Cinque euro in più su ogni prodotto da fumo e da inalazione di nicotina, sigarette comprese: è l’idea al centro della prima campagna italiana che punta a una proposta di legge di iniziativa popolare per aumentare il prezzo in modo uniforme e, nelle intenzioni dei promotori, frenare il tabagismo e recuperare risorse per il Servizio sanitario nazionale.
La raccolta firme è partita il 23 gennaio 2026 e mira alla quota necessaria di 50mila sottoscrizioni, passaggio obbligato per portare il testo all’attenzione del Parlamento.
Sigarette a +5 euro, come firmare online e cosa prevede la proposta di legge popolare
Possono firmare tutti i cittadini maggiorenni attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia dedicata a referendum e iniziative popolari, utilizzando SPID, CIE (Carta d’identità elettronica) o CNS (Carta nazionale dei servizi).
La proposta, come riportato nel dettaglio dell’iniziativa, introduce un’accisa specifica di 5 euro sui prodotti interessati a decorrere dall’anno successivo all’entrata in vigore della legge, con l’obiettivo dichiarato di tutela della salute pubblica e sostegno al sistema sanitario.
La raccolta si gioca dunque sul terreno della partecipazione digitale: pochi minuti, identità verificata e firma valida senza bisogno di banchetti fisici.
Sigarette a +5 euro, chi promuove la campagna e perché parla di “battaglia di civiltà”
A sostenere la campagna, ospitata anche sul sito dedicato 5eurocontroilfumo.it, ci sono AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. In conferenza stampa a Milano, i promotori hanno presentato l’iniziativa come un intervento di prevenzione con effetti immediati, specie sui più giovani, e come un modo per convogliare nuove entrate verso la sanità pubblica.
Francesco Perrone, presidente di Fondazione AIOM, ha chiesto ai cittadini di aderire definendo la campagna una “battaglia di civiltà”, legando l’aumento del prezzo alla riduzione del numero di fumatori e, di conseguenza, delle malattie correlate.
Sigarette a +5 euro, i numeri indicati dai promotori: tumori, decessi e costi per il Paese
Il cuore della narrazione è nei dati: secondo quanto riportato dai promotori e rilanciato da fonti di stampa, il fumo resta il principale fattore di rischio oncologico, con una quota importante di casi di cancro associata all’abitudine tabagica e un bilancio di decessi annui stimato in 93mila. Il peso economico viene descritto come enorme, con costi diretti e indiretti attribuiti alle patologie fumo-correlate valutati in decine di miliardi di euro.
La scommessa dell’aumento, sostengono i promotori, è usare la leva del prezzo per cambiare comportamenti: viene citata una stima di riduzione del consumo fino al 37% in caso di incremento di 5 euro, in un contesto in cui il prezzo delle sigarette in Italia viene indicato come più basso rispetto a diversi Paesi europei.
Sigarette a +5 euro, non solo pacchetti tradizionali: inclusi e-cig e tabacco riscaldato
Uno degli elementi che rende l’iniziativa particolarmente ampia è il perimetro: l’aumento non riguarda soltanto le sigarette “classiche”, ma anche i prodotti di nuova generazione, come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. La scelta, spiegano i promotori, nasce dalla necessità di considerare l’intero mercato della nicotina e non lasciare “zone franche” capaci di spostare i consumi da una tipologia all’altra.
Nel messaggio pubblico, il controllo del tabacco resta un pilastro della prevenzione non solo per il tumore del polmone, ma anche per altre patologie oncologiche e cardiovascolari richiamate nelle dichiarazioni.
Sigarette a +5 euro, giovani e donne: l’allarme su nuove abitudini e trend di malattia
Il dibattito si aggancia anche a un cambio di profilo del fumatore. I promotori evidenziano la diffusione fra i più giovani e la crescita del tabagismo femminile, con riflessi epidemiologici che in diversi studi e interventi pubblici vengono indicati come preoccupanti.
Giulia Veronesi, per la Fondazione Umberto Veronesi, ha richiamato l’elevata quota di tumori del polmone legata al fumo e l’aumento dell’incidenza nelle donne registrato negli anni, mentre Massimo Di Maio (AIOM) ha sottolineato come la leva economica sia spesso efficace soprattutto dove il budget è più limitato, quindi negli adolescenti e nei giovani adulti.
Sigarette a +5 euro, cosa succede dopo le 50mila firme: il passaggio in Parlamento e il confronto politico
Raggiunte le 50mila sottoscrizioni, la proposta potrà essere presentata a uno dei due rami del Parlamento, che sarà chiamato a discuterla. È qui che la campagna entra nella sua seconda fase: dall’appello alla firma al confronto su effetti attesi e ricadute possibili. I promotori insistono su due risultati: meno fumatori e più risorse per il Ssn, con l’idea che prevenzione e sostenibilità vadano nella stessa direzione.
Nel percorso parlamentare, però, è probabile che si apra anche un dibattito su equità sociale, impatto sulle famiglie con redditi più bassi e rischio di spostamento verso canali illegali: temi ricorrenti quando si parla di accise e consumi. Intanto la macchina è partita e l’obiettivo è chiaro: 50mila firme per trasformare una campagna sanitaria in un testo di legge che il Paese sarà costretto a discutere apertamente.
