Roma, Mattia ucciso in bici a 17 anni. La mamma: “Il 3 ottobre scendiamo in strada, basta morti”

Corso Francia è diventato uno dei simboli del dibattito sulla sicurezza stradale romana
Di Fabio Vergovich
Mattia Nicholas Liguori
Mattia Nicholas Liguori

Un anno dopo Martina Liguori torna a pronunciare il nome di suo figlio insieme a una richiesta semplice: poter attraversare Roma a piedi o in bicicletta senza rischiare la vita. Mattia Nicholas Liguori aveva 17 anni quando, nella notte del 2 ottobre 2025, venne travolto da un’automobile mentre percorreva in bicicletta Corso Francia. Sabato 3 ottobre 2026, alle 16.30, da Piazzale Flaminio partirà una manifestazione a piedi e in bici diretta verso Ponte Milvio per chiedere maggiore sicurezza stradale, controlli contro l’eccesso di velocità e interventi concreti sulle arterie più pericolose della Capitale.

“Mi chiamo Martina Liguori e sono la mamma di Mattia Nicholas Liguori, morto il 2 ottobre 2025, investito sulla sua bicicletta”, scrive la madre del ragazzo nel suo appello. Il punto, per lei, riguarda tutta Roma: “Roma è ancora una città troppo pericolosa per pedoni e ciclisti. Ogni giorno chi si muove a piedi o su due ruote rischia la propria vita. L’alta velocità nei centri urbani trasforma un incidente in una tragedia”.

Mattia aveva 17 anni e stava tornando a casa in bicicletta

L’incidente avvenne intorno alle due di notte su Corso Francia, in direzione del centro, all’altezza del civico 115A. Mattia stava tornando a casa dopo aver partecipato a una manifestazione nel centro di Roma e viaggiava in bicicletta insieme a un amico. Dopo l’impatto fu trasportato in condizioni gravissime al Policlinico Gemelli, dove morì poco dopo. Il giovane che conduceva la Volkswagen Golf coinvolta nell’incidente fu sottoposto agli accertamenti per alcol e sostanze stupefacenti, risultati negativi.

A distanza di quasi un anno, gli accertamenti tecnici hanno consentito di definire più dettagliatamente la dinamica che sarà valutata nell’ambito del procedimento giudiziario. Secondo la ricostruzione pubblicata nelle ultime settimane, Mattia si trovava all’incrocio tra Corso Francia e via Flaminia. Una Nissan si sarebbe fermata per consentirgli di attraversare, mentre la Golf condotta da Giacomo Vitelli, oggi 21enne, avrebbe superato la vettura sulla destra investendo il ragazzo. Le perizie avrebbero accertato una velocità superiore al doppio del limite di 50 chilometri orari. Mattia fu proiettato a decine di metri dal punto dell’impatto.

Saranno naturalmente gli sviluppi giudiziari a stabilire definitivamente responsabilità e conseguenze penali. Ma per la famiglia di Mattia la questione non riguarda soltanto quanto accaduto quella notte.

Corso Francia, quattro giovani vite spezzate in pochi anni

Corso Francia è diventato uno dei simboli del dibattito sulla sicurezza stradale romana. Nel dicembre 2019, nella stessa arteria, morirono Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, entrambe sedicenni, investite mentre attraversavano la strada. Nell’aprile 2022 perse la vita il diciannovenne Leonardo Lamma dopo un incidente in moto. Nell’ottobre 2025 è arrivata la morte di Mattia.

Dopo la tragedia, gli amici del ragazzo lanciarono una petizione per chiedere interventi strutturali su Corso Francia, raccogliendo migliaia di adesioni. Fra le misure sollecitate nel dibattito sul quartiere sono comparsi sistemi di controllo della velocità, telecamere, attraversamenti più sicuri e infrastrutture dedicate alle biciclette.

Mattia è rimasto anche nella memoria pubblica della città. Nel gennaio scorso Roma Capitale gli ha intitolato una nuova aula studio davanti all’Auditorium Parco della Musica, alla presenza della famiglia, dei compagni di scuola e del sindaco Roberto Gualtieri.

