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Sanità in Ciociaria, 20 anni di tagli e posti letto dimezzati: il dossier UGL Salute Frosinone

Il dossier dell’UGL restituisce il quadro di una sanità provinciale che, in vent’anni, ha perso strutture, posti letto e personale
a cura di Fabio Vergovich
Ospedale Spaziani di Frosinone
Ospedale Spaziani di Frosinone

Venti anni di riduzioni, riconversioni e chiusure che hanno inciso profondamente sul servizio sanitario della provincia di Frosinone.

Dossier UGL Sanità Provincia Frosinone

È quanto emerge dal dossier elaborato dall’organizzazione sindacale UGL (Unione Generale del Lavoro) Salute Frosinone, presentato dalla segretaria provinciale Rosa Roccatani, che traccia una ricostruzione dettagliata del progressivo ridimensionamento di posti letto, strutture e personale sanitario.

La fotografia restituita dai dati è netta: meno ospedali, meno reparti, meno dipendenti. Una situazione che, secondo il sindacato, ha avuto conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza ai cittadini e sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari.

Inizio anni Duemila con Storace presidente

Nel 2002, sotto la presidenza regionale di Francesco Storace, i posti letto pubblici per acuti nella ASL di Frosinone erano 1.445, cui si aggiungevano 378 privati accreditati (di cui 200 dedicati a lungodegenza e riabilitazione). Complessivamente si arrivava a 1.623 posti letto.

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La dotazione organica ammontava a 5.572 unità: 3.529 nel ruolo sanitario, 1.319 tecnico, 17 professionale e 707 amministrativo. Il Piano sanitario regionale in discussione allora prevedeva un incremento di ulteriori 913 unità, che avrebbe portato il totale a 6.485.

Nel 2004, con l’approvazione dell’Atto aziendale, il personale era salito a 6.232 unità e le strutture organizzative erano 618, suddivise in 8 dipartimenti, 142 unità operative complesse (UOC), 22 unità operative semplici dipartimentali (UOSD) e 291 unità operative semplici (UOS).

Dal 2005 al 2010: i primi tagli e il blocco del turn over

Con l’arrivo alla guida della Regione di Piero Marrazzo, iniziò la stagione del contenimento delle spese. Nel 2005 venne annunciata la chiusura o riconversione di diversi ospedali limitrofi. Nel 2008 furono reintrodotti i ticket sui farmaci e bloccato il turn over, mentre l’addizionale regionale Irpef raggiunse i livelli più alti in Italia.

Nel 2007 venne sottoscritto un protocollo tra Regione e Comune di Anagni per la costruzione di un nuovo ospedale vicino al casello autostradale, pensato per garantire l’emergenza-urgenza in un’area industriale a rischio. L’opera non venne mai realizzata.

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Con il 2010, sotto la presidenza di Renata Polverini in veste di commissario per il rientro dal deficit sanitario, fu emanato il Decreto 80, che sancì la disattivazione o riconversione di otto ospedali in provincia: Anagni, Ferentino, Ceccano, Ceprano, Atina, Arpino, Isola del Liri e Pontecorvo.

2011: posti letto ridotti e meno ospedali attivi

Nel 2011 i posti letto pubblici per acuti passarono da 1.445 a 1.018. Il personale scese a 4.257 unità, di cui 312 a tempo determinato.

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Rimasero attivi soltanto tre poli: Frosinone/Alatri, Sora e Cassino. Le unità operative complesse (UOC) scesero a 106, le UOSD a 19 e le UOS a 222.

La fase Zingaretti e la nuova contrazione

Con la presidenza di Nicola Zingaretti, dal 2013 al 2019, nonostante le dichiarazioni di voler superare le macroaree e riequilibrare i posti letto, i numeri continuarono a calare.

Nel 2017, dall’Atto aziendale, i posti letto pubblici per acuti risultavano 863, a cui si aggiungevano 99 nelle strutture private accreditate (962 complessivi). I dipendenti erano scesi a 3.789, con una riduzione drastica del personale amministrativo (364 contro i 707 del 2002) e del personale sanitario (2.845 contro 3.142).

Le UOC passarono da 106 a 85, mentre le unità semplici (UOS e UOSD) scesero a 115.

2022 e 2025: personale in calo e posti letto insufficienti

Nel 2022 l’Atto aziendale confermava 999 posti letto pubblici autorizzati, ma il personale scendeva ulteriormente a 3.248 unità. Una successiva delibera regionale (dicembre 2022) riduceva ancora la disponibilità reale a soli 649 posti letto effettivamente occupabili, ben al di sotto delle necessità.

Il dossier segnala differenze tra i numeri ufficiali e quelli rilevati: ad esempio, all’ospedale di Frosinone i posti letto risultavano 216 contro i 365 dichiarati, mentre ad Alatri erano 72 rispetto ai 92 previsti.

Con l’Atto aziendale 2025, approvato dalla Regione Lazio, al 31 dicembre 2024 il personale era di 4.181 unità: 3.190 nel ruolo sanitario, 498 tecnico, 6 professionale e 278 amministrativo.

Le richieste del sindacato

Alla luce di questi dati, l’UGL Salute di Frosinone chiede interventi immediati:

  • una ricognizione puntuale del personale, da riallocare secondo ruolo e profilo di appartenenza;
  • un incremento effettivo dei posti letto proporzionato al numero di abitanti;
  • la reinternalizzazione dei servizi sanitari, in linea con le promesse della Regione;
  • misure concrete per contrastare il precariato e garantire retribuzioni dignitose ai lavoratori.

Il dossier dell’UGL restituisce il quadro di una sanità provinciale che, in vent’anni, ha perso strutture, posti letto e personale, mentre le esigenze dei cittadini sono cresciute. Una contrazione che ha reso più difficile garantire servizi adeguati e che, secondo il sindacato, richiede ora un’inversione di rotta con scelte politiche chiare e investimenti mirati.

 
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Cronaca

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