La macchina della sicurezza si è rimessa in moto. A Roma, ogni grande evento è un banco di prova, ma in questi giorni è molto più di questo: è una maratona a ostacoli, dove nulla può essere lasciato al caso. Dopo l’elezione di Papa Leone XIV, la capitale è di nuovo il crocevia della cristianità e, con essa, di interessi diplomatici, movimenti di massa e potenziali criticità.
Il vertice in Prefettura: cosa si è deciso
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito venerdì pomeriggio, convocato dal prefetto Lamberto Giannini. L’occasione non è formale. Dopo la prima fase attivata nei giorni del Conclave, adesso parte la seconda: quella degli impegni ufficiali del nuovo Pontefice. Il primo banco di prova sarà domenica 11 maggio, con il Regina Coeli in Piazza San Pietro, attorno a mezzogiorno. Le stime parlano di almeno 150mila presenti, un numero che mette in tensione ogni anello della catena logistica e operativa della sicurezza cittadina.
Non si parte da zero. Lo dice chiaramente il prefetto Giannini: si replica il dispositivo adottato per i funerali di Papa Francesco. Oltre 5mila unità delle forze dell’ordine, con scorte specializzate, reparti antisommossa, tiratori scelti, sommozzatori per la sicurezza fluviale e copertura aerea garantita dall’Aeronautica Militare. A tutto questo si affianca un presidio anti-drone, elemento ormai imprescindibile nei piani di protezione urbana.
L’elemento umano del dispositivo: chi è in campo
I numeri fanno impressione, ma dietro ogni uniforme c’è una persona con un compito ben preciso. Agli oltre 4mila uomini e donne delle forze dell’ordine già mobilitati si aggiungono mille unità in più in vista del picco previsto per domenica. Non lavorano da soli: con loro ci sono anche 1.500 militari, 2mila agenti della Polizia Locale e 3mila volontari della Protezione Civile. Un sistema misto, articolato, fatto di livelli diversi di intervento ma coordinati in tempo reale dalla sala operativa della Questura.
Questa collaborazione tra corpi diversi è ciò che rende il modello romano uno dei più osservati in Europa, soprattutto per la sua capacità di adattarsi a eventi di natura tanto diversa quanto simultanea. La regia è unica, ma la forza del sistema sta nei dettagli.
Occhi puntati sul 18 maggio: l’intronizzazione e la prova di forza
Il calendario, intanto, corre veloce. L’intronizzazione ufficiale di Papa Leone XIV è in programma per sabato 18 maggio. La Prefettura si aspetta un’affluenza fino a 250mila persone, tra fedeli e delegazioni straniere. Il dispositivo attuale verrà esteso, ma c’è ancora un vertice specifico fissato per martedì prossimo per finalizzare tutti i passaggi operativi. L’ingresso delle rappresentanze internazionali, infatti, introduce dinamiche di sicurezza diplomatica molto complesse, sia sotto il profilo della protezione individuale sia su quello della gestione logistica.
Il 21 maggio, poi, ci sarà la prima udienza generale del nuovo Pontefice, nella Sala Nervi, altro appuntamento già evidenziato in rosso sulle mappe della sicurezza.
Il Giubileo e le visite del Papa: un calendario senza pause
Nel frattempo, prosegue il Giubileo. Le basiliche giubilari restano aperte ai pellegrini e, con l’elezione di Leone XIV, le visite del nuovo Papa si moltiplicheranno. Santa Maria Maggiore, dove è sepolto Francesco, sarà quasi certamente una delle tappe, così come San Giovanni in Laterano il 25 maggio e San Paolo fuori le Mura il 21. In questi luoghi, la sicurezza lavora in modo quasi chirurgico, con dispositivi mobili pronti ad adattarsi in base ai movimenti del Pontefice.
Non è solo la presenza del Papa a richiamare persone, ma anche la possibilità di passare dalla Porta Santa, momento simbolico per milioni di fedeli. Questo rende la sorveglianza costante, anche nei giorni apparentemente “di riposo”.
Roma sportiva e l’altro fronte della sicurezza
In contemporanea con gli eventi religiosi, la città ospita partite delicate sul fronte dell’ordine pubblico. Sabato 10 maggio è in calendario Lazio-Juventus, mentre il 14 maggio sarà la volta della finale di Coppa Italia, Milan-Bologna. Solo per quest’ultimo evento sono attesi 60mila tifosi. La Questura ha previsto percorsi separati per le tifoserie, già testati in passato: i tifosi della Lazio da ponte Milvio e Duca d’Aosta, quelli della Juventus da via della Farnesina e viale dello Stadio Olimpico.
E poi ci sono gli Internazionali di tennis al Foro Italico, la “Race for the Cure” al Circo Massimo, e decine di piccoli eventi collaterali, ciascuno con esigenze diverse. È un puzzle, e ogni pezzo deve combaciare.