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Lotta ai borseggi

Roma sotto assedio dei borseggiatori: pellegrini e turisti nel mirino, 12 arresti

Un cellulare sfilato dalla borsa aperta, un portafogli prelevato in un momento di distrazione, un oggetto lasciato a terra per pochi secondi. Ogni occasione può diventare un bersaglio
Di Redazione
Controlli dei Carabinieri, Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma
Controlli dei Carabinieri, Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma

In una Roma attraversata da eventi globali e locali, dove la spiritualità del Giubileo inizia a fondersi con la corsa della Maratona e il fermento degli Internazionali di Tennis al Foro Italico, le cronache raccontano un altro tipo di corsa: quella dei borseggiatori che, complice il flusso costante e distratto di pellegrini e turisti, si muovono con perizia tra carrozze affollate della metro, fermate degli autobus e code per un gelato nelle vie del centro.

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È in questo scenario complesso che i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno intensificato i controlli, mettendo a segno, negli ultimi giorni, dodici arresti per furti e borseggi. Un numero che non solo racconta l’efficacia dei controlli, ma svela anche la portata del fenomeno: un’aggressione silenziosa ma continua al patrimonio personale dei visitatori della Capitale.

La mappa dei borseggi: dalla metro A alle vie del centro

Tutto ha inizio davanti al Colosseo, lato via Vibenna, dove un turista cinese, nel tentativo di immortalare un momento, appoggia il borsello per terra. Una leggerezza fatale: in pochi istanti due uomini – 29 e 34 anni, già noti alle forze dell’ordine – gli sfilano l’oggetto, ma vengono immediatamente bloccati dai Carabinieri di piazza Venezia. Un’operazione resa possibile da un’attenta osservazione preventiva.

La metro A, arteria vitale ma anche teatro abituale di episodi di microcriminalità, è il secondo fronte. Alla fermata Flaminio, due cittadine romene – 20 e 41 anni, senza fissa dimora e con precedenti – vengono arrestate subito dopo aver sottratto il portafogli a un turista italiano. Scene simili si ripetono a Repubblica e Barberini: una turista australiana viene derubata del cellulare da una coppia di stranieri, mentre due cittadini sudamericani, approfittando della calca, riescono a sottrarre il portafogli a un altro turista, prima di essere bloccati.

Ancora alla fermata Flaminio, un uomo cileno di 52 anni viene sorpreso con le mani nel portafoglio – letteralmente – di un turista americano che non si accorge di nulla.

Nel cuore del centro storico, in via della Maddalena, il furto diventa quasi teatrale: due cittadine peruviane, seguite dai Carabinieri della stazione di San Lorenzo in Lucina per diverse centinaia di metri, vengono fermate subito dopo aver sottratto un cellulare a una turista intenta a scegliere un gelato. Anche in questo caso, il coordinamento tra pattugliamento in abiti civili e pedinamento mirato ha evitato che il furto passasse inosservato.

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L’ultimo arresto documentato è avvenuto all’interno della stazione Termini: un cittadino cubano di 34 anni, anch’egli senza fissa dimora e con precedenti, ha tentato di sfilare un portafogli dalla tasca di un turista italiano. Ma anche in questo caso, la presenza attenta dei Carabinieri ha chiuso la sua azione sul nascere.

Un mosaico criminale che sfrutta la folla e l’impreparazione

C’è un filo rosso che unisce tutte queste storie: il profilo dei borseggiatori è spesso sovrapponibile. Persone con precedenti specifici, senza residenza fissa, che operano prevalentemente nelle ore di punta e nei luoghi ad alta densità turistica. Si muovono in coppia o piccoli gruppi, spesso seguendo le potenziali vittime per diversi minuti prima di colpire.

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Non si tratta di furti violenti, ma subdoli, chirurgici. Un cellulare sfilato dalla borsa aperta, un portafogli prelevato in un momento di distrazione, un oggetto lasciato a terra per pochi secondi. Ogni occasione può diventare un bersaglio. E ogni vittima è, nella maggior parte dei casi, un turista. Spesso ignaro del livello di attenzione necessario per muoversi in una metropoli sotto pressione.

La risposta delle istituzioni: controllo capillare e rapidità di intervento

Gli arrestati, dopo il fermo, sono stati condotti nelle aule del tribunale di piazzale Clodio per il rito direttissimo. Tutti gli arresti sono stati convalidati. La refurtiva recuperata è stata restituita alle vittime, che hanno sporto regolare denuncia presso i comandi stazione dei Carabinieri coinvolti.

In un momento storico in cui Roma si prepara ad accogliere milioni di fedeli per il Giubileo 2025, la sicurezza urbana torna prepotentemente al centro delle priorità. Le operazioni documentate in questi giorni testimoniano non solo un’intensificazione dei controlli, ma anche una strategia investigativa più sofisticata: presenza visibile, pattuglie miste in divisa e in borghese, monitoraggio dei punti sensibili.

Il quadro che emerge è duplice: da un lato, una rete criminale diffusa, che agisce con esperienza e conosce bene le dinamiche turistiche della città; dall’altro, una macchina di sicurezza che, pur sotto pressione, mostra capacità di intervento tempestive ed efficaci.

Se il Giubileo rappresenta una sfida spirituale e logistica per la Capitale, la lotta contro i borseggi è già entrata nel vivo. E continuerà ad esserlo per tutto il 2025.

 
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Cronaca

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