Jannik Sinner non sbaglia e torna a vincere sul campo tennis più bello, importante e prestigioso del mondo, quello di Wimbledon. Il numero 1 al mondo conquista il primo slam della sua stagione, il quinto della carriera, dopo una dura partita contro Alexander Zverev. 4 set, quasi 4 ore di battaglia per piegare la resistenza del numero 3 del mondo, autore di un inizio partita notevole. Prime due ore di altissimo livello, ma nel corso della partita Jannik è riuscito a rimanere sullo stesso, altissimo livello, senza cali per un tennis fatto di attenzione, servizio e variazioni, più killer instinct nelle palle break, le poche concesse dall’avversario.
Due set lunghissimi finiti al tie-break
In un All England Club caldo ma non troppo, la prima sfida su erba tra Jannik Sinner e Alexander Zverev (quindicesima in assoluto, precedenti 10-4 per l’azzurro) inizia con i crismi dell’equilibrio assoluto. Merito dei servizi: soprattutto i turni del teutonico, che mette il 79% di prime in campo con una trasformazione dell’82%. D’altro canto, Sinner ha molte meno prime (60%) ma con la seconda si difende benissimo (86%). Sul quattro pari arriva la prima (e unica) opportunità per Sinner dopo un doppio fallo dell’avversario, ma sulla palla break stecca il dritto.
Scampato il piccolo pericolo, il tedesco non concede più nulla e si va al tie-break. Continuano a comandare i servizi e si va senza mini-break fino all’8-7, senza tremolii nemmeno durante i set point, ma sul secondo il tedesco tira un’accelerazione di dritto fortissima e sfonda. Dopo un’ora e 7 minuti il tedesco conquista il primo set vincendo i pochissimi punti contesi e importanti, nonostante un Sinner con un saldo ottimo tra vincenti (18) ed errori non forzati (7).
È il simbolo di una fiducia che Sascha ha trovato nel suo tennis dopo aver vinto il tanto agognato primo slam. E nel secondo set la musica non cambia: nonostante Sinner in apertura porta ai vantaggi l’avversario cercando anche qualche variazione in più, non si vedono palle break e anche qui l’epilogo è il tie-break. Ma qui cambia effettivamente l’inerzia.
Zverev concede un mini-break in apertura da fondo col dritto, Sinner ringrazia e va subito 3-0 comandando lo scambio con servizio e dritto. In risposta Sinner conquista un secondo mini-break (4-0) e per questione di millimetri su un lob non diventa 5-0. Stavolta la risposta super è di Zverev e si gira sul 4-2 ma accelera l’italiano che non concede più nulla conquistando quattro punti in risposta: è 7-2 al tie-break e dopo 2 ore e 9 minuti si torna in perfetta parità. Anche con una percentuale di prime inferiore all’avversario (58% contro 85%), la percentuale di conversione è molto migliorata (86% contro 66%) grazie a un tennis più variato e qualche recupero notevole che hanno fatto perdere alcune delle certezze fin qui granitiche del numero 3 al mondo.
Il primo break vale il terzo set
Si riparte un set pari dopo il toilet break di Sinner con la situazione che dal punto di vista quantomeno psicologico è modificata: Sinner tiene agevolmente il servizio, mentre Zverev va sotto 0-30 ma risale complice anche qualche errore dell’avversario.
Nel settimo game Zverev porta ai vantaggi e ottiene una palla break, la prima in 2 ore e 42. Sinner comanda e chiude con una palla appoggiata a rete su cui Zverev scivola e si tocca il ginocchio ma senza strascichi. Anche il quarto turno di battuta di Zverev si allunga e arriva una palla break, la secondo del match per Sinner stavolta sfrutta al termine di uno scambio clamoroso dove Sinner cade, si rialza e sfonda con il rovescio. Zverev butta la racchetta per terra, anche perché Sinner serve immediatamente per il set ed è chirurgico. Game a zero che chiude 6-3 il terzo set: l’altoatesino completa la rimonta e passa avanti nel punteggio dopo 2h57’ di gioco.
L’apoteosi: Sinner rivince Wimbledon!
È Zverev stavolta che fa una pausa più lunga, forse per rinfrescare le idee, e parte col piede giusto nel quarto parziale, poi porta Sinner ai vantaggi ma senza vedere palle break. È il tedesco più in palla in questo momento e contende meglio i turni di risposta rispetto al numero 1 del mondo, che però esce fuori dallo 0-30 con prime efficacissime.
Nel momento clou del set sale il rendimento in risposta di Jannik: nel settimo game si procura due palle break, Zverev annulla la prima col servizio e la prima col Serve & volley, ma poi arriva una terza che non si lascia sfuggire andando a segno con risposta e dritto che lascia fermo il tedesco. Game a zero per suggellare lo scatto potenzialmente decisivo. Al momento di servire per il match, con l’orgoglio il tedesco si porta sul 30-30. Sinner in un momento tesissimo conquista lo scambio probabilmente più bello del match e non trema. Col dritto vincente può esultare accasciandosi a terra: punteggio finale 67 76 63 64 dopo 3 ore e 46 minuti.
È il decimo giocatore della storia a fare back-to-back a Wimbledon, il quinto Slam della carriera. Per Zverev una sconfitta sì ma con l’onore più alto delle armi: dopo la vittoria al Roland Garros la finale a Londra (in carriera mai oltre gli ottavi) e una finale giocata benissimo, soprattutto nelle prime due ore: da domani supererà Carlos Alcaraz e salirà numero 2 al mondo.