A Roma aumentano gli incidenti: 18.338 nei primi sei mesi del 2026

La richiesta della famiglia Liguori arriva mentre i numeri continuano a descrivere una situazione complessa. Secondo i dati della Polizia Locale diffusi da Roma Capitale, tra il primo gennaio e il 30 giugno 2026 nella Capitale sono stati rilevati 18.338 incidenti, contro i 16.772 dello stesso periodo del 2025.

Le vittime sono diminuite da 63 a 48, con una riduzione del 25%, e i sinistri mortali sono passati da 62 a 46. È aumentato però il numero dei feriti gravi: 90 nel primo semestre 2026 contro 74 nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il bilancio provvisorio diffuso alla fine di agosto parlava già di oltre 24 mila incidenti rilevati dalla Polizia Locale dall’inizio dell’anno e circa 60 vittime. Numeri che utilizzano un perimetro statistico diverso da quello ACI-Istat sugli incidenti con lesioni e che quindi non vanno sovrapposti direttamente, ma mostrano comunque quanto frequentemente le pattuglie siano chiamate a intervenire sulle strade della Capitale.

Anche guardando all’ultimo dato annuale consolidato disponibile per Roma, quello relativo al 2024, emergono 13.924 incidenti con lesioni, 17.196 feriti e 134 morti. Il 12,6% dei feriti era costituito da pedoni, mentre i ciclisti tradizionali rappresentavano il 2,7%.

Pedoni e ciclisti, gli utenti più esposti

Per chi cammina o pedala la protezione fisica praticamente non esiste. A maggio 2026 l’Osservatorio ASAPS-Sapidata contava già 10 pedoni morti nella sola Roma nei primi cinque mesi dell’anno. Nel Lazio erano 19. A livello nazionale erano 175, il 19% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sul fronte dei ciclisti, il monitoraggio diffuso alla fine di agosto indicava sei vittime nel Lazio dall’inizio del 2026 e nessuna nella Capitale fino a quel momento. Il dato nazionale restava però pesante: 140 ciclisti morti nei primi otto mesi circa dell’anno. Nel 2025, secondo Istat, in Italia erano morte 198 persone su biciclette tradizionali e altre 30 su biciclette elettriche.

Il problema della velocità resta uno dei punti centrali. Nel rapporto ACI riferito alla Capitale per il 2024, l’eccesso di velocità viene indicato come un elemento particolarmente rilevante negli incidenti con esito mortale.

Ed è proprio sulla velocità che insiste Martina Liguori. Perché una strada urbana percorsa come se fosse una strada a scorrimento veloce cambia radicalmente le conseguenze di un errore, di una distrazione, di una valutazione sbagliata da parte di chi guida oppure di chi attraversa.

Sabato 3 ottobre Roma scende in strada per Mattia e per chi continua a rischiare

L’appuntamento è per sabato 3 ottobre alle 16.30 a Piazzale Flaminio. Da lì partirà il corteo, aperto a chi vorrà partecipare a piedi o in bicicletta, diretto verso Ponte Milvio. Durante il percorso sono previsti momenti di sensibilizzazione e flash mob. La giornata proseguirà in serata a Ponte Milvio con musica e giovani artisti.

Non sarà soltanto una manifestazione in memoria di Mattia. La famiglia vuole trasformare quel ricordo in una richiesta rivolta al Campidoglio e all’intera città: più controlli, interventi sulle strade dove velocità e conformazione aumentano i rischi, attraversamenti protetti e una maggiore tutela di pedoni e ciclisti.

«La cronaca di questi ultimi giorni dimostra ancora una volta quanto sia urgente intervenire», scrive Martina, «affinché bambini e adulti possano vivere la città in sicurezza, in auto, in bicicletta e a piedi».

Un anno dopo quel 2 ottobre, Roma ricorderà Mattia tornando proprio sulle sue strade. Stavolta non per raccontare un altro incidente, ma per chiedere che la sicurezza non arrivi sempre dopo una tragedia.

 
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Cronaca

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