Roma sott’acqua con le piogge: “Serve un Piano Pioggia come Milano, basta allagamenti”

Per l’esponente di FdI, pulire le caditoie e potare gli alberi non è un capitolo secondario, ma un cardine della sicurezza urbana
Di Alessandra Monti
Caditoie
Caditoie

Roma che va in difficoltà appena le precipitazioni aumentano, strade trasformate in percorsi a ostacoli, disagi ricorrenti nei punti già noti per gli allagamenti. Sul tema torna Fabio Sabbatani Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia ed ex vicepresidente del Consiglio comunale, che in una nota sollecita il sindaco Roberto Gualtieri a dotare la Capitale di un vero “Piano Pioggia”, sul modello di quanto adottato da anni a Milano.

Al centro della richiesta ci sono interventi ordinari e un dispositivo operativo pronto in caso di eventi intensi: pulizia delle caditoie, potature degli alberi, mezzi speciali e idrovore mobili da attivare in tempi rapidi.

Maltempo a Roma, Schiuma (FdI) chiede un Piano Pioggia: “Serve prevenire, non rincorrere”

Secondo Schiuma, la città non può continuare a reagire con interventi estemporanei solo dopo che i sottopassi o le arterie più esposte si sono già allagate. “Chiedo al sindaco di prendere provvedimenti” afferma, indicando la necessità di un piano strutturato capace di contenere criticità dovute a piogge abbondanti.

Per l’esponente di FdI, pulire le caditoie e potare gli alberi non è un capitolo secondario, ma un cardine della sicurezza urbana, perché ostruzioni e rami pericolanti amplificano i problemi proprio quando si concentra l’acqua in pochi minuti.

Maltempo a Roma, Schiuma (FdI) richiama una mozione del 2006: “Va applicata”

Nella nota, Schiuma collega l’attualità a un atto amministrativo preciso: una mozione approvata il 13 dicembre 2006, di cui rivendica la paternità, che a suo avviso andrebbe finalmente resa operativa. L’impostazione è quella di un dispositivo modulabile “in relazione all’entità delle precipitazioni”, con l’impiego mirato di mezzi e personale.

Tradotto: non una sola squadra generica per tutta la città, ma un meccanismo che si attiva per scenari, con uomini e attrezzature distribuiti nelle aree che storicamente finiscono sott’acqua.

Maltempo a Roma, Schiuma (FdI) indica gli interventi: caditoie, bocche di lupo e idrovore mobili

Nel dettaglio, la proposta prevede squadre dotate di spazzatrici per la pulizia di caditoie e bocche di lupo, i punti dove l’acqua dovrebbe defluire verso la rete fognaria. Quando questi “imbuti” sono ostruiti da foglie, terriccio e rifiuti, l’acqua resta in strada e diventa un problema immediato per la viabilità e la sicurezza di pedoni e automobilisti.

A questo Schiuma affianca l’impiego di idrovore montate su carrello e trasportabili, pensate per intervenire velocemente nelle zone dove gli allagamenti si ripetono, evitando che l’acqua si accumuli per ore.

Un ruolo chiave, nella sua impostazione, lo avrebbero anche squadre di controllori chiamate a segnalare in modo tempestivo i punti critici, così da indirizzare i mezzi dove servono davvero, senza dispersione di risorse.

Maltempo a Roma, Schiuma (FdI) lega piogge e manutenzione: buche, potature, sporcizia

Il ragionamento politico si intreccia con una critica più ampia alla manutenzione urbana. Schiuma parla di manto stradale deteriorato e buche non gestite con continuità, fattori che con la pioggia peggiorano ulteriormente, rendendo più facile la formazione di pozzanghere profonde e riducendo la sicurezza.

Sul fronte del verde, richiama la “mancanza di potature” come elemento che può aumentare i disagi: rami e fogliame cadono, finiscono nelle caditoie, limitano il deflusso. Infine, la questione del decoro diventa un tema tecnico: la sporcizia che ostruisce gli scarichi è, nella pratica, una delle cause più frequenti degli allagamenti improvvisi.

Maltempo a Roma, Schiuma (FdI) e la richiesta al Campidoglio: pianificare prima della stagione delle piogge

La richiesta rivolta al Campidoglio è netta: programmare gli interventi con anticipo, prima che gli episodi si ripetano con l’arrivo delle settimane più piovose. L’idea del “Piano Pioggia” è proprio questa: passare da una gestione emergenziale a una gestione pianificata, con azioni preventive e con un sistema di risposta pronto, soprattutto nei punti della città già noti per i disagi.

Nel confronto politico, Schiuma punta a farne anche una questione di metodo: meno annunci e più organizzazione operativa, perché Roma, sostiene, non può permettersi di “affogare” ogni volta che le precipitazioni aumentano e i cittadini chiedono soltanto una cosa concreta: strade sicure e servizi che funzionano.

 
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