Sinner batte Struff in tre set: è semifinale a Wimbledon, ora tocca a Djokovic

Sinner supera Struff 7-5, 7-6, 6-3 nei quarti di Wimbledon: l’azzurro è in semifinale e attende Novak Djokovic
Di Marco Bordon
Jannik Sinner Wimbledon, primo piano

Jannik Sinner è in semifinale a Wimbledon. Nei quarti il numero uno italiano ha superato Jan-Lennard Struff in tre set, 7-5, 7-6, 6-3, trasformando una partita piena di insidie in una prova di maturità, controllo e freddezza nei passaggi decisivi.

Sinner-Struff, la partita: tre set e nessuna concessione nei momenti caldi

Il punteggio racconta una vittoria netta, ma non una passeggiata. Struff ha provato a sporcare la partita con il servizio, con il peso dei colpi e con la sua attitudine da giocatore esperto, capace di accorciare gli scambi e di impedire a Sinner di costruire sempre il punto con il ritmo preferito. Il tedesco, arrivato ai quarti con un percorso di grande solidità, ha cercato di togliere tempo all’azzurro e di trascinarlo in una gara di dettagli.

Sinner ha risposto con una qualità ormai diventata marchio di fabbrica: pazienza senza passività. Nel primo set ha aspettato il varco giusto, senza forzare la mano. Sul 7-5 ha messo il primo mattone della qualificazione, prendendosi il parziale quando la pressione cominciava a salire. È stato il passaggio che ha orientato la partita, perché contro un avversario come Struff andare sotto nel punteggio avrebbe potuto rendere tutto più complicato.

Il secondo set è stato il più delicato. Il 7-6 dice molto: non bastava essere più forte, serviva restare lucido. Sinner ha tenuto il servizio nei momenti più scomodi, ha accettato la tensione del tie-break e ha alzato il livello proprio quando ogni punto valeva il peso di una svolta. È lì che la differenza è diventata evidente. Struff ha continuato a spingere, ma Jannik ha governato la pressione meglio dell’avversario.

Wimbledon, Sinner in semifinale: perché questa vittoria vale più del punteggio

Il 6-3 del terzo set ha chiuso la pratica con autorità. Dopo aver vinto i primi due parziali, Sinner non si è limitato ad amministrare. Ha mantenuto intensità, ha cercato profondità in risposta, ha impedito a Struff di riaprire il match sul piano emotivo. Una gestione da campione: niente cali, nessuna fretta, colpi essenziali nei punti giusti.

Questa vittoria pesa anche per il contesto. I quarti di finale di Wimbledon non sono mai una formalità, soprattutto su un’erba che premia chi serve forte, anticipa e spezza il ritmo. Struff aveva armi adatte a rendere la partita scomoda. Sinner le ha disinnescate con ordine: risposta profonda quando possibile, grande attenzione sulle seconde palle, capacità di passare dalla difesa all’attacco in pochi colpi.

L’azzurro ha dato l’impressione di essere entrato nella fase più seria del torneo con la testa giusta. A Wimbledon non basta colpire bene. Serve capire quando rischiare, quando accettare uno scambio più lungo, quando proteggere il turno di battuta e quando aggredire. Contro Struff, Sinner ha fatto tutte queste cose senza perdere equilibrio.

Semifinale Wimbledon: c’è Djokovic

Ora il tabellone gli mette davanti Novak Djokovic: Djokovic rappresenta il confronto con la storia del tennis, con un giocatore che sull’erba ha costruito alcune delle sue pagine più importanti. Sarà una partita di letture, nervi e gestione dei momenti. La semifinale di Wimbledon è ormai realtà, e arriva dopo una partita vinta senza dispersioni, con il linguaggio dei campioni che sanno stringere quando serve. Il 7-5, 7-6, 6-3 contro Struff non è soltanto un risultato: è il segnale di un giocatore che continua a salire di livello nel momento più importante del torneo.

 
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