Il raddoppio della Salaria e la messa in sicurezza entrano nella fase operativa. L’annuncio arriva dalla Regione Lazio con le parole dell’assessore ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture, Manuela Rinaldi: «I lavori attesi da più di vent’anni sono finalmente realtà». Un passaggio che riguarda direttamente Rieti e la sua provincia, dove la Salaria rappresenta il collegamento principale verso Roma e, da anni, è al centro di richieste di intervento e polemiche legate alla sicurezza.
Avvio dei cantieri sulla Salaria: cosa cambia per Rieti e provincia
Secondo quanto dichiarato dall’assessore, l’inizio dei lavori segna una data che il territorio «aspettava da tempo» e che, sempre nelle parole di Rinaldi, avrebbe inciso sulle opportunità di crescita del reatino. L’obiettivo dichiarato è duplice: potenziare l’infrastruttura con il raddoppio e ridurre il rischio lungo un’arteria che, per caratteristiche e flussi, ha mostrato criticità ripetute.
L’aspettativa istituzionale è che il miglioramento del collegamento produca effetti anche sulla competitività dell’area, dai tempi di percorrenza alla capacità di attrarre investimenti e servizi.
La “sinergia istituzionale” rivendicata dalla Regione Lazio
Rinaldi attribuisce il via libera operativo a un lavoro definito corale e ringrazia una filiera di soggetti istituzionali e tecnici: l’onorevole Paolo Trancassini, il ministro Matteo Salvini, il sottosegretario Claudio Barbaro, il commissario Fulvio Soccodato e la struttura ANAS, oltre al presidente della provincia e ai sindaci del territorio.
Nella lettura politica dell’assessore, il cantiere della Salaria diventa anche il segnale di una collaborazione istituzionale capace di trasformare un’opera attesa in un intervento cantierabile. Un aspetto che, sul piano amministrativo, richiama tempi autorizzativi, programmazione e coordinamento con il gestore della rete.
Sicurezza stradale: la Salaria ricordata come “Spoon River” del Lazio
Nel comunicato, l’assessore affianca al tono celebrativo un richiamo netto ai motivi che rendono l’opera non rinviabile. La Salaria viene descritta come «l’unica via d’uscita da Rieti per raggiungere la Capitale» e una strada «segnata da numerosi incidenti mortali», definita «la “Spoon River” del Lazio». È un passaggio che concentra anni di dolore e allarme pubblico: la messa in sicurezza, in questa cornice, non è solo un aggiornamento infrastrutturale ma un intervento che risponde a un’emergenza percepita e raccontata a lungo anche dai territori.
Monitoraggio dei lavori e prossimi lotti: focus su Colle Giardino e Passo Corese
Rinaldi assicura che, dopo l’avvio, «da domani sarà nostra cura monitorare l’avanzamento dei lavori» e indica già l’orizzonte successivo: procedere «in breve tempo anche con gli altri lotti, dalle gallerie di Colle Giardino a Passo Corese». Il tema del monitoraggio non è marginale: su opere attese per decenni, i territori chiedono cronoprogrammi, aggiornamenti costanti e la certezza che l’avvio non resti un annuncio isolato. Il prossimo banco di prova, ora, sarà la capacità di tenere insieme tempi tecnici, cantierizzazione e gestione dell’impatto sulla viabilità quotidiana.
