Roma, sicurezza rafforzata al Policlinico Umberto I con i Carabinieri in bici e scooter elettrici

I Carabinieri della Caserma Macao pattuglieranno l’area ospedaliera utilizzando biciclette e motorini elettrici
Di Simone Fabi
Carabinieri in bici al Policlinico Umberto I
Carabinieri in bici al Policlinico Umberto I

Al Policlinico Umberto I di Roma cambia anche il modo di presidiare uno dei più grandi complessi sanitari della Capitale. I Carabinieri della Caserma Macao pattuglieranno l’area ospedaliera utilizzando biciclette e motorini elettrici, mezzi pensati per raggiungere rapidamente anche i settori interni più difficili da controllare con i normali veicoli di servizio.

Più controlli al Policlinico Umberto I nelle zone difficili da raggiungere

La novità nasce dal rafforzamento della collaborazione fra la Direzione strategica del Policlinico e le Forze dell’ordine, con l’obiettivo di aumentare la presenza sul territorio interno dell’ospedale e ridurre i tempi di intervento.

Il Policlinico Umberto I non è infatti soltanto una struttura sanitaria. Per dimensioni, articolazione degli edifici, numero di ingressi, percorsi pedonali, padiglioni, spazi esterni e flussi quotidiani di persone rappresenta una vera porzione di città inserita nel tessuto urbano di Roma.

Ogni giorno vi transitano pazienti, familiari, medici, infermieri, tecnici, studenti universitari, personale amministrativo, fornitori e cittadini. Un movimento continuo che rende necessario un sistema di vigilanza capace di adattarsi a spazi molto differenti.

Biciclette e scooter elettrici permetteranno ai militari di muoversi con maggiore agilità nei viali interni e nei punti dove un’automobile può risultare meno efficace o impossibilitata a passare.

Biciclette e motorini elettrici per interventi più rapidi

La scelta dei nuovi mezzi risponde quindi prima di tutto a un’esigenza operativa. Un pattugliamento effettuato con veicoli leggeri consente di coprire rapidamente distanze che, all’interno di un grande complesso ospedaliero, possono incidere sui tempi di risposta.

Il vantaggio riguarda soprattutto le aree meno frequentate o più isolate, dove possono verificarsi situazioni di degrado, abbandono degli spazi o episodi che richiedono una presenza immediata.

Aumentare la mobilità delle pattuglie significa anche rendere maggiormente visibile il presidio delle Forze dell’ordine. La presenza di militari che percorrono con continuità l’area può assumere una funzione preventiva e contribuire a migliorare la percezione di sicurezza di chi attraversa quotidianamente il Policlinico.

Sicurezza e vivibilità, il presidio diventa più capillare

Il tema della sicurezza negli ospedali ha assunto negli ultimi anni un peso crescente. Le grandi strutture sanitarie sono luoghi aperti per loro natura e devono garantire accessibilità senza trasformarsi in ambienti difficili da controllare.

Il problema comprende aspetti differenti: tutela del personale sanitario, protezione dei pazienti, controllo degli accessi, prevenzione dei danneggiamenti e gestione di eventuali situazioni di tensione.

All’Umberto I la risposta passa ora anche attraverso una maggiore capacità di presidiare fisicamente gli spazi.

L’utilizzo di mezzi elettrici consente inoltre di limitare rumori ed emissioni all’interno di un luogo nel quale si muovono persone fragili e dove la qualità dell’ambiente assume un significato particolare.

Umberto I come una piccola città dentro Roma

Le dimensioni del Policlinico spiegano perché una normale pattuglia a piedi non possa sempre assicurare la stessa velocità di intervento in ogni settore.

Muoversi da un padiglione all’altro può richiedere tempo, soprattutto quando occorre raggiungere cortili, vie interne, parcheggi o zone periferiche del complesso.

La possibilità di utilizzare biciclette e scooter elettrici amplia quindi il raggio operativo dei Carabinieri senza appesantire la circolazione interna.

Non si tratta soltanto di intervenire quando qualcosa è già accaduto. Un controllo frequente permette di individuare più rapidamente situazioni problematiche e di scoraggiare comportamenti che possono compromettere la sicurezza e la vivibilità dell’ospedale.

Policlinico Umberto I, il controllo punta sulla prevenzione

Il rafforzamento del presidio assume un valore particolare in una struttura frequentata ogni giorno da migliaia di persone, molte delle quali si trovano in condizioni di vulnerabilità fisica o emotiva.

Per un paziente, un familiare o un operatore sanitario poter contare su una presenza facilmente riconoscibile delle Forze dell’ordine rappresenta un elemento concreto di tutela.

L’obiettivo indicato dalla nuova organizzazione è proprio questo: rendere i controlli più diffusi, aumentare la capacità di raggiungere rapidamente qualsiasi punto dell’area e migliorare la qualità degli spazi comuni.

La sicurezza dell’Umberto I comincia così a muoversi anche su due ruote. Con meno ingombro, minore impatto ambientale e una capacità di intervento pensata per la particolare conformazione di uno dei luoghi più frequentati e complessi della sanità romana.

 
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