A Roma si riaccende lo scontro tra i tassisti e il potere mediatico-istituzionale. Vincenzo Cristofanelli, segretario regionale Fast Confsal Taxi, accusa una narrativa mediatica che generalizza comportamenti occasionali per screditare l’intera categoria. Denuncia mancanza di risposte dal Comune e proclama lo stato di agitazione. Intanto, il Comune sta avviando il rilascio di 1.000 nuove licenze e ha già emanato ordinanze per i turni taxi: ma sono operazioni che per la categoria risultano insufficienti.
Negli ultimi anni i tassisti romani hanno già indetto scioperi, manifestazioni, convocazioni in Prefettura. Oggi la tensione torna alta: le ragioni, le attese e le responsabilità sono al centro di un confronto che va ben oltre le polemiche televisive.
Cosa dicono i dati ufficiali su taxi e regolamentazione a Roma
Per comprendere lo scenario, è utile partire da qualche dato istituzionale:
- A Roma le licenze taxi sono circa 7.705 e si affiancano a circa 993 autorizzazioni NCC per il trasporto con conducente (dato riportato su Wikipedia nella scheda Trasporti a Roma).
- Il Comune, in risposta alle esigenze della città, ha disposto un ampliamento: 1.000 nuove licenze taxi saranno progressivamente rilasciate nelle prossime settimane, per aumentare la disponibilità dei mezzi nelle strade della capitale.
- Il rilascio delle nuove licenze è stato formalizzato con un comunicato ufficiale del Comune: “È iniziato oggi il rilascio progressivo di licenze che nelle prossime settimane porterà sulle strade di Roma 1.000 nuovi taxi”.
- Dal punto di vista della regolazione, il Comune ha pubblicato l’Ordinanza/Determinazione Dirigenziale n. QG/1864/2024 del 30 dicembre 2024, che disciplina i turni per il periodo 11 gennaio – 9 … (turni taxi).
- Il servizio ChiamaTaxi 060609, gestito da Roma Capitale, rimane il sistema ufficiale per chiamare o prenotare un taxi via app o telefono.
- Roma Mobilità gestisce le procedure relative alle licenze taxi e offre canali informativi per i tassisti tramite sportelli, l’app SolariQ e il numero unico 0657003.
- Sempre da fonti comunali, si segnala l’attivazione di ulteriori 33 defibrillatori a bordo dei taxi per migliorare la sicurezza sulle vetture, annunciato dal Comune come misura per rendere “le nostre strade più sicure”.
Questi elementi istituzionali mostrano che il Comune sta compiendo passi normativi e strutturali. Tuttavia, per la categoria dei tassisti non bastano “passi”: serve che le misure arrivino a incidere concretamente sulla quotidianità del lavoro, sulla sicurezza e sui controlli.
“Narrativa distorta e istituzioni remissive”
Accuse di generalizzazione mediatica
Cristofanelli denuncia che trasmissioni televisive recenti hanno preso casi di comportamenti scorretti e li hanno estesi a tutta la categoria. Così, pochi episodi individuali — che lui stesso condanna — vengono trasformati in uno stigma collettivo. Il sindacato vuole preservare la reputazione dei molti lavoratori onesti, spesso ignorati dal dibattito dominante.
La richiesta di un segnale politico
Da mesi il sindacato chiede un segnale politico forte: una convocazione istituzionale con agenda chiara su controlli, sicurezza, viabilità e attuazione dell’art. 29 (che regola taxi e NCC). Secondo Cristofanelli, la commissione consultiva convocata finora ha “toccato temi importanti ma in modo parziale”, ignorando le questioni urgenti.
Il sindacato lamenta che l’amministrazione — e in particolare il Sindaco — continui a “non ascoltare”. Malgrado ripetute sollecitazioni, l’azione concreta rimane insufficiente. Di qui la decisione di proclamare lo stato di agitazione, in attesa della prossima commissione, e di convocare la categoria per decidere le future mosse.
Le conseguenze per cittadini e territorio
La tensione interna alla categoria può avere ripercussioni ben oltre i confini del settore taxi. Le ricadute possibili:
- Peggioramento del servizio: conflitti, scioperi e denunce mediatiche possono indurre ritardi, minore puntualità e un clima di sfiducia nei confronti del trasporto taxi.
- Mobilità urbana più fragile: Roma già affronta gravi criticità nel trasporto pubblico, problemi di capillarità, carenza di mezzi. In un contesto in cui molti utenti si affidano al taxi per coprire tratte non ben servite, il disallineamento tra istituzioni e tassisti può ridurre l’efficacia complessiva del sistema mobilità.
- Percezione negativa: l’immagine di una categoria “macchiata” può spingere cittadini e turisti a diffidare del servizio taxi, con riflessi anche sulla domanda stessa.
- Rischio di astensioni selvagge: se le istituzioni non rispondessero, il sindacato rischia che l’agitazione sfoci in astensioni non programmate, con impatti improvvisi sul traffico cittadino.
Le richieste concrete fatte dal sindacato
Alla luce dei problemi denunciati e dei dati disponibili, le richieste chiave avanzate da Fast Confsal Taxi includono:
- Controlli più stringenti su abusi, comportamenti irregolari e concorrenza sleale.
- Rafforzamento della sicurezza per i tassisti, adottando strumenti come barriere, sistemi di allarme, formazione e supporto da parte delle forze dell’ordine.
- Piano per la viabilità e corsie dedicate, per migliorare la fluidità del servizio in aree trafficate e ridurre i tempi morti.
- Rafforzamento del ruolo delle commissioni consultive con agenda vincolante, non interlocutoria.
- Applicazione concreta dell’art. 29, ossia attenzione normativa e sanzionatoria legata all’attività taxi/NCC.
- Dialogo permanente con l’amministrazione, con incontri congiunti e tempi certi.
- Protezione dai danni alla reputazione, chiedendo un intervento pubblico delle istituzioni per tutelare l’immagine della categoria.
L’atteggiamento del Comune di Roma e le contromisure
Da parte dell’amministrazione capitolina sono arrivati alcuni segnali:
- L’avvio del rilascio delle nuove licenze (1.000 mezzi) – misura che punta ad aumentare l’offerta di taxi in città.
- L’emanazione dell’ordinanza dirigenziale sui turni taxi.
- La promozione del sistema ChiamaTaxi 060609, con canale ufficiale per la chiamata e la pianificazione del servizio.
- L’installazione di defibrillatori a bordo taxi, misura orientata alla sicurezza urbana.
Tuttavia, secondo il sindacato, queste mosse non bastano. Ciò che manca è un segno politico forte – un impegno chiaro da parte del sindaco, un cronoprogramma vincolante, e la responsabilità istituzionale di intervenire dove il mercato e i controlli tradizionali non arrivano.
Il nodo centrale è questo: non basta lamentarsi dei media, né limitarsi ad annunci normativi. Se la categoria dei tassisti romani vuole uscire dallo stereotipo mediatico e recuperare dignità, servono strutture, regole chiare, sanzioni efficaci e un dialogo vero tra sindacati e istituzioni.
Roma non può permettersi che la mobilità si frammenti ancora di più: la città ha bisogno di servizi integrati, stabilità e affrontare il nodo dei taxi in modo organico. Il sindacato e i tassisti sono pronti, ma le istituzioni devono fare la loro parte.