Jannik Sinner comincia Wimbledon 2026 con una vittoria sofferta, pesante, di quelle che lasciano il segno già al primo turno: sul Centrale batte Miomir Kecmanovic 4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3 dopo una partita lunga, nervosa e piena di insidie, giocata anche con la scarpa macchiata di sangue.
Sinner a Wimbledon, il campione in carica evita l’uscita immediata
Il debutto dell’azzurro sull’erba londinese non è stato una passerella. Era la prima partita da campione in carica a Wimbledon, con tutto il peso simbolico del ritorno sul campo più importante del tennis mondiale. Il calendario gli ha consegnato subito un avversario solido, capace di non lasciarsi schiacciare dal contesto e di trasformare il primo turno in una prova di resistenza mentale.
Kecmanovic ha iniziato meglio, prendendosi il primo set 6-4 e costringendo Sinner a rincorrere. Il serbo ha colpito con ordine, ha variato le traiettorie, ha tolto ritmo all’azzurro nei momenti chiave. Jannik non è apparso subito fluido. Qualche errore di troppo, una risposta meno incisiva del solito e una gestione non sempre pulita degli scambi hanno aperto la porta a una partita più complicata del previsto.
Il secondo set ha riportato equilibrio. Sinner ha alzato la qualità del servizio, ha accorciato i tempi negli scambi e ha trovato il break utile per chiudere 6-3. Sembrava l’inizio di una partita rimessa sui binari più favorevoli, con il numero uno capace di assorbire la pressione e riprendere il comando. Il terzo set, invece, ha cambiato di nuovo il racconto.
Caduta, sangue sulla scarpa e terzo set perso al tie-break
La scena più forte è arrivata nel cuore del match. Sinner è scivolato, ha accusato dolore e ha proseguito con una scarpa visibilmente insanguinata. Un’immagine insolita, potente, destinata a restare nella memoria di questa apertura londinese. Da quel momento la partita ha assunto un tono diverso, con il pubblico attento a ogni movimento dell’azzurro e Kecmanovic pronto ad approfittare di ogni esitazione.
Il terzo set è diventato un braccio di ferro. Sinner ha avuto l’occasione per portarsi avanti, ma Kecmanovic ha resistito fino al tie-break e lo ha chiuso 8-6. Sul 2-1 per il serbo, il rischio di una caduta clamorosa al primo turno è diventato reale. Per un campione in carica, uscire subito da Wimbledon avrebbe avuto un peso enorme, non solo sul torneo, ma anche sul clima attorno alla stagione.
La risposta dell’azzurro è arrivata nel quarto set. Sinner ha cambiato marcia senza alzare inutilmente i toni. Ha rimesso ordine nel proprio tennis, ha cercato più spesso la profondità, ha gestito meglio il servizio e ha tolto campo all’avversario. Il 6-2 ha riportato il match in parità, spostando la tensione sul quinto set.
La rimonta di Jannik e il segnale lanciato al torneo
Nel set decisivo Sinner ha mostrato la qualità che più conta nei grandi tornei: restare dentro la partita quando il tennis non scorre come nei giorni migliori. Ha vinto 6-3, chiudendo una battaglia che poteva diventare una trappola pericolosissima. Non è stato un debutto brillante in senso estetico, ma è stato un debutto significativo per tenuta, lucidità e capacità di reagire.
Il successo contro Kecmanovic consegna a Sinner il passaggio al secondo turno e una serie di indicazioni importanti. La prima riguarda il fisico: dopo la caduta e il sangue sulla scarpa, ogni valutazione sulle condizioni dell’azzurro sarà inevitabile nelle prossime ore. La seconda riguarda il gioco: sull’erba di Wimbledon, anche un favorito deve entrare subito nel torneo con precisione massima, perché basta un passaggio a vuoto per ritrovarsi in emergenza.
Per gli appassionati italiani, inclusi i tanti tifosi del Lazio che seguono il tennis con crescente passione dopo gli anni d’oro di Sinner, la partita ha avuto il sapore di una prova superata con sofferenza. Il punteggio racconta tutto: 4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3. Cinque set, una rimonta, una ferita visibile e un campione che non ha lasciato il torneo alla prima vera curva.
Wimbledon è appena cominciato, ma Sinner dovrà difendere il titolo senza concedersi leggerezze. La vittoria su Kecmanovic non cancella le difficoltà, però conferma la sua forza nei momenti più scomodi. Ed è proprio da giornate così che spesso nasce il cammino dei grandi campioni.
