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San Siro fa festa, Lautaro e Bonny decisivi: Inter 2-0 Lazio

Di Patrizio Trecca
Maurizio Sarri a bordo campo

Ci sono sfide che trascendono il calendario, incontri che vanno oltre la classifica e diventano specchio di ambizioni, fragilità e identità. Inter-Lazio era una di queste. Due squadre che si conoscevano a memoria, abituate a ritrovarsi quando la stagione iniziava a pesare davvero, si affrontavano in un momento delicato per entrambe.

L’Inter di Cristian Chivu si presentava alla partita con risultati positivi ma con la sensazione di non essere ancora nella sua forma migliore. I nerazzurri avevano mostrato solidità a tratti, ma anche momenti di smarrimento, come se la manovra, pur efficace, mancasse ancora di brillantezza. C’era fiducia, certo, ma anche la consapevolezza che qualcosa dovesse ancora incastrarsi del tutto per trasformare la squadra in una macchina continua da punti.

Dall’altra parte, la Lazio di Maurizio Sarri arrivava dalla vittoria per 2-0 contro il Cagliari all’Olimpico, un successo che aveva riportato ossigeno ma non aveva cancellato i dubbi sulla continuità. I biancocelesti alternavano prove convincenti ad altre più opache, e la loro stagione restava in bilico tra la ricerca di certezze e la necessità di ritrovare ritmo. Sarri, fedele alla sua idea di calcio ragionato e tecnico, sapeva che a San Siro sarebbe servita più sostanza che estetica: contro un’Inter capace di accendersi in ogni momento, l’equilibrio era l’unica strada.

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Primo Tempo

San Siro va in scena una prima frazione ad alta intensità tra Inter e Lazio, con i nerazzurri di Cristian Chivu avanti grazie al solito, implacabile Lautaro Martinez. Dopo appena tre minuti di gioco, il capitano nerazzurro riceve palla in area e scarica un destro micidiale sotto l’incrocio, un colpo che fulmina Ivan Provedel e infiamma il pubblico del Meazza.

L’avvio dell’Inter è tambureggiante: pressing alto, ritmo forsennato e tanta qualità nella gestione del pallone. La Lazio di Maurizio Sarri, colta di sorpresa, fatica a reagire e si rifugia nel palleggio basso per spezzare la morsa avversaria. Le accelerazioni di Mattia Zaccagni e i lanci di Danilo Cataldi cercano di dare profondità, ma la difesa nerazzurra regge con attenzione, guidata da un attento Manuel Akanji, che tuttavia finisce presto sul taccuino dell’arbitro Gianluca Manganiello per un intervento in ritardo.

Intorno alla mezz’ora, la partita si accende di nuovo: Petar Sucic, uno dei più ispirati tra i padroni di casa, va vicino al raddoppio con un gran destro dal limite che sfiora il palo alla destra di Provedel. Un brivido che scuote Sarri, ammonito poco dopo per proteste. La Lazio prova allora ad alzare il baricentro, ma l’Inter continua a controllare il ritmo con maturità e aggressività, sfiorando ancora il gol con una mischia in area che costringe la retroguardia biancoceleste a liberare in affanno.

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Nel finale di tempo, un altro giallo per i nerazzurri — stavolta a Sucic, autore di un tackle duro a centrocampo — chiude una frazione intensa e combattuta. Dopo tre minuti di recupero, Manganiello manda le squadre negli spogliatoi.

All’intervallo l’Inter conduce per 1-0, forte di una prestazione autoritaria e di un Lautaro Martinez ancora una volta decisivo. La Lazio dovrà trovare nuove soluzioni nella ripresa per provare a ribaltare una gara in cui il Meazza ha già scelto la sua regina.

Secondo Tempo

San Siro il secondo tempo comincia con la stessa intensità con cui si era chiuso il primo: l’Inter di Cristian Chivugioca con personalità e controllo, forte del vantaggio costruito in avvio di gara con il sigillo del suo capitano, Lautaro Martinez. La Lazio di Maurizio Sarri, invece, torna in campo con l’obiettivo di raddrizzare la partita ma finisce risucchiata dalla densità e dal ritmo dei nerazzurri.

L’episodio che cambia definitivamente la serata arriva al 62’: splendida azione orchestrata da Federico Dimarco, cross teso sul secondo palo e zampata vincente di Ange-Yoan Bonny, che anticipa Romagnoli e infila Ivan Provedel. È il colpo che taglia le gambe ai biancocelesti e manda in delirio San Siro. Pochi minuti più tardi, un possibile tris firmato Piotr Zielinski viene annullato dal VAR per un fallo di mano in fase di costruzione, ma la sensazione è ormai chiara: la partita è nelle mani dell’Inter.

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Sarri prova a rianimare i suoi inserendo Matias Vecino per Toma BasicPedro per Boulaye DiaTijjani Noslin per Gustav Isaksen e Luca Pellegrini per Manuel Lazzari. La Lazio si scuote solo a sprazzi: Mario Gila colpisce un palo clamoroso sugli sviluppi di un calcio piazzato, e nel finale Luca Pellegrini costringe Yann Sommer a un grande intervento sul suo mancino da dentro l’area. Ma la difesa nerazzurra tiene senza affanni e gestisce fino al termine, con Francesco Pio Esposito che rileva Bonny negli ultimi minuti.

Al 96’ il fischio di Gianluca Manganiello mette fine alla contesa. L’Inter chiude con autorità una gara mai realmente in discussione e continua la propria marcia, raggiungendo la Roma in testa alla classifica. Per la Lazio, un passo indietro pesante, reso ancora più evidente dalla lucidità e dalla concretezza della squadra di Chivu.

Pagelle

Provedel – 6

Lazzari – 5

Gila – 5,5

Romagnoli – 5,5

Marusic – 5,5

Guendouzi – 5,5

Cataldi – 4,5

Basic – 5,5

Isaksen – 5

Dia – 4,5

Zaccagni – 6,5

Subentrati

Pedro – 6

Noslin – 6

Vecino – 5,5

Pellegrini – 6,5

Provstgaard – 6,5

*Foto: profilo X S.S. Lazio

 
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Sport

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