Ronciglione, acqua non potabile e bollette Talete: 1.500 firme, il Comitato chiede il ritiro delle fatture

A Ronciglione torna al centro dell’attenzione una vicenda che coinvolge il servizio idrico, il diritto dei cittadini a ricevere acqua potabile e gli importi richiesti agli utenti
Di Fabio Vergovich
Acqua dal rubinetto
Acqua dal rubinetto

Una petizione arrivata a circa 1.500 firme, nuove contestazioni sulle bollette e la richiesta a Talete di applicare, nei periodi in cui l’acqua risulta ufficialmente non potabile, le conseguenze economiche già riconosciute in passato nei contenziosi arrivati fino alla Corte di Cassazione. A Ronciglione torna al centro dell’attenzione una vicenda che coinvolge il servizio idrico, il diritto dei cittadini a ricevere acqua potabile e gli importi richiesti agli utenti.

A rilanciare la mobilitazione sono il Comitato Acqua Potabile, Aduc (Associazione degli Utenti e Consumatori) Ronciglione e le associazioni che da anni seguono il problema, insieme ad Aics Viterbo e ad altre realtà impegnate nella tutela dei diritti civili e dei consumatori.

La contestazione riguarda le fatture emesse da Talete, gestore del Servizio idrico integrato dell’Ato 1 Lazio Nord Viterbo, che secondo le associazioni non terrebbero adeguatamente conto dei periodi nei quali l’acqua distribuita è stata dichiarata non potabile.

La battaglia giudiziaria arrivata fino alla Cassazione

La questione non nasce oggi. Il contenzioso sulla qualità dell’acqua distribuita nella Tuscia e, in particolare, nell’area di Ronciglione ha attraversato anni di ricorsi e procedimenti giudiziari.

Uno dei passaggi più significativi è rappresentato dall’ordinanza della Corte di Cassazione n. 23131 del 25 luglio 2022, relativa a una controversia che vedeva coinvolto il Comune di Ronciglione. Nei precedenti gradi di giudizio era stato riconosciuto ai cittadini ricorrenti il diritto a corrispondere il 50% del canone dell’acqua nei periodi nei quali la non potabilità risultava accertata dalla pubblica amministrazione, con restituzione del 50% delle somme precedentemente versate per quei periodi.

La Cassazione respinse il ricorso del Comune, lasciando ferma la pronuncia impugnata. Un precedente che il Comitato Acqua Potabile continua a richiamare nella propria iniziativa nei confronti dei gestori del servizio.

Le associazioni sostengono dunque che il principio riconosciuto nei procedimenti giudiziari debba trovare concreta applicazione anche nella gestione delle fatture relative ai periodi nei quali l’acqua non può essere utilizzata normalmente per il consumo umano.

La contestazione delle nuove fatture Talete

Il nuovo fronte si è aperto all’inizio del 2026. A gennaio il Comitato Acqua Potabile, insieme alle associazioni che sostengono l’iniziativa, ha inviato una comunicazione a Talete chiedendo il ritiro delle fatture considerate non conformi ai criteri rivendicati dagli utenti e l’emissione di documenti più trasparenti anche per quanto riguarda le informazioni sulla potabilità dell’acqua.

Alla lettera è seguita una raccolta firme, sia online sia cartacea. Secondo quanto comunicato dai promotori, le adesioni hanno raggiunto quota 1.500 e una parte delle firme è già stata trasmessa alla società.

La mobilitazione ha interessato anche le istituzioni. Il Comitato si è rivolto alla Regione Lazio, alla Garante regionale del Servizio idrico integrato e alla Prefettura di Viterbo, partecipando nel corso dell’anno a incontri dedicati alla situazione del servizio idrico, con particolare attenzione a Ronciglione e Caprarola.

Nel giugno 2026 una riunione presso la Regione Lazio ha visto la partecipazione, oltre che delle associazioni, dei rappresentanti di Talete, dell’Ato 1 e delle istituzioni locali.

Il Comitato: «Gli impegni non si sono tradotti nelle fatture»

Secondo la ricostruzione fornita dal Comitato Acqua Potabile, durante gli incontri istituzionali i rappresentanti di Talete avrebbero manifestato la disponibilità a riconoscere le somme eventualmente riscosse in maniera non conforme e a correggere le successive fatturazioni, inserendo anche informazioni più chiare sulla potabilità dell’acqua.

Il Comitato sostiene però che, nonostante quanto emerso in quelle sedi, continuerebbero ad arrivare bollette che non applicano la riduzione richiesta per i periodi di non potabilità.

È su questo punto che la protesta riparte. Le associazioni chiedono a Talete di verificare le fatture contestate, procedere alle eventuali rettifiche e chiarire definitivamente agli utenti quale trattamento economico venga applicato quando esiste un provvedimento ufficiale che dichiara l’acqua non idonea al consumo umano.

Il tema non riguarda soltanto l’entità della bolletta. Per i promotori della mobilitazione esiste infatti anche una questione di trasparenza: chi riceve una fattura dovrebbe poter sapere con immediatezza se, nel periodo fatturato, l’acqua fornita fosse o meno dichiarata potabile e quali conseguenze ciò produca sull’importo richiesto.

La petizione prosegue

Il Comitato Acqua Potabile ha deciso quindi di proseguire la raccolta firme e l’assistenza ai cittadini interessati dalla vicenda.

La petizione online indicata dai promotori è disponibile all’indirizzo https://c.org/MnBDxQ8sNX.

Per ricevere assistenza nella contestazione delle fatture e nella rivendicazione dei propri diritti è stato inoltre messo a disposizione il numero 3683065221.

I cittadini possono rivolgersi anche alla sede della Società Operaia e di Mutuo Soccorso di Ronciglione, in piazza Vittorio Emanuele, conosciuta come piazza della Nave, al civico 1. Il punto di assistenza è indicato come operativo dalle 16.30 alle 19.30, esclusi il sabato e i giorni festivi.

La richiesta che arriva dalle associazioni è ora rivolta soprattutto a Talete: chiudere una controversia che da anni passa dalle proteste dei cittadini alle aule giudiziarie, stabilendo criteri chiari e verificabili per le fatture relative ai periodi di non potabilità. Per migliaia di utenti della Tuscia la questione resta molto concreta: sapere che cosa esce dal rubinetto e pagare un importo corrispondente al servizio effettivamente ricevuto.

 
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