Tre giorni di sospensione decisi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, e un istituto che si ritrova al centro di un caso destinato a pesare a lungo sul rapporto fra scuola, famiglie e responsabilità educative. La dirigente dell’Istituto Pacinotti di Fondi e della sede di Santi Cosma e Damiano, Gina Antonetti, in una intervista ha detto di sentirsi “senza parole” dopo il provvedimento disciplinare collegato alla morte di Paolo Mendico, il ragazzo che si tolse la vita a 14 anni, alla vigilia del rientro in classe, lasciando diari che parlano di bullismo e di un malessere cresciuto nel tempo.
Valditara e la sospensione: cosa prevede il provvedimento sul Pacinotti
Il ministero ha disposto tre giorni di stop per la preside. Non è l’unica misura: risultano sanzionate anche la vicepreside, con una sospensione più lunga, e la responsabile della sede distaccata di Santi Cosma e Damiano, con un provvedimento intermedio. È un passaggio che, al netto degli aspetti tecnici, manda un segnale politico e istituzionale: davanti a un evento così grave, la macchina amministrativa cerca un punto fermo, anche sul piano disciplinare.
Le parole della preside Antonetti: “Travolta da accuse, non riesco a elaborare”
La dirigente racconta di sentirsi “travolta da un muro di cattiverie e accuse” e di non riuscire nemmeno a elaborare fino in fondo dolore e sofferenza per la morte del ragazzo. Dice di essere stata colpita proprio su ciò che, a suo avviso, rappresenta il cuore del lavoro educativo: l’ascolto degli studenti. Richiama progetti avviati a scuola per sostenere fragilità, sportelli di supporto, iniziative rivolte anche ai genitori. E descrive un ambiente scolastico “ferito” in ogni componente, dagli alunni agli adulti.
Il nodo delle segnalazioni: “Non c’era stata alcuna avvisaglia”
Uno dei passaggi più delicati riguarda le segnalazioni. La preside sostiene che, sul caso di Paolo, non sarebbero arrivati allarmi formali. Aggiunge che molti studenti e famiglie le starebbero esprimendo vicinanza, mentre i docenti si sentirebbero impauriti e traumatizzati dalla portata dell’accaduto. La frattura pubblica, però, resta: da un lato chi chiede di capire se la scuola abbia colto in tempo i segnali, dall’altro chi teme che l’attenzione si trasformi in un processo sommario.
Il tema istituzionale: responsabilità, ispezioni e “capri espiatori”
Su questo punto si inserisce anche la discussione nazionale che, ciclicamente, torna ogni volta che una tragedia coinvolge un minorenne. Associazioni e sindacati dei dirigenti scolastici parlano di un ruolo sempre più esposto, con responsabilità elevate e strumenti non sempre adeguati. Dall’altro lato, la domanda di giustizia e chiarezza delle famiglie chiede risposte verificabili: quali interventi sono stati attivati, quale catena informativa ha funzionato, quale no, e cosa si può cambiare perché un disagio non resti invisibile.
Il sit-in del 28 gennaio a San Cosma e Damiano: la protesta degli studenti
In queste ore prende forma anche una iniziativa degli studenti della sede distaccata frequentata da Paolo. È stato annunciato un sit-in per mercoledì 28 gennaio davanti alla scuola: non entreranno in classe per esprimere solidarietà all’istituto e ai docenti dopo la notizia della sospensione della preside, della vice e della responsabile di sede. Un gesto che fotografa una realtà spesso trascurata nel racconto pubblico: gli studenti non sono solo destinatari delle decisioni, ma soggetti che elaborano, reagiscono, prendono posizione.
Oltre il caso: cosa resta a scuola e nel territorio pontino
Il punto, per il Lazio e per la provincia di Latina, è evitare due errori speculari: archiviare tutto come fatalità, oppure trasformare l’intera vicenda in una caccia al colpevole che non produca prevenzione. Il caso Paolo Mendico riporta in primo piano bullismo, disagio adolescenziale, ruolo degli adulti, qualità delle relazioni educative. Se la sanzione disciplinare segna un passaggio, la vera partita si gioca su strumenti concreti: segnalazioni tracciabili, sportelli realmente accessibili, formazione continua, raccordo con servizi territoriali e ascolto strutturato delle famiglie.
