Roma, Formello, Campidoglio: in una mattinata che sa di passaggio di fase, la S.S. Lazio ha mostrato ufficialmente il progetto dello Stadio Flaminio già trasmesso al Comune di Roma. Alle 10:30, nel Training Center, la conferenza stampa ha svelato render e linee guida di un impianto pensato per essere moderno e funzionale, con l’ambizione dichiarata di restituire vita a un’architettura simbolo firmata Pier Luigi Nervi e di dare al club una casa stabile dopo decenni di convivenza all’Olimpico.

Nuovo Flaminio della Lazio: il render e l’idea architettonica “a matrioska”
Le immagini mostrate durante la presentazione raccontano un concept che punta a tenere insieme tutela e trasformazione: la base storica in cemento dell’opera di Nervi resta riconoscibile, mentre sopra prende forma un nuovo involucro leggero, pensato per aumentare capienza e servizi senza cancellare l’identità dell’impianto. La logica, descritta da più ricostruzioni giornalistiche come un sistema “a matrioska”, prova a conciliare i vincoli legati al valore dell’edificio con le necessità di uno stadio del calcio contemporaneo: visuali, coperture, hospitality, funzioni commerciali e spazi di lavoro.
Presentazione a Formello: Lotito e il team tecnico con Università e partner internazionali
Sul palco, introdotti dal giornalista DAZN Alessio De Giuseppe, sono intervenuti il presidente Claudio Lotito e i tecnici chiamati a mettere in piedi la proposta: oltre all’architetto Pierluigi Nervi, il coordinamento scientifico dell’Università La Sapienza con il prof. arch. Domenico D’Olimpio, il contributo dell’Università Roma Tre con il prof. Roberto De Lieto Vollaro, e la regia progettuale dello studio Archea Associati con l’architetto Marco Casamonti. Accanto alla filiera accademica e progettuale, spazio alla componente gestionale e commerciale con Legends Global Italia, Giuseppe Rizzello e l’ambassador Andrea Caloro, segnale che il dossier non riguarda solo tribune e campo, ma anche sostenibilità economica e utilizzo dell’impianto durante tutto l’anno.
Progetto Stadio Flaminio consegnato al Comune: costi, durata dei diritti e quadro normativo
Il punto politico-amministrativo è già scritto: Roma Capitale ha comunicato di aver ricevuto la documentazione della S.S. Lazio e che gli uffici competenti procederanno con analisi e valutazioni del fascicolo, passaggio necessario per avviare l’iter previsto. In parallelo, diverse fonti riportano che il piano presentato ha un valore complessivo nell’ordine di circa 480 milioni di euro e che la richiesta riguarda l’ottenimento dei diritti di superficie per un arco molto lungo (fino a 99 anni), elementi che rendono l’operazione una delle più rilevanti mai impostate sul fronte degli impianti sportivi romani. Il procedimento, secondo ricostruzioni, si muove nel perimetro del decreto legislativo 38/2021, con passaggi tecnici e conferenze istruttorie che dovranno verificare compatibilità urbana, trasporti, impatti sul quartiere e rispetto dei vincoli.
Cosa cambia per Roma: mobilità, servizi, area esterna e uso “non solo partita”
Nella narrazione del club, il Flaminio non è un progetto “solo stadio”. L’idea è un polo capace di funzionare ogni giorno: servizi, aree di accoglienza, spazi per eventi, soluzioni per l’accessibilità, connessioni con la mobilità dolce e gestione dei flussi nelle giornate di gara. I dettagli dovranno essere misurati sugli atti e sulle prescrizioni che arriveranno dagli uffici, ma il tema è già sul tavolo: riaprire un impianto oggi significa dimostrare che il quartiere regge e che i benefici non si riducono a 90 minuti di calcio. Ed è qui che si giocherà parte del confronto pubblico: parcheggi, trasporto pubblico, viabilità, rumore, sicurezza, calendario eventi.
Reazioni e messaggi: “Lazio del futuro”, sostenibilità economica e ruolo di Legends
Durante la presentazione, Lotito ha insistito su un messaggio identitario e industriale: lo stadio come asse della “Lazio del futuro”, dentro un orizzonte pluriennale. Sul piano economico, sono stati citati modelli societari e strumenti finanziari che dovrebbero sostenere l’investimento e la gestione, con l’idea che l’impianto possa generare ricavi autonomi grazie ai servizi e alle attività collegate. Legends, dal canto suo, ha inquadrato l’operazione come un progetto di grande peso sul mercato italiano, puntando su valorizzazione commerciale, sponsorship, experience e utilizzo dell’impianto oltre il match-day. In altre parole: non soltanto un rendering suggestivo, ma un piano che mira a stare in piedi anche quando la classifica non aiuta.
I prossimi passaggi in Campidoglio: istruttoria, valutazioni e calendario realistico
Ora il pallone passa agli uffici di Roma Capitale. La macchina amministrativa dovrà leggere il fascicolo, chiedere eventuali integrazioni, coinvolgere i soggetti competenti e stabilire i passaggi formali che portano alla valutazione del pubblico interesse e alle fasi successive. È il tratto in cui spesso i progetti si fermano o cambiano pelle, perché emergono prescrizioni su mobilità, mitigazioni, opere esterne, tempi e modalità di cantiere. La conferenza di Formello, però, segna un fatto: esiste un dossier consegnato, un progetto illustrato con una filiera tecnica riconoscibile, e una data d’inizio iter già formalizzata sul sito del Comune. Per la Lazio è un messaggio ai tifosi; per Roma, una pratica che entra nel circuito delle decisioni con tutte le responsabilità del caso.
