Roma, rottamazione per Imu, Tari e multe: sanzioni e interessi verso lo stralcio

Roma prepara la rottamazione di tributi, multe e canoni: rate fino a 12 mesi, sportelli nei Municipi e nuove regole sulla riscossione
Di Lina Gelsi
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Roma Capitale si prepara a introdurre una definizione agevolata per una parte rilevante delle entrate comunali: Imu, Tari, Tasi, contributo di soggiorno, multe stradali, sanzioni amministrative e canone unico patrimoniale. Il Regolamento, già passato in giunta e nella commissione competente, dovrebbe arrivare in Aula il 4 giugno per il voto decisivo. La misura consentirebbe ai debitori di chiudere le pendenze pagando l’importo dovuto, senza sanzioni accessorie e senza interessi di mora.

Rottamazione delle entrate comunali a Roma: il nodo dei debiti locali

La nuova disciplina nasce dentro il quadro aperto dalla legge di Bilancio 2026, che riconosce agli enti locali maggiore autonomia nella gestione della definizione agevolata. Per Roma Capitale si tratta di una misura con doppio obiettivo: recuperare somme rimaste ferme e offrire ai contribuenti un percorso più sostenibile per regolarizzare la propria posizione.

La platea interessata è ampia. Rientrano gli avvisi Imu notificati fino al 31 dicembre 2024, la Tasi con la stessa scadenza, gli accertamenti Tari per omessa o infedele dichiarazione fino alla fine del 2024 e le morosità ordinarie Tari riferite agli anni 2023 e 2024. Nel perimetro della definizione agevolata entrano anche il contributo di soggiorno per verifiche su omessa o infedele dichiarazione fino al 31 dicembre 2024, le sanzioni per violazioni del Codice della strada notificate nel 2023, 2024 e 2025, le sanzioni amministrative non tributarie diverse dalle multe stradali notificate fino al 31 dicembre 2025 e il canone unico patrimoniale per occupazione di spazi e aree pubbliche fino al 2024, inclusi i dehors, con esclusione degli impianti abusivi.

La scelta ha un impatto amministrativo e politico evidente. Da un lato permette di riportare dentro i conti comunali crediti difficili da incassare. Dall’altro apre un tema delicato: il rapporto con chi ha sempre pagato nei tempi previsti e non riceverà alcun beneficio.

Definizione agevolata di Imu, Tari e multe: come funziona il pagamento

Il Regolamento prevede una rateizzazione legata all’importo complessivo del debito. Fino a mille euro sarà necessario pagare in un’unica soluzione. Per somme da mille a 10mila euro saranno previste fino a tre rate mensili. Per importi da 10mila a 30mila euro il piano potrà arrivare fino a sei rate mensili. Oltre i 30mila euro, invece, il debitore potrà ottenere fino a 12 rate mensili.

La logica è rendere più semplice l’adesione, evitando procedure complesse e passaggi poco chiari. Per questo è prevista la pubblicazione online dell’elenco delle pendenze che potranno essere definite in forma agevolata. Entro l’estate dovrebbe essere attivata anche una piattaforma digitale per gestire i rapporti con i contribuenti, affiancata da uno sportello fisico in ogni Municipio.

Questa parte del provvedimento sarà decisiva per la sua riuscita. Una rottamazione efficace non dipende soltanto dallo sconto su sanzioni e interessi, ma anche dalla capacità dell’amministrazione di far capire ai cittadini quali debiti rientrano nella misura, quali restano fuori, quali scadenze devono essere rispettate e cosa accade in caso di mancato pagamento di una rata.

Riscossione coattiva al Comune: procedure più rapide e ruolo di Aequa Roma

Una delle novità più rilevanti riguarda il passaggio della riscossione coattiva all’amministrazione comunale. Finora questa attività è stata gestita dall’Agenzia delle Entrate, con tempi stimati in cinque-sette anni. Il trasferimento delle competenze al Comune dovrebbe ridurre l’attesa, portando le procedure a una durata stimata di due-tre anni.

Il potenziamento di strutture come Aequa Roma diventa quindi una parte essenziale del nuovo modello. L’obiettivo è accorciare i tempi, migliorare il controllo sulle posizioni debitorie e rendere più diretto il rapporto con cittadini, imprese e operatori economici. Per una città con una massa significativa di crediti arretrati, la velocità della riscossione può incidere sulla capacità di programmare servizi, investimenti e manutenzioni.

Il tema, però, non è solo tecnico. Se la riscossione resta lenta, i crediti perdono forza e il messaggio che arriva ai contribuenti rischia di essere poco credibile. Se diventa più efficiente, la definizione agevolata può trasformarsi in un passaggio straordinario dentro un sistema più ordinato.

Le obiezioni dei Municipi: giustizia fiscale e rischio premio ai morosi

La bozza di Regolamento è stata inviata ai Municipi prima dell’approdo in Assemblea capitolina. Nel I Municipio il testo ha ottenuto parere favorevole, accompagnato però da rilievi significativi. Le osservazioni mettono al centro il possibile effetto negativo di una cancellazione generalizzata di sanzioni e interessi: chi ha rispettato le scadenze potrebbe percepire la misura come un vantaggio per chi ha rinviato o ignorato i pagamenti.

Da qui la richiesta di limitare l’agevolazione ai crediti di difficile riscossione o molto datati, evitando l’azzeramento totale degli interessi. Viene inoltre sollecitata l’esclusione tassativa delle occupazioni di suolo pubblico e del contributo di soggiorno dovuto dalle strutture extralberghiere.

Sono osservazioni che toccano un tema centrale per ogni sanatoria fiscale locale: il bisogno di incassare non può indebolire il principio di equità. La misura dovrà quindi trovare un equilibrio fra recupero delle risorse e tenuta del patto fiscale con i contribuenti regolari.

Il voto del 4 giugno e gli effetti per cittadini e imprese

Il passaggio in Aula del 4 giugno sarà il momento politico decisivo. Se il Regolamento verrà approvato, Roma Capitale potrà aprire una stagione di regolarizzazione destinata a interessare famiglie, imprese, attività ricettive, automobilisti, esercenti e operatori con pendenze legate all’occupazione di suolo pubblico.

Per molti contribuenti la novità sarà concreta: pagare soltanto la quota principale del debito, senza interessi di mora e sanzioni accessorie, può rendere sostenibile una posizione rimasta bloccata da anni. Per il Campidoglio, invece, la partita sarà misurata sulla capacità di trasformare debiti incerti in entrate reali.

 
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