Nella notte di domenica scorsa, Mamum Miah, un giovane cuoco originario del Bangladesh, si era riunito con alcuni amici connazionali in un parco lungo la via Cristoforo Colombo. Dopo aver terminato il suo turno di lavoro in un ristorante nei pressi di piazza Venezia, Mamum cercava solo un momento di relax e compagnia.
L’aggressione e la fuga tragica
La serata tranquilla si è trasformata rapidamente in un incubo quando Jaafar Mhammedi Alomi, un 27enne marocchino senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine, ha fatto la sua comparsa. Armato di coltello e spranga, ha minacciato il gruppo esigendo denaro. Nonostante gli sforzi dei presenti per respingerlo, una colluttazione ha avuto luogo.
Mamum ha tentato disperatamente di sfuggire ai fendenti del suo aggressore. Durante la fuga è inciampato sul marciapiede nei pressi dell’ex Fiera di Roma. In quel momento critico, Alomi l’ha raggiunto infliggendogli colpi mortali.
L’arresto dell’omicida
Dopo aver commesso l’atrocità, l’aggressore è salito su un autobus della linea 714 nella speranza di far perdere le proprie tracce. Tuttavia, grazie ai sistemi di videosorveglianza presenti sul mezzo pubblico e nelle aree circostanti, i carabinieri della compagnia Eur sono riusciti a rintracciarlo.
Alomi aveva cercato rifugio nei dintorni della stazione Ostiense per sfuggire alla cattura. Ma il suo tentativo è stato vano: le autorità lo hanno trovato e fermato. Ora si trova nel carcere di Regina Coeli con l’accusa formale di omicidio volontario e rapina aggravata.
Attesa per la convalida del fermo
Nei prossimi giorni, Jaafar Mhammedi Alomi dovrà comparire davanti al giudice per le indagini preliminari (GIP) per la convalida del fermo. Gli amici della vittima hanno fornito testimonianze chiave che hanno permesso alle autorità di ricostruire gli eventi tragici avvenuti quella fatidica notte.