La Lazio di Maurizio Sarri, ancora scottata dalla pessima prova offerta a Como, era chiamata a una reazione immediata davanti al proprio pubblico. Non tanto il risultato, quanto la prestazione aveva lasciato strascichi pesanti, alimentando dubbi e malumori che si trascinano ormai dalla seconda parte della scorsa stagione. All’Olimpico, gremito da oltre 40.000 spettatori, i biancocelesti cercavano risposte convincenti nella sfida contro l’Hellas Verona di Paolo Zanetti, reduce dal pareggio con l’Udinese alla prima giornata e desideroso di approfittare del momento di fragilità capitolina. Per la Lazio, l’obiettivo era chiaro: trovare continuità e inseguire la seconda vittoria casalinga del 2025, in un campionato che non ammette ulteriori passi falsi, anche se solo all’inizio.
Primo Tempo
Allo stadio Olimpico la Lazio di Maurizio Sarri è partita con il piede sull’acceleratore, travolgendo fin dai primi minuti l’Hellas Verona di Paolo Zanetti. Dopo appena tre giri di orologio, i biancocelesti hanno trovato il vantaggio grazie a un’azione corale di grande qualità: scambio rapido nello stretto tra Taty Castellanos e Matteo Guendouzi, con il francese che si è trovato davanti allo specchio spalancato e ha infilato il pallone nell’angolino basso di sinistra. È l’1-0 che ha subito acceso l’Olimpico.
Il Verona ha provato a reagire, ma la Lazio ha continuato a martellare, trovando il raddoppio al 10’. Protagonisti ancora Castellanos e Mattia Zaccagni: l’attaccante argentino ha servito un assist preciso in area, il numero 20 si è smarcato bene e con un destro secco ha piazzato la sfera nell’angolino basso di destra. Il 2-0 ha messo subito in salita la gara degli scaligeri, incapaci di contenere le folate biancocelesti.
La squadra di Zanetti si è resa pericolosa soltanto al 29’, con un lampo improvviso di Antoine Bernede: il suo tiro dalla distanza, potente e preciso, ha fatto tremare i tifosi biancocelesti, stampandosi però sul palo destro della porta difesa da Ivan Provedel. È stata l’occasione migliore per gli ospiti, che hanno sfiorato il gol che avrebbe potuto rimettere in discussione il match.
La Lazio, invece, ha continuato a colpire. Al 41’ è arrivato il tris, firmato ancora da Castellanos, bravo a saltare più in alto di tutti in area piccola sul perfetto calcio piazzato battuto da Nicolò Rovella. Colpo di testa preciso al centro della porta e 3-0 che ha virtualmente chiuso la partita già nel primo tempo.
Dopo due minuti di recupero, l’arbitro ha mandato le squadre negli spogliatoi con i biancocelesti in pieno controllo e un parziale pesantissimo per gli ospiti: 3-0 per la Lazio, trascinata dalla coppia Castellanos–Zaccagni e dalle geometrie di Guendouzi e Rovella.
Secondo Tempo
Il secondo tempo all’Olimpico si è aperto con una serie di cambi immediati decisi da Paolo Zanetti, che ha provato a rimescolare le carte inserendo Al Musrati, Martin Frese e Armel Bella-Kotchap al posto di Abdou Harroui, Enzo Ebosse e Fallou Cham. La mossa, però, non ha invertito l’inerzia del match. La Lazio ha continuato a giocare con autorità, mentre il Verona ha faticato a trovare spazi utili per rientrare in partita.
Al 56’ i biancocelesti hanno sfiorato il poker: Matteo Cancellieri, ben servito, si è trovato a tu per tu con la porta ma ha sprecato malamente calciando alto. Sei minuti più tardi, nuovo episodio controverso: il gol di Matteo Guendouzi, arrivato dopo una bella combinazione, è stato annullato per fuorigioco tra le proteste dei tifosi di casa. Il Verona ha provato a reagire con un paio di fiammate di Antoine Bernede, che al 67’ ha ricevuto un pallone invitante in area ma ha calciato alto sopra la traversa. Un minuto dopo è stata la volta di Luca Pellegrini, entrato da poco per Nuno Tavares, che ha avuto la chance per il 4-0 su assist di Pedro, ma anche il suo tiro è terminato alto di un soffio.
La girandola di cambi non si è fermata: al 70’ Rafik Belghali ha preso il posto di Bernede, mentre Maurizio Sarri ha risposto al 66’ e al 77’ con un doppio innesto, inserendo Pedro e Reda Belahyane al posto di Mattia Zaccagni e Fisayo Dele-Bashiru. Al 78’, poi, è arrivato anche il turno di Boulaye Dia, subentrato a Taty Castellanos dopo la doppietta dell’argentino nel primo tempo. La partita è di fatto scivolata via senza grandi sussulti fino all’82’, quando la Lazio ha calato il poker: splendida azione biancoceleste rifinita dal neoentrato Belahyane, che ha servito un assist perfetto a Dia. Per l’attaccante è stato un gioco da ragazzi spingere il pallone in rete a porta vuota per il 4-0. Un gol che ha chiuso definitivamente la sfida.
Nel finale c’è stato spazio anche per un’ultima sostituzione: all’86’ Elseid Hysaj ha preso il posto di Adam Marusic, dopo che il Verona ha inserito Daniel Mosquera al 78’ al posto di Amin Sarr, ma la musica non è cambiata. I biancocelesti hanno gestito il vantaggio con ordine, accompagnati dagli applausi convinti del pubblico dell’Olimpico. Il triplice fischio ha così sancito un netto 4-0 per la Lazio, che ha archiviato la pratica già nel primo tempo e ha consolidato il dominio nella ripresa. Prestazione convincente degli uomini di Sarri, che hanno trovato gol e solidità, mentre il Verona di Zanetti è uscito dall’Olimpico ridimensionato e con molti interrogativi da risolvere.
Pagelle
Provedel – 6
Marusic – 6
Gila – 6,5
Provstgaard – 6,5
Nuno Tavares – 6
Gundouzi – 7
Rovella – 6,5
Dele-Bashiru – 6
Cancellieri – 6
Castellanos – 7
Zaccagni – 7
Subentrati
Pedro – 6
Pellegrini – 6
Dia – 6,5
Belayane – 6,5
Hysaj – s.v