Roma, spari contro due iscritti Anpi il 25 aprile: coppia ferita vicino al corteo

Di Fabio Vergovich

Due iscritti all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) sono rimasti feriti a Roma nel pomeriggio del 25 aprile, dopo essere stati raggiunti da colpi sparati con una pistola ad aria compressa nella zona di via delle Sette Chiese, poco distante dall’area della manifestazione per la Festa della Liberazione.

Le vittime, marito e moglie, avevano al collo il fazzoletto dei partigiani e stavano cercando un bar quando sono state avvicinate da un uomo in scooter, con casco integrale e giubbotto di colore militare. L’aggressore si sarebbe fermato, avrebbe estratto l’arma e avrebbe sparato, per poi allontanarsi.

Colpi ad aria compressa dopo il corteo del 25 aprile a Roma

L’episodio si è consumato in una giornata dal forte valore simbolico, segnata dalle celebrazioni della Liberazione e da una partecipazione ampia al corteo romano. La coppia si trovava nei pressi di via delle Sette Chiese, nell’area vicina a Parco Schuster e alla zona di San Paolo, quando è stata colpita. L’uomo ha riportato ferite al collo e alla guancia, la donna alla spalla. Entrambi hanno perso sangue, ma le loro condizioni non risultano gravi.

L’allarme è stato dato subito dopo l’aggressione. Sul posto sono arrivati i soccorsi e le forze dell’ordine. I due feriti sono stati medicati e ascoltati dagli investigatori, chiamati ora a ricostruire con precisione la dinamica, il percorso dello scooter e l’identità della persona che ha premuto il grilletto.

Il dettaglio del fazzoletto dell’Anpi al collo è uno degli elementi più rilevanti dell’intera vicenda. Non basta, da solo, a stabilire il movente, ma consegna agli investigatori un dato concreto: i due feriti erano riconoscibili come partecipanti alla giornata del 25 aprile e come iscritti all’associazione partigiana. Per questo l’episodio viene seguito con particolare attenzione.

Via delle Sette Chiese, la fuga in scooter e le indagini

La descrizione fornita finora parla di uno scooterone chiaro, guidato da un uomo con casco integrale e giubbotto di colore militare. Un abbigliamento che rende più difficile l’identificazione immediata, ma non impedisce agli investigatori di lavorare su telecamere, testimonianze e possibili tracce lasciate sul posto.

La Digos e il commissariato Colombo stanno acquisendo le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. L’area interessata dall’aggressione è trafficata, attraversata da auto, pedoni e mezzi pubblici, soprattutto in una giornata di grande afflusso per le iniziative legate alla Liberazione. Ogni frame può diventare utile per individuare il tragitto dello scooter prima e dopo gli spari.

Sarà importante capire se l’aggressore abbia agito da solo, se abbia scelto le vittime in modo casuale o se le abbia prese di mira proprio per il simbolo Anpi che portavano al collo. Al momento la prudenza investigativa resta necessaria, ma il contesto rende il fatto molto più grave di una semplice aggressione di strada.

Coppia Anpi ferita, il peso del simbolo nella giornata della Liberazione

Il 25 aprile a Roma è una giornata che richiama memoria, identità democratica e partecipazione civile. Colpire due persone che indossano il fazzoletto dell’Anpi, a poca distanza da una manifestazione dedicata alla Liberazione, porta l’episodio fuori dalla cronaca ordinaria. Anche se l’arma usata non è una pistola da fuoco tradizionale, i colpi ad aria compressa possono ferire e provocare paura, soprattutto se esplosi a breve distanza.

La scelta del luogo e del momento pesa nella lettura dell’accaduto. La coppia non era impegnata in uno scontro, non risulta avesse avuto contatti con l’aggressore, non stava compiendo alcuna azione tale da provocare una reazione. Era semplicemente in zona, dopo o durante le iniziative del 25 aprile, con un segno riconoscibile al collo.

È proprio questa apparente gratuità a rendere l’episodio inquietante. La violenza, quando si manifesta contro simboli civili e persone disarmate, non colpisce solo i feriti diretti. Finisce per interrogare il clima pubblico, la tenuta del confronto democratico e la capacità di isolare chi trasforma l’odio in gesto fisico.

Le reazioni e la richiesta di fare piena luce

Dopo l’aggressione, il mondo politico e associativo ha chiesto chiarezza immediata. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha definito l’episodio gravissimo e ha auspicato che venga fatta piena luce al più presto, con l’individuazione dei responsabili. La presidente del comitato provinciale dell’Anpi, Marina Pierlorenzi, ha confermato che le persone colpite stanno fisicamente bene, pur segnate dall’accaduto.

La vicenda arriva in una giornata già attraversata da tensioni in diverse piazze italiane. Questo non cambia la specificità del caso romano, ma lo inserisce in un quadro nazionale nel quale il 25 aprile continua a essere non solo una ricorrenza, ma anche un punto sensibile del confronto pubblico.

Ora l’attenzione è concentrata sulle indagini. Le immagini delle telecamere, i racconti dei testimoni e gli eventuali reperti recuperati sul luogo degli spari potranno chiarire se si sia trattato di un gesto isolato o di un’aggressione con una matrice più definita. Per Roma, resta una ferita aperta in una giornata che avrebbe dovuto essere dedicata alla memoria e alla libertà.

 
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Cronaca

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