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Roma, Pasqua 2025 a tavola: vendite boom di pesce azzurro e ortofrutta

Se il pesce rappresenta il mare, l'ortofrutta rappresenta il cuore verde di questa festività. Nei mercati romani, non si può ignorare la vivacità dei banchi di verdura
Di Francesco Vergovich
Alici, Pesce azzurro
Alici, Pesce azzurro, pexels-engin-akyurt

Quando si parla di Pasqua a Roma, la città eterna non è solo storia, ma anche una tradizione culinaria che si rinnova e si adatta. Quest’anno, il menù pasquale a Roma sembra voler celebrare il mare, con il pesce azzurro che prende il comando in questa danza tra gusto e tradizione. Il Centro Agroalimentare di Roma, situato nell’affascinante Tenuta del Cavaliere, diventa il focus grazie a un’abbondante offerta proveniente dal Mar Adriatico. Alici, sgombri e naselli fanno la parte del leone, accaparrandosi l’attenzione dei romani alla ricerca degli ingredienti perfetti per il Venerdì Santo. I prezzi, sempre un indicatore interessante delle dinamiche di mercato, oscillano tra i 6,42 euro ai più discreti 12 euro al chilo, offrendo una gamma di opzioni per soddisfare tutti i gusti e le tasche.

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La tradizione rivive tra le bancarelle dei mercati

Se il pesce rappresenta il mare, l’ortofrutta rappresenta il cuore verde di questa festività. Passeggiando per i mercati romani, non si può ignorare la vivacità dei banchi di verdura, dove fave fresche e carciofi romaneschi spiccano come protagonisti. I prezzi sono un dettaglio che cattura subito l’attenzione: le fave oscillano tra 1 e 1,20 euro al chilo mentre i carciofi romaneschi, ornamento in molte preparazioni tradizionali, si vendono a sorprendentemente convenienti 0,70 euro l’uno. La primavera, con il suo risveglio di primizie e prodotti stagionali, ha innescato un fermento commerciale che si specchia nei mercati, vivificandoli con la sua esplosione di colori e profumi.

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L’andamento dei prezzi: frutta in primo piano

Il comparto della frutta non è da meno in questo scenario di abbondanza e qualità. Tra le luci dei riflettori, spiccano le fragole, particolarmente le varietà Favetta laziale e lucana, che presentano un’offerta così abbondante da influire sui prezzi, che calano a 2,80 e 3,50 euro rispettivamente per chilo. Inoltre, la varietà negli asparagi, provenienti sia dal Lazio che dal Sud Italia, offre alternative che spaziano tra 5,50 e 6,00 euro a mazzo. Fabio Massimo Pallottini e Valter Giammaria, rispettivamente Direttore Generale e Presidente del Centro Agroalimentare Roma, esprimono soddisfazione per una filiera che non solo regge il mercato, ma riesce a esaltare le eccellenze locali, assicurando al tempo stesso una continuità nella distribuzione, un aspetto cruciale in tempi incerti.

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