Sapori in Comune a Labico, il festival del gusto rilancia il territorio dopo la tappa di Valmontone

Sapori in Comune fa tappa a Labico: centro storico animato da produttori e ristoratori, in attesa del gran finale del 29 marzo a Colleferro
Di Luigi Sette
Sapori in Comune, Valmontone e Labico
Sapori in Comune, Valmontone e Labico

Sapori in Comune ha acceso ieri, sabato 21 marzo, il centro storico di Labico con la seconda tappa del Festival Gastronomico Diffuso, il progetto che mette in rete Valmontone, Labico e Colleferro in tre appuntamenti dedicati a cibo, produzioni locali e promozione del territorio. Dopo l’apertura del 15 marzo a Valmontone, l’iniziativa ha portato lungo le vie del paese una vetrina concreta di sapori, mestieri e identità locali, con la partecipazione di produttori e ristoratori e con la presenza istituzionale della delegazione della Città di Valmontone guidata dal sindaco Veronica Bernabei, affiancata dall’assessora Maria Luisa Piacentini e dalle consigliere comunali Elisa De Stefano, Giulia Carosi e Silia Bucci.

Ad accogliere la delegazione valmontonese il sindaco di Labico, Danilo Giovannoli e l’assessora alla Cultura, Clementina Miele. Il percorso si chiuderà il 29 marzo a Colleferro.

Festival gastronomico a Labico, il centro storico diventa racconto del territorio

La tappa di Labico non è stata pensata come una semplice sequenza di assaggi. Il cuore del progetto sta nell’idea di trasformare il centro storico in uno spazio di incontro capace di dare visibilità alle attività del posto e di cucire un filo comune fra i tre Comuni coinvolti. L’avviso pubblicato dal Comune di Labico parlava con chiarezza di produttori a km 0 e ristoratori locali, convocati per un evento fissato dalle 17 nelle vie del centro storico. Un impianto che punta non soltanto sulla degustazione, ma anche sulla riconoscibilità di un’area che prova a presentarsi come sistema, facendo leva su cucina, accoglienza e tessuto produttivo.

Sapori locali e identità condivisa, perché il progetto conta oltre l’evento

L’aspetto più interessante di Sapori in Comune è il disegno politico e amministrativo che c’è dietro. Il festival, infatti, nasce da un progetto intercomunale sostenuto da un bando della Città Metropolitana di Roma Capitale per la promozione turistica. Non un cartellone isolato, dunque, ma una scelta precisa: unire tre realtà vicine e provare a raccontarle come un unico itinerario del gusto. In questo quadro la tappa di Labico ha avuto un valore particolare, perché ha confermato la volontà di non lasciare la promozione del territorio chiusa dentro i confini del singolo municipio. Il messaggio è netto: la qualità dei prodotti, il lavoro dei ristoratori e la memoria gastronomica possono diventare leva di attrazione anche se presentati dentro una strategia condivisa.

Produttori e ristoratori protagonisti, la scelta di puntare sulle eccellenze del posto

Il pomeriggio di Labico è stato dedicato proprio a chi, ogni giorno, tiene viva la filiera locale. La formula del festival mette al centro operatori del territorio, attività artigianali del gusto e ristorazione, offrendo loro una scena pubblica che va oltre la dimensione commerciale. Per molti eventi enogastronomici il rischio è ridurre tutto a cornice folkloristica; qui, invece, il segnale appare diverso: la presenza degli amministratori e la costruzione di un percorso in tre date suggeriscono la volontà di riconoscere a queste realtà un ruolo stabile nell’immagine futura dell’area. È un passaggio che interessa anche il turismo di prossimità, perché chi visita un borgo sempre più spesso cerca autenticità, prodotti riconoscibili e un legame vero con il luogo.

Valmontone, Labico e Colleferro: un asse del gusto che guarda al finale del 29 marzo

La tappa di ieri rafforza ora l’attesa per l’ultimo appuntamento del 29 marzo a Colleferro. Il senso complessivo del festival si legge proprio nella scansione delle tre date: partenza a Valmontone, passaggio a Labico, chiusura a Colleferro. Un tragitto che propone un’idea semplice ma efficace, cioè quella di far circolare pubblico, attenzione e occasioni economiche su un territorio più ampio, anziché concentrare tutto in un solo centro. Per le amministrazioni coinvolte è anche un test utile: capire se una manifestazione diffusa può diventare un format replicabile, capace di generare presenze, valorizzare le imprese locali e costruire un racconto più forte dell’area prenestina. Dopo la buona partecipazione registrata nella giornata inaugurale di Valmontone e il passaggio nel centro storico di Labico, il bilancio definitivo si misurerà con la capacità del festival di lasciare una traccia anche dopo il 29 marzo.

La presenza istituzionale e il messaggio politico dell’iniziativa

La partecipazione a Labico della delegazione della Città di Valmontone hanno ribadito l’impronta istituzionale di un’iniziativa che vuole tenere insieme promozione, identità locale e collaborazione amministrativa. In una stagione in cui molti territori cercano formule nuove per farsi riconoscere, Sapori in Comune prova a farlo partendo da ciò che è più immediato e più vero: il gusto, il lavoro delle attività locali e la capacità di trasformare un evento in un racconto coerente del territorio. Labico, con la sua seconda tappa, ha dato continuità a questo disegno. Ora la parola passa a Colleferro, chiamata a chiudere un percorso che punta a lasciare non solo immagini piacevoli, ma anche un modello di promozione condivisa.

 
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Cronaca

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