Sciacallaggio durante il funerale del poliziotto Tommaso Alessi: Nettuno nel dolore chiede subito i nomi dei responsabili

Accanto al cordoglio, cresce la richiesta di un’indagine veloce e accurata, capace di individuare i responsabili
Di Redazione
Funerali Tommaso Alessi
Funerali Tommaso Alessi

C’è un punto oltre il quale anche la cronaca più dura cambia tono e diventa una ferita civile. È quanto accaduto a Nettuno, in provincia di Roma, dove la casa di Tommaso Alessi, poliziotto dell’Istituto per ispettori morto a 55 anni, è stata svaligiata proprio mentre familiari, colleghi e cittadini gli rendevano l’ultimo saluto nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie.

Al rientro dalle esequie, moglie e figlie hanno trovato l’abitazione forzata e devastata. Un episodio che ha provocato sdegno in città e che aggiunge altro dolore a una giornata già segnata dal lutto.

Un furto durante l’addio al poliziotto di Nettuno

La dinamica rende la vicenda ancora più grave. Non si è trattato di un colpo casuale, maturato nel buio di una notte qualunque, ma di un’azione compiuta nel momento in cui la famiglia era lontana da casa per accompagnare Tommaso Alessi nel suo ultimo viaggio. La scelta dell’orario, secondo quanto emerso nelle ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, fa pensare a un gesto studiato approfittando della certezza che l’abitazione fosse vuota.

È questo il dato che pesa di più nell’indignazione generale: non soltanto il danno materiale, ma la deliberata invasione di uno spazio privato mentre era in corso un funerale.

Nettuno si stringe attorno alla famiglia Alessi

Le esequie di Tommaso Alessi hanno richiamato una partecipazione molto ampia. Le cronache locali parlano di una folla numerosa raccolta nel santuario per salutare un uomo ricordato come gentile, disponibile e molto stimato nel suo ambiente di lavoro.

Il profilo che emerge è quello di un servitore dello Stato apprezzato non soltanto per il ruolo ricoperto, ma per il modo in cui lo viveva ogni giorno, con umanità e discrezione. In questo quadro, la notizia del furto ha assunto un peso ancora maggiore, perché ha colpito una famiglia già piegata dalla perdita e ha trasformato il ritorno a casa in un nuovo trauma.

Casa devastata e ricordi violati nel giorno del lutto

Dentro questa storia c’è un elemento che va oltre la conta degli oggetti portati via. Quando un’abitazione viene messa a soqquadro nel giorno del funerale di chi ci viveva, non vengono violati soltanto muri, porte o finestre. Viene colpito il luogo dei ricordi, degli affetti, della vita quotidiana.

Per la vedova e per le figlie, il rientro non ha significato il raccoglimento dopo la cerimonia, ma l’impatto con stanze rovistate e con l’idea intollerabile che qualcuno abbia calcolato il tempo del loro dolore per agire indisturbato. In casi simili il danno materiale passa quasi in secondo piano, perché ciò che resta è il senso di esposizione, di impotenza, di intimità violata.

Il territorio chiede indagini rapide e una risposta netta

L’episodio rischia di lasciare un segno profondo anche sul piano pubblico. Nettuno e il vicino litorale romano conoscono bene il peso della cronaca nera, ma qui il livello di allarme si alza per la natura simbolica del bersaglio e per il contesto in cui il furto è avvenuto. Colpire la casa di un poliziotto mentre si celebrano le sue esequie significa dare all’atto una dimensione che supera il perimetro di un reato predatorio.

Per questo, accanto al cordoglio, cresce la richiesta di un’indagine veloce e accurata, capace di individuare i responsabili e restituire almeno un primo segnale di giustizia a una famiglia che ha già pagato un prezzo altissimo. Le reazioni della comunità locale parlano di una città profondamente colpita e unita nel pretendere risposte.

La perdita di Tommaso Alessi e la ferita per lo Stato

La morte di Tommaso Alessi aveva già aperto un vuoto umano e professionale importante. Le ricostruzioni diffuse lo descrivono come un poliziotto molto amato, inserito nella Scuola di Polizia di Nettuno, padre di due figlie, figura benvoluta da colleghi e conoscenti. Il furto avvenuto durante il funerale rende questa vicenda ancora più amara perché sembra colpire, nello stesso momento, sia la sfera privata sia quella istituzionale.

Da una parte c’è una famiglia privata della possibilità di vivere in pace il proprio lutto, dall’altra c’è il senso di un Paese che non riesce a preservare nemmeno il momento dell’ultimo saluto a chi ha servito lo Stato.

Elvio Vulcano

 
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Cronaca

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