Roma. Pini dei Fori Imperiali, perché cadono: anzianità, piogge e radici compromesse

L'agronomo Angelico Bonuccelli spiega all'Adnkronos le cause dei crolli dei pini lungo via dei Fori Imperiali
Di Fabio Vergovich
Pini Fori Imperiali
Pini Fori Imperiali

Roma si interroga sui due pini crollati dall’inizio dell’anno lungo via dei Fori Imperiali, uno dei tratti più simbolici della città. Le immagini degli alberi a terra hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza del patrimonio arboreo e sulle responsabilità delle manutenzioni urbane. A fare chiarezza è l’agronomo Angelico Bonuccelli, già direttore del Servizio Giardini di Roma Capitale, che all’Adnkronos individua tre fattori determinanti: età avanzata, piogge intense degli ultimi giorni e possibili danni alle radici superficiali.

Le cause dei crolli lungo via dei Fori Imperiali

Secondo Bonuccelli, i pini domestici presenti lungo l’asse monumentale furono messi a dimora a partire dal 1931. La loro vita media varia dagli 80 ai 150 anni: una forchetta ampia, che oggi colloca molti esemplari in una fase delicata. L’età, da sola, non spiega tutto, ma rende le piante più vulnerabili. Le piogge recenti hanno aumentato il peso della chioma e reso i terreni più cedevoli, amplificando l’instabilità. Il punto decisivo resta però sotto i piedi: l’apparato radicale.

Età delle piante e sicurezza pubblica

“Una pianta anziana è spesso più bella, ma anche più pericolosa”, osserva l’agronomo. Il pino domestico, in particolare, non mostra sempre segnali evidenti prima del cedimento e tende a rovesciarsi con l’intero pane radicale. In contesti storici, dove la percezione del verde è parte del paesaggio, il tema sicurezza impone valutazioni puntuali e costanti, senza affidarsi soltanto all’aspetto esteriore.

Radici e lavori superficiali: cosa controllare

Bonuccelli invita a verificare se siano avvenuti interventi nel primo strato di suolo, dal piano di calpestio fino a circa 60 centimetri di profondità. Il passaggio di cavi, tubazioni o il rifacimento dei marciapiedi può interferire con le radici portanti, compromettendo la stabilità complessiva. L’agronomo esclude un nesso diretto con i cantieri della metropolitana, che operano a quote molto più profonde, ma richiama l’attenzione su lavori minori e diffusi, spesso sottovalutati.

Traffico, smog e stress urbano

Il contesto urbano incide in modo significativo. Marciapiedi impermeabili, traffico continuo e smog riducono l’ossigenazione del terreno e aumentano lo stress fisiologico delle piante. In un’area come i Fori Imperiali, dove flussi veicolari e pedonali sono intensi, la pressione ambientale si somma all’età degli alberi, accelerando processi degenerativi invisibili dall’esterno.

Manutenzione, monitoraggi e scelte future

Il caso dei pini caduti riporta al centro la necessità di controlli strumentali regolari, potature mirate e valutazioni di stabilità basate su dati oggettivi. Dove il rischio risulta elevato, occorre intervenire per tempo, anche con sostituzioni programmate che preservino l’identità del luogo senza esporre cittadini e visitatori a pericoli. La tutela del verde storico passa da scelte tecniche chiare e da una pianificazione che tenga conto dell’età degli esemplari e delle condizioni del suolo.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista