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24 Ottobre 2020

Pubblicato il

Senza stipendio

San Raffaele Rocca di Papa, Usb denuncia: contagiati e licenziati 140 dipendenti RSA

di Redazione

Lavoratori e lavoratrici pagano con il posto di lavoro le negligenze dell'imprenditore della salute

san raffaele rocca di papa
Casa di cura San Raffaele Rocca di Papa

“San Raffaele Rocca di Papa: contagiati e licenziati. Lavoratori e lavoratrici pagano con il posto di lavoro le negligenze dell’imprenditore della salute. Quanto successo nella struttura del San Raffaele è rimbalzato su tutti i giornali.

Le negligenze sulla sicurezza per garantire la non trasmissione del COVID 19 nella RSA di Rocca di Papa sono state denunciate subito dai parenti delle vittime e dalla Sindaca del piccolo comune dei castelli Romani.

I dati sono pubblici, la negligenza sanitaria ha portato a 178 contagi e 21 morti, anche l’intervento della ASL RM6 ne ha rivelato le cause: “inadempienza delle misure di contenimento del COVID 19”.

Senza stipendio e cassa integrazione

Oggi, ad un mese e mezzo dall’intervento nella struttura, i lavoratori e le lavoratrici del San Raffaele a Rocca di Papa sono senza stipendio da mesi e anche senza cassa integrazione, visto che la dirigenza del San Raffaele non ha proprio provveduto ad avviare le pratiche.

L’imprenditore Angelucci è stato minacciato dalla revoca dell’accreditamento con il SSR effettivamente avvenuta pochi giorni fa.

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Angelucci ha provveduto a svuotare la struttura dei pazienti ricoverati lasciando a bagnomaria lavoratori e lavoratrici: in 140 pagano, in questo modo, le negligenze della struttura.

Salvataggio con bacino disoccupati Sanità?

E’ di Venerdì la notizia dell‘accordo di salvataggio, considerato ‘risolutivo’, tra Cgil Cisl e Uil e la Regione Lazio. Questi, per ‘salvare’ i lavoratori e le lavoratrici, creano un vero e proprio bacino di disoccupati della sanità, a cui potranno attingere in via preferenziale altre aziende della sanità privata.

Ci chiediamo se i personaggi che hanno firmato, con tanto orgoglio, hanno anche valutato le parole. Forse non l’hanno fatto, quindi proviamo a farlo noi.

Questo accordo non salva nessuno dal licenziamento! Avere una possibilità di ricollocazione non è come avere un lavoro! Come USB crediamo che l’unico modo per salvare i posti di lavoro e la funzione sanitaria della struttura sul territorio sia il commissariamento.

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Chiederemo al prefetto la valutazione della possibilità di effettuarlo (il commissariamento) nel minor tempo possibile”. Lo scrive in una nota l’Usb Roma. (Comunicati/Dire)

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