San Basilio, blitz alla piazza della coltellata: sigilli e sequestri, operazione estesa a Frosinone, Latina e Rieti

Blitz a San Basilio, 250 agenti e sequestro da 5 milioni fra immobili, società, veicoli e contanti. Azione estesa a Frosinone, Latina e Rieti
Di Lina Gelsi
Polizia notte

Nella tarda serata di oggi, San Basilio si ritrova al centro di una delle operazioni più imponenti degli ultimi mesi: la Polizia di Stato scende in campo con circa 250 agenti e mette in esecuzione un sequestro di prevenzione da oltre cinque milioni di euro collegato ai gruppi che, secondo gli inquirenti, gestiscono la nota “piazza della coltellata”, indicata anche come “Bar della coltellata”. L’intervento parte da Roma ma corre lungo l’area metropolitana e arriva nelle province di Rieti, Latina e Frosinone.

Blitz a San Basilio alla piazza della coltellata, il decreto antimafia e la regia investigativa

Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Roma su proposta congiunta del Procuratore di Roma, tramite DDA, e del Questore, nell’ambito delle misure di prevenzione previste dalla normativa antimafia. Non è un’operazione “di sola strada”: qui il bersaglio è il patrimonio, cioè ciò che resta quando lo spaccio prova a cambiare pelle, trasformandosi in immobili, società, attività commerciali, beni intestati ad altri.

Blitz a San Basilio alla piazza della coltellata, cosa finisce sotto sequestro

Il perimetro dei beni indicato nelle ricostruzioni è ampio: tre società con sedi fra Roma e Bracciano, una ditta individuale, 25 immobili distribuiti fra Roma e vari comuni laziali (fra cui Ardea, Nettuno, Guidonia, Aprilia e Borgorose), oltre a auto e moto. Indicati anche 45mila euro in contanti e due orologi Rolex già oggetto di sequestro preventivo. Un mosaico che, per chi indaga, racconta un meccanismo di intestazioni fittizie e reinvestimenti legati ai proventi dello spaccio.

Blitz a San Basilio alla piazza della coltellata, perché l’operazione supera i confini del quartiere

Non c’è solo il quadrante nord-est di Roma. Le attività, fin dalle prime ore, coinvolgono anche altri comuni dell’area metropolitana e si appoggiano alle Questure di Rieti, Latina e Frosinone. È il segnale che il denaro, quando viene ripulito, cerca spazi dove diventare “normale”: una casa, un terreno, una società immobiliare, una licenza commerciale. E proprio su questo passaggio si concentra il senso dell’operazione: togliere ossigeno economico a chi controlla la piazza di spaccio.

Blitz a San Basilio alla piazza della coltellata, le ricadute per residenti e attività regolari

Per chi vive San Basilio, la “piazza della coltellata” è un nome che pesa: indica un punto noto, spesso associato a episodi di violenza e a un via vai che segna la quotidianità del quartiere. Colpire i beni, oltre alle persone, mira a spezzare la continuità organizzativa: meno liquidità, meno mezzi, meno immobili da usare come copertura o investimento. E c’è un altro effetto atteso: proteggere negozianti e imprenditori regolari dalla pressione di capitali illeciti, capaci di distorcere prezzi, affitti e concorrenza.

Blitz a San Basilio alla piazza della coltellata, cosa succede adesso

Dal punto di vista giudiziario, il sequestro di prevenzione è un passaggio decisivo ma non è l’ultimo: la misura è finalizzata alla confisca e si inserisce in un percorso che valuta pericolosità sociale e sproporzione patrimoniale. Sul territorio, invece, il messaggio è immediato: lo Stato non si limita a inseguire lo spaccio sul marciapiede, prova a inseguirlo nel portafoglio, nei passaggi notarili, nelle società create per schermare proprietà e movimenti di denaro.

 
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