Roma scommette sul Quarticciolo: arriva il piano da 53 milioni per cambiare il quartiere

Il Quarticciolo non viene affrontato solo come periferia da “sistemare”, ma come territorio su cui concentrare una strategia di tenuta urbana
Di Fabio Vergovich
Quarticciolo, riqualificazione quartiere
Quarticciolo, riqualificazione quartiere

Il Quarticciolo entra in una nuova fase con un protocollo d’intesa da 53 milioni di euro che mette insieme Regione Lazio, Governo e Ater Roma per un programma di riqualificazione urbana, sociale, ambientale, sanitaria ed economica in una delle aree più fragili della Capitale. La firma è arrivata il 12 marzo 2026 nella Sala Tevere della Giunta regionale con il presidente Francesco Rocca, il commissario straordinario Fabio Ciciliano e il presidente di Ater Roma Orazio Campo.

Il quadro finanziario è netto: 30 milioni arrivano dal Programma regionale FESR Lazio 2021-2027, altri 23 milioni dal Piano straordinario finanziato con il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.

Riqualificazione del Quarticciolo, dove andranno i fondi della Regione Lazio

La parte più consistente dell’intervento regionale guarda al patrimonio abitativo Ater, che nel Quarticciolo rappresenta non solo un tema edilizio ma anche un nodo sociale e amministrativo. Il piano prevede il recupero di 78 appartamenti oggi non fruibili, la manutenzione straordinaria di circa 500 abitazioni con criticità di varia natura, l’eliminazione delle barriere architettoniche con opere come l’installazione di ascensori per oltre 300 nuclei familiari e la realizzazione di nuove centrali termiche al servizio di circa 600 alloggi, con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici.

In termini complessivi, gli interventi riguarderanno più di 1.500 alloggi su un totale di 2.276 appartamenti Ater presenti nel quartiere, con un impatto diretto su circa 2.300 abitanti.

Il dato politico e amministrativo che emerge con più forza è che il Quarticciolo non viene affrontato solo come periferia da “sistemare”, ma come territorio su cui concentrare una strategia di tenuta urbana. La Regione lega la disponibilità dei 30 milioni alle modifiche ai regolamenti europei approvate dalla Commissione europea nel settembre 2025, che hanno introdotto una priorità dedicata all’housing.

È un passaggio rilevante, perché sposta l’intervento sulla casa dal terreno dell’emergenza a quello della programmazione strutturale. Non si tratta, quindi, di un annuncio isolato, ma dell’uso di una finestra normativa europea che ha consentito di rendere finanziabile un’azione più ampia sul disagio abitativo.

Piano per il quartiere di Roma Est, il ruolo del Governo e della struttura commissariale

Accanto ai fondi regionali si colloca il secondo asse del progetto, quello sostenuto dal Governo con 23 milioni di euro destinati al Quarticciolo nell’ambito del Piano straordinario di interventi per varie periferie urbane italiane. La responsabilità attuativa è affidata alla struttura commissariale istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con un’impostazione che punta a superare lentezze e frammentazione delle competenze.

È un elemento che pesa molto in quartieri dove, spesso, il problema non è soltanto reperire risorse ma riuscire a tradurle in cantieri, servizi, procedure e tempi certi.

Le opere previste con la quota governativa toccano spazi pubblici e servizi essenziali. Sono in programma la riqualificazione della piazza del Quarticciolo, con la risistemazione degli spazi pubblici, il recupero dei locali commerciali Ater, la realizzazione di un nuovo asilo nido e la riqualificazione con messa in sicurezza di alcuni edifici scolastici del quartiere.

Il programma include inoltre la rigenerazione urbana degli ex padiglioni CABA in viale Palmiro Togliatti, destinati a ospitare il Punto Unico di Accesso ai servizi socio – assistenziali municipali. È un tassello di grande rilievo perché rafforza la presenza pubblica in un’area dove la qualità dei servizi incide direttamente sulla percezione di cittadinanza e sul rapporto dei residenti con le istituzioni.

Case popolari, servizi e lavoro: il progetto oltre l’edilizia residenziale

Il protocollo prova a evitare un errore già visto in molti programmi di recupero urbano: concentrare tutto sui muri e poco sulla vita quotidiana del quartiere. In questo caso la cornice è più larga. La Regione segnala che il proprio intervento non si limita al recupero immobiliare ma punta ad allargare le opportunità di sviluppo con misure che riguardano imprese, regolarizzazioni amministrative e sicurezza.

Nel bando “Donne e Impresa” è stata destinata una quota minima di 300 mila euro alle imprenditrici che scelgono di localizzarsi nel Quarticciolo, mentre Ater Roma potrà rafforzare la capacità di esame delle pratiche di regolarizzazione. A questo si aggiunge il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, indicato come strumento per il ripristino della legalità.

Questo punto merita attenzione perché racconta bene l’impianto del protocollo. Il quartiere viene osservato come un ecosistema in cui il degrado edilizio, la fragilità economica, la debolezza dei servizi, la dispersione amministrativa e la pressione dell’illegalità si alimentano a vicenda. Per questo il piano mette insieme alloggi, scuole, spazi pubblici, sostegno all’impresa, presidio sociale e strumenti di controllo del territorio.

L’efficacia reale dipenderà dalla capacità di tenere unite queste leve senza farle procedere a velocità diverse, con il rischio che il recupero fisico corra più dei servizi o viceversa.

Quarticciolo, perché l’intervento può diventare un test per Roma e per il Lazio

Il Quarticciolo non è soltanto uno dei quartieri popolari più noti di Roma Est. È anche uno dei luoghi in cui si misura la credibilità delle politiche pubbliche sulle periferie. Qui la promessa di riqualificazione viene giudicata non sulle formule ma sui risultati percepibili: una casa restituita, un ascensore che funziona, un asilo disponibile, una piazza fruibile, scuole più sicure, locali rimessi in moto, procedure meno lente, servizi più vicini.

È su questo terreno che i 53 milioni dovranno dimostrare di non essere l’ennesima cifra destinata a produrre aspettative senza esito.

La portata dell’intervento, però, è difficile da sottovalutare. Agire su due terzi del patrimonio Ater del quartiere, recuperare decine di alloggi oggi inutilizzati, intervenire su centinaia di appartamenti, investire su efficienza energetica, accessibilità, scuola, infanzia, piazza e servizi socio-assistenziali significa incidere su una parte sostanziale della vita del Quarticciolo.

Se l’attuazione reggerà, il protocollo potrà diventare un modello operativo anche per altre periferie urbane segnate da un intreccio di povertà abitativa, marginalità economica e fragilità sociale.

Nel Lazio, dove il tema della casa e quello della tenuta delle aree popolari restano centrali nel dibattito pubblico, il valore di questa firma va oltre il singolo quartiere. Regione e Governo hanno scelto di presentarsi insieme su un terreno delicato, assumendosi una responsabilità condivisa davanti ai residenti. Adesso la partita vera si sposta dai comunicati ai cronoprogrammi, dai protocolli ai cantieri, dagli stanziamenti ai risultati. Ed è lì che il Quarticciolo chiederà risposte.

 
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