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08 Luglio 2020

Pubblicato il

Fine anno

Scuola, la pediatra: “Ultimo giorno in presenza? Molto complicato”

di Redazione

Difficile l'ultimo giorno in presenza a scuola. Molti bambini hanno risentito di questa situazione, manifestando problemi di tipo emotivo e comportamentale

Bambini a scuola per l'ultimo giorno in presenza
Bambini a scuola per l'ultimo giorno in presenza

Rivedersi l’ultimo giorno di scuola  potrebbe essere una bellissima idea, che ha un forte impatto emotivo e un grande valore simbolico. Anche in termini di speranza  di ritorno alla normalità e di ripresa della scuola a settembre. Dal punto di vista pratico, però, la sua realizzazione potrebbe  essere molto più complicata e complessa”. La pensa così Teresa Mazzone, presidente del Sindacato italiano specialisti pediatri (Sispe). La Mazzone ha commentato la proposta avanzata dalla viceministra all’Istruzione, Anna Ascani, sulla possibilità che gli alunni  delle ultime classi di elementari, medie e superiori possano  salutarsi, anche all’aperto e in piccoli gruppi, in occasione  dell’ultimo giorno di scuola.

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Scuola, le distanze di sicurezza

“Non è semplicissimo garantire le distanze di sicurezza tra i  più piccoli. E’ chiaro che la capacità di comprensione e  valutazione dei rischi è strettamente legata alle diverse fasce di età. Tuttavia – precisa Mazzone – anche salendo un po’ con gli  anni e pensando agli adolescenti, abbiamo visto che in questa  fase stanno spesso in gruppo senza mascherina e senza  distanziamento”. La presidente Sispe sa che “la vita dei bambini è stata particolarmente stravolta con lo scoppio della pandemia. I bambini hanno una maggiore fragilità emotiva. E hanno visto crollare  abitudini consolidate come la scuola, il frequentare gli amici o  l’andare in palestra o in piscina. Tutte le varie attività  ricreative sono totalmente sparite da un giorno all’altro.

E’ difficle per i bambini mantenere le distanze di sicurezza

Dalle telefonate che abbiamo ricevuto nei nostri studi – racconta  Mazzone – è emerso che molti bambini hanno risentito di questa  situazione, manifestando problematiche di tipo emotivo e  comportamentale”. Anche l’idea di “farli incontrare di nuovo  all’aperto, in quanto non limita la complessità del mantenere il distanziamento. Non per cattiva volontà – rassicura la pediatra, ma perché i bambini cercano il contatto e vorranno riabbracciare i loro amici. Lo abbiamo visto dai disegni che hanno prodotto in quarantena e lo abbiamo ascoltato dai racconti di quanti sonovenuti in ambulatorio. Il periodo non è stato semplice per nessuno e capisco l’importanza di rivedersi almeno pochi minuti per chiudere un ciclo in tutti i sensi – conclude Mazzone – ma questa possibilità deve essere attentamente valutata“.

 
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