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04 Luglio 2020

Pubblicato il

Squali volanti

di Remo Sabatini

Quando pensi a uno squalo lo immagini in mezzo al mare, chissà quanto lontano dalla costa, così lontano che ci vorrebbe un miracolo per trovarlo e scattargli un paio di foto.
Qualche volta è vero, qualche volta no, dipende anche dalla specie, ad esempio. Lo squalo bianco è uno di quelli che, come vedremo, capita di trovarlo dove meno te lo aspetti, magari per aria!
Il Sud Africa è noto in tutto il mondo per essere la patria di quelli che, ormai, sono chiamati gli "squali volanti"(air jaws).

Il protagonista di quella che sembra una sceneggiatura hollywoodiana è lo squalo bianco che in quei mari si lancia fin oltre due metri fuori dall'acqua durante l'attacco a quella che è la sua preda preferita, l'otaria. E' un fenomeno che viene osservato lungo tutta la costa sudafricana, da Cape Town, bagnata dall'Oceano Atlantico, fino a Mossel Bay, ridente cittadina adagiata sull'Oceano Indiano.

I pescatori della False Bay che offre riparo dai venti impetuosi del Capo di Buona Speranza, conoscono da sempre questa tecnica di caccia adottata dal grande predatore. Negli anni settanta vi furono anche un paio di incidenti che avevano coinvolto uomini e squalo quando, quest'ultimo, per lo slancio era finito nella barca dei dei poveretti (Io stesso, un paio di anni fa,nel corso di una delle mie spedizioni, ero stato testimone della potenza di questi animali quando uno di essi si era lanciato completamente fuori dall'acqua con un balzo di quasi tre metri ed era ricaduto a non più di un paio di braccia dalla poppa della nostra imbarcazione. Lo squalo, un maschio di 350/400 kg, dava la caccia ad un cucciolo di otaria che, non vista, si era nascosta vicino ai due motori fuori bordo della "White Pointer II" di Chris Fallows che guidava la spedizione).

Chris, con il suo amico Rob Lawrence, furono tra i primi a verificare i racconti dei pescatori e a fotografare gli squali durante le spettacolari predazioni. Effettivamente Seal Island e la False Bay sono luoghi unici al mondo per l'osservazione di questa tecnica di caccia incredibilmente emozionante. Fallows è anche noto per le sue foto che lo hanno reso famoso a livello internazionale.

Vedere uno squalo che può arrivare pesare oltre una tonnellata e mezza e superare i 5 metri di lunghezza che emerge dalle onde con una velocità insospettabile ed una potenza devastante è una di quelle emozioni che lasciano il segno, che tolgono il fiato.

Le acque torbide, ricche di nutrienti, di quelle latitudini e la velocità delle prede hanno cambiato il modo di cacciare di questi squali che, è stato osservato con gli stessi esemplari in altre parti del mondo, varia anche in ragione della limpidezza del mare che renderebbe inutile altrimenti, il grande dispendio di energie necessarie al predatore per compiere queste "acrobazie". Non essere visti dalla preda, infatti, è fondamentale quando si ha a che fare con mammiferi rapidi e guardinghi come i leoni marini.

Qualche volta lo squalo riesce a sorprendere la vittima (la percentuale di successo si aggira intorno al 65% dei casi) ed allora il pasto è ricco di grassi e calorie. Qualche volta la preda sfugge e si rifugia in mezzo alle foreste di alghe (Kelp) o sull'isola dalla quale è venuta. Qualche volta, infine, si ripara grazie alla chiglia di una barca di passaggio ed allora può accadere di tutto, come uno squalo che, saltando con irruenza atterri, anziché in acqua, dentro una barca di ricercatori! Ma di questo vi racconterò la prossima volta…. Stay Connected

 
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