Salerno. Tromba d’aria sul porto: nessuna vittima, ma c’è da riflettere

È accaduto martedì scorso, intorno alle 14. In maniera del tutto inaspettata e imprevedibile, una tromba d’aria ha interessato l’area costiera di Salerno e, più precisamente, il porto commerciale. Una struttura vasta e ben attrezzata, che si estende su una superficie complessiva di 1,7 milioni di metri quadrati, 500mila dei quali occupati da aree a terra. La cubatura dei magazzini, in particolare, è di 90.500 metri cubi.

L’evento, appunto improvviso e imprevedibile, ha fatto letteralmente volare come foglie una ventina di container, tre dei quali sono finiti in acqua. Quasi per miracolo, però, non ci sono stati né danni alle persone né alcuna forma di inquinamento marino.

Fortunatamente, inoltre, la tromba d’aria si è dissolta all’interno del porto senza proseguire verso il centro della città, che si trova nelle immediate vicinanze.

L’intervento dell’Autorità marittima è stato immediato e, grazie alla collaborazione di tutti gli operatori portuali, la situazione generale è tornata sotto controllo, in modo tale che già da ieri il lavoro è ripreso appieno, ripristinando gli standard della navigazione e delle altre attività.

Tromba d’aria: un fenomeno per nulla casuale

Fin qui è solo cronaca. E visto come sono andate le cose verrebbe da tirare un sospiro di sollievo e da lasciarsi ogni ansia alle spalle. Ma sarebbe sbagliato.

L’evento di Salerno rimanda ad altri fenomeni simili che stanno colpendo sempre più spesso l’Italia, e deve farci riflettere sul cambiamento climatico degli ultimi decenni. Che certamente dipende innanzitutto dal modello di sviluppo economico globale, ma che chiama in causa anche ciascuno di noi: in che cosa, e in che misura, possiamo limitare il nostro impatto negativo sui processi in corso?