Scomparse Sarah e Alysia di Minturno, 12 e 16 anni: un fermaglio sul sentiero e troppe domande senza risposta

Sarah e Alysia Di Giacinto sono due sorelle di Minturno, in provincia di Latina, scomparse da undici giorni, da una casa famiglia
Di Lina Gelsi
Procura di Sulmona
Procura di Sulmona

Il ritrovamento di un fermaglio rosso su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena potrebbe segnare una svolta nelle ricerche di Sarah e Alysia Di Giacinto, le due sorelle di Minturno, scomparse da undici giorni. L’oggetto sarebbe riconducibile a Sarah, 12 anni, e rappresenta il primo elemento materiale capace di indicare un possibile passaggio delle ragazze nell’area abruzzese dalla quale si sono allontanate.

Il fermaglio rosso vicino alla struttura e il nuovo impulso alle ricerche

Il piccolo accessorio è stato individuato lungo un sentiero non distante dalla casa famiglia della provincia dell’Aquila che ospitava le due sorelle, Sarah di 12 anni e Alysia di 16. Un dettaglio apparentemente minimo, ma ora al centro dell’attenzione degli investigatori, perché può contribuire a ricostruire i movimenti successivi alla scomparsa e a delimitare con maggiore precisione la zona da controllare.

La ricerca delle due minorenni procede in un contesto complesso. Civitella Alfedena è un territorio montano, con boschi, percorsi naturalistici, aree isolate e collegamenti che richiedono verifiche puntuali. L’elicottero dei vigili del fuoco ha sorvolato a bassa quota la zona, muovendosi prima verso la montagna e poi in direzione del lago di Barrea. Sono passaggi necessari per controllare dall’alto pendii, radure, sentieri secondari e punti difficili da raggiungere rapidamente via terra.

L’attenzione resta alta perché sono già trascorsi undici giorni. Con il passare del tempo ogni elemento assume un peso maggiore: un oggetto, una testimonianza, un movimento sospetto, un possibile contatto. Il fermaglio non chiude il quadro, ma offre una traccia concreta in una vicenda che fino a questo momento si era sviluppata soprattutto su ipotesi, ricostruzioni familiari e controlli incrociati.

Le due ragazze di Minturno e il collegamento con il Lazio

Sarah e Alysia Di Giacinto sono originarie di Minturno, in provincia di Latina. Erano state tolte ai genitori e affidate alla struttura di Civitella Alfedena, dove vivevano prima della scomparsa. La loro storia personale è entrata da tempo anche negli atti giudiziari seguiti a Cassino, dove risulta radicata la competenza sulla causa di separazione dei genitori.

Proprio questo intreccio familiare e territoriale ha portato gli investigatori a muoversi su più fronti. Non si guarda soltanto all’area abruzzese della scomparsa, ma anche al basso Lazio e al Cassinate, dove sono state effettuate perquisizioni in casolari e zone di campagna. I controlli hanno riguardato luoghi compatibili con una possibile permanenza nascosta, lontana da centri abitati e da passaggi frequenti.

Il fatto che le ragazze siano minorenni impone verifiche rapide e caute allo stesso tempo. Ogni ipotesi viene valutata senza escludere percorsi diversi: un allontanamento volontario, un aiuto esterno, una rete familiare o amicale, una sistemazione provvisoria in un luogo appartato. Al momento non ci sono certezze pubbliche su dove possano trovarsi, ma l’attività investigativa continua a seguire ogni pista ritenuta utile.

Perquisizioni nel Cassinate dopo le parole del fidanzatino di Alysia

Le perquisizioni compiute nel Cassinate sono arrivate a breve distanza dalle dichiarazioni del fidanzatino di Alysia, la sorella maggiore. Il ragazzo avrebbe riferito agli inquirenti il sospetto che Sarah e Alysia possano trovarsi in un luogo segreto, con l’aiuto di parenti coinvolti nella fuga. Si tratta di una possibilità ancora da verificare, non di un dato acquisito, ma sufficiente per aprire accertamenti mirati.

Gli investigatori si sono concentrati in particolare su casolari di campagna e immobili isolati, ambienti dove due ragazze potrebbero essere ospitate senza attirare subito l’attenzione. In casi di scomparsa minorile, il controllo di abitazioni rurali, seconde case, depositi, fabbricati dismessi e proprietà riconducibili a persone vicine al nucleo familiare diventa una parte fondamentale del lavoro sul territorio.

Il riserbo della Procura di Cassino conferma la delicatezza del momento. Le indagini si muovono su una linea sottile, perché la diffusione di dettagli non verificati rischia di compromettere gli accertamenti o di alimentare letture errate. Per questo motivo le informazioni operative restano limitate, mentre sul campo proseguono controlli, verifiche e scambi di elementi con gli uffici giudiziari coinvolti.

Procure al lavoro insieme, dal Parco d’Abruzzo al basso Lazio

La scomparsa di Sarah e Alysia richiede un coordinamento ampio. Da una parte c’è la zona di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove le ragazze vivevano e da dove si sono allontanate. Dall’altra ci sono Minturno, il Cassinate e i luoghi legati alla loro storia familiare. Il lavoro congiunto della Procura di Sulmona e di quella di Cassino nasce proprio da questa doppia dimensione.

La Procura di Sulmona segue il territorio della scomparsa, mentre Cassino conserva un ruolo collegato alle vicende giudiziarie della famiglia. Questo raccordo consente di mettere insieme elementi diversi: le ricerche fisiche nell’area montana, le perquisizioni nel Lazio meridionale, le informazioni sui rapporti familiari, i contatti personali delle due ragazze, eventuali spostamenti e segnalazioni arrivate nei giorni successivi alla sparizione.

Il fermaglio rosso attribuito a Sarah diventa quindi un elemento da inserire in una mappa più ampia. Se confermato, può aiutare a stabilire se le sorelle abbiano lasciato la struttura passando da quel sentiero, se abbiano percorso un tratto a piedi prima di ricevere aiuto, o se siano rimaste nell’area per un certo tempo. Ogni possibilità richiede riscontri, e proprio per questo i controlli proseguono sia dal cielo sia a terra.

Undici giorni senza Sarah e Alysia, perché ogni dettaglio ora conta

Dopo undici giorni di assenza, la priorità resta ritrovare le due sorelle vive e in condizioni di sicurezza. Sarah ha 12 anni, Alysia 16: età diverse, fragilità diverse, ma lo stesso bisogno di essere rintracciate al più presto. La loro scomparsa coinvolge due territori e chiama in causa una rete di interventi che non può permettersi zone d’ombra.

Il ritrovamento del fermaglio non basta per dire dove siano dirette, né chiarisce chi possa averle eventualmente aiutate. Però sposta l’attenzione su un punto preciso e offre agli investigatori un riferimento materiale. In una ricerca lunga, anche un oggetto personale può diventare una traccia decisiva per ripercorrere gli ultimi movimenti noti.

Le prossime ore saranno importanti per capire se dal sentiero vicino alla casa famiglia emergeranno altri elementi: impronte, immagini, testimonianze, segni di passaggio, indicazioni utili sulle direzioni possibili. Nel frattempo, il Cassinate resta sotto osservazione. I casolari controllati e le campagne già raggiunte dagli investigatori raccontano una ricerca che non si ferma al luogo della scomparsa, ma segue ogni legame potenziale con la storia delle due ragazze.

 
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