Strage di Crans-Montana: investigatori italiani in Svizzera, la Procura di Roma chiede tutti gli atti

L’iniziativa della Procura capitolina risponde a due esigenze: accelerare l’acquisizione degli atti e verificare in modo diretto le risultanze delle prime verifiche svolte in Svizzera
Di Lina Gelsi
Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Roma
Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Roma

La Procura di Roma è pronta a portare l’inchiesta italiana direttamente sul terreno dove si stanno muovendo gli inquirenti svizzeri: nell’indagine sulla strage di Crans-Montana, il pool di pm di piazzale Clodio intende inviare un team di investigatori della Squadra Mobile per affiancare gli omologhi elvetici durante le attività.

La richiesta è inserita nella rogatoria già trasmessa ai magistrati di Sion, titolari del fascicolo in Canton Vallese sul rogo che, la notte di Capodanno, ha provocato 40 morti, sei dei quali italiani.

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L’iniziativa della Procura capitolina risponde a due esigenze: accelerare l’acquisizione degli atti e verificare in modo diretto le risultanze delle prime verifiche svolte in Svizzera. Nella rogatoria, infatti, gli inquirenti chiedono la trasmissione dell’intera attività istruttoria condotta finora, compresa la documentazione legata alle autorizzazioni ottenute negli anni dal locale “Le Constellation”, ai controlli eseguiti dalle autorità locali e allo stato di applicazione della normativa antinfortunistica e delle misure di sicurezza.

È una richiesta ampia, che punta a ricostruire non solo l’innesco dell’incendio, ma anche il contesto di vigilanza, manutenzione e prevenzione.

Procura di Roma e rogatoria a Sion: gli atti richiesti su Constellation e verifiche precedenti

Nel mirino finiscono carte e procedure: licenze, eventuali prescrizioni, verbali di sopralluogo, certificazioni e ogni passaggio utile a capire se il locale operasse nel pieno rispetto delle regole e se i controlli abbiano intercettato criticità. La tragedia ha già acceso un dibattito pubblico anche fuori dai confini svizzeri, con richieste di un “cambio di passo” nei rapporti investigativi e nella circolazione delle informazioni.

Secondo quanto riportato, le autorità italiane stanno insistendo affinché la collaborazione sia piena e tempestiva, proprio per dare risposte alle famiglie e per chiarire le eventuali responsabilità.

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L’invio di investigatori della Squadra Mobile ha un valore operativo: consentire un confronto immediato sugli elementi raccolti, partecipare alle attività tecniche compatibili con l’ordinamento svizzero e seguire da vicino l’analisi della scena, dei materiali, dei filmati e delle testimonianze. È un passaggio che può ridurre i tempi di lettura degli atti e limitare il rischio di fraintendimenti interpretativi, soprattutto quando si entra nel dettaglio di autorizzazioni, norme locali e prassi di controllo.

Omicidio colposo e disastro colposo: il fascicolo a Roma e i nomi che potrebbero finire indagati

A Roma il procedimento, al momento, risulta aperto contro ignoti e ipotizza anche i reati di omicidio colposo e disastro colposo. Il punto di svolta, secondo quanto emerge, sarà l’arrivo degli incartamenti richiesti a Sion: solo allora, con un quadro documentale completo, la Procura potrà procedere con le prime iscrizioni.

Fra i nomi destinati a finire valutati dagli inquirenti vengono indicati i gestori Jacques Moretti e la moglie Jessica, già al centro dell’attenzione investigativa in Svizzera. La posizione, come sempre in questa fase, resta legata agli accertamenti e alla presunzione di innocenza.

Reazioni e conseguenze: famiglie delle vittime, istituzioni e pressing per tempi rapidi

L’annuncio dell’iniziativa della Procura di Roma si inserisce in un clima di forte attesa: le famiglie chiedono risposte su cause, eventuali omissioni e catena dei controlli. Sullo sfondo resta anche un effetto immediato in Italia: dopo la tragedia, diverse amministrazioni hanno richiamato l’attenzione su festeggiamenti in locali chiusi e sull’uso di dispositivi pirotecnici, con provvedimenti e verifiche rafforzate in varie realtà.

Il messaggio, in controluce, è chiaro: la sicurezza nei luoghi di intrattenimento non può dipendere da consuetudini o leggerezze, e ogni passaggio autorizzativo deve reggere alla prova dei fatti.

 
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