueranno a sottovalutare il fenomeno, le piazze di spaccio non saranno più solo il regno di cocaina ed eroina, ma anche dei farmaci da banco trasformati in droga da strada.

     
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