Roma Ponte di Nona, oltre 11,5 kg di cocaina in un “attico” abusivo: arrestato pusher 41enne

Un flusso costante di ingressi e uscite all’interno di uno stabile popolare del quartiere: ecco l'anomalia notata dagli agenti che ha fatto scattare un servizio mirato di osservazione
Di Fabio Vergovich
Droga sequestrata a Ponte di Nona
Droga sequestrata a Ponte di Nona

L’indagine è partita da un’anomalia evidente agli occhi degli agenti: un flusso costante di ingressi e uscite all’interno di uno stabile popolare del quartiere. Un movimento ritenuto non compatibile con la normale vita condominiale e tale da far scattare un servizio mirato di osservazione. Da quel momento, il palazzo è diventato il centro di un’attività investigativa discreta, condotta con pattuglie posizionate in vari punti dell’area per seguire ogni spostamento sospetto senza perdere il controllo degli accessi.

La zona di Ponte di Nona, da anni attraversata da una crescita urbanistica rapida e da problemi legati alla sicurezza percepita dai residenti, torna così al centro di un episodio che conferma quanto il traffico di droga sappia adattarsi anche agli spazi più ordinari. Non una cantina nascosta in periferia, non un box auto isolato, ma un locale tecnico sul terrazzo, trasformato abusivamente in base operativa.

Un punto alto, defilato, apparentemente poco frequentato, utilizzato per proteggere un’attività illecita che gli investigatori ritengono destinata a rifornire più piazze di spaccio della Capitale.

La busta gialla, i panetti e gli smartphone sequestrati

Durante il servizio, gli agenti del VI Distretto Casilino e delle Volanti hanno notato un uomo muoversi con atteggiamento sfuggente nell’area dello stabile. I suoi spostamenti, concentrati dal terrazzo al vano scale, hanno attirato l’attenzione dei poliziotti, che hanno deciso di intervenire. Raggiunto al secondo piano, il quarantunenne italiano aveva in mano una vistosa busta gialla. Alla vista degli agenti avrebbe tentato di liberarsene, gesto che non è sfuggito alla squadra impegnata nell’operazione.

Il contenuto della busta ha dato subito la misura della portata del sequestro: dieci panetti di cocaina, per un peso complessivo superiore a 11,5 chilogrammi. Una quantità molto elevata, incompatibile con un consumo personale e ritenuta dagli investigatori destinata all’attività di spaccio. Insieme alla droga sono stati sequestrati anche due smartphone, considerati elementi utili per ricostruire contatti, ordinazioni e possibili consegne a domicilio dello stupefacente.

Il dato numerico è rilevante anche per comprendere il valore dell’operazione. Oltre undici chili di cocaina, una volta frazionati in dosi, avrebbero potuto alimentare per giorni il mercato illegale romano, con ricadute dirette su zone di spaccio, consumatori, reti di distribuzione e flussi di denaro contante. Il sequestro interrompe una filiera che, nella ricostruzione investigativa, non si limitava alla custodia della sostanza, ma comprendeva anche preparazione, pesatura e confezionamento.

Il locale tecnico sul terrazzo trasformato in base per la droga

La perquisizione ha permesso agli agenti di arrivare al passaggio decisivo. Nella disponibilità del 41enne è stato trovato un mazzo di chiavi che ha aperto un locale tecnico situato sul terrazzo dello stabile. Quello spazio, destinato ad altra funzione, era stato trasformato abusivamente in una sorta di “attico”. All’interno, gli investigatori hanno rinvenuto materiale compatibile con la preparazione dello stupefacente: strumenti per la pesatura e per il confezionamento, elementi che hanno rafforzato il quadro indiziario a carico dell’uomo.

La scelta di utilizzare un locale sul terrazzo racconta una strategia precisa. Un ambiente separato dagli appartamenti, meno visibile rispetto agli spazi comuni più frequentati, abbastanza vicino ai vani scala per consentire movimenti rapidi. Una base logistica, quindi, non improvvisata, capace di funzionare da punto di stoccaggio e lavorazione della cocaina prima dell’immissione sul mercato.

Nel contrasto allo spaccio, i luoghi contano quanto la sostanza sequestrata. Box, cantine, intercapedini, locali condominiali e vani tecnici vengono spesso trasformati in depositi o laboratori rudimentali. Spazi pensati per altri usi diventano nodi di una rete illegale che sfrutta la familiarità degli edifici residenziali e la difficoltà di distinguere movimenti ordinari da passaggi sospetti. A Ponte di Nona, il servizio di osservazione ha consentito di leggere quei segnali e di arrivare al sequestro prima che la droga fosse distribuita.

Arresto convalidato, resta la presunzione di innocenza

Il quarantunenne italiano è stato arrestato perché gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria. La vicenda resta nella fase delle indagini preliminari e, per l’indagato, vale la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

 
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