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Telemarketing, beffa dopo lo scudo anti-spam, pioggia di chiamate con numeri esteri

Dopo l’attivazione dello scudo anti-spam, aumenta il telemarketing con numeri esteri. Autorità e associazioni monitorano il fenomeno e chiedono correttivi
Di Alessandra Monti
Tecnico aziona i cavi di collegamento telefonico
Call center, pexels, field engineer

Un’ondata di telefonate con prefissi stranieri sta raggiungendo gli smartphone italiani negli ultimi giorni. A generarla non è un improvviso interesse internazionale, bensì l’impatto inatteso dello scudo anti-spam entrato in funzione il 19 novembre, pensato per ridurre le telefonate da numeri nazionali camuffati. Mentre il filtro sta mostrando efficacia contro i contatti irregolari con numeri italiani falsificati, diversi call center hanno già virato su linee estere, facili da reperire e difficili da controllare con gli strumenti attuali. Le associazioni dei consumatori segnalano un incremento significativo dei reclami e l’Autorità per le comunicazioni ha confermato verifiche in corso su dinamiche e volumi.

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Telemarketing e numeri esteri: perché il nuovo scudo ha cambiato lo scenario

Secondo i dati raccolti dalle principali sigle che tutelano gli utenti, il funzionamento del nuovo sistema anti-abusi ha immediatamente ridotto le chiamate indesiderate provenienti da numeri italiani fittizi. Lo scudo infatti richiede ai call center una validazione certificata della numerazione usata per le campagne commerciali. Le rilevazioni iniziali dell’Autorità mostrano un calo evidente delle telefonate mascherate con prefissi nazionali, uno dei metodi più diffusi nel marketing aggressivo. La misura ha però prodotto un effetto a catena: molti operatori non in regola hanno ripiegato su linee registrate all’estero, che sfuggono ai controlli previsti dalla normativa italiana e permettono di continuare le attività senza autentiche verifiche di identità.

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Un incremento improvviso di telefonate spam

L’aumento di chiamate con numeri europei o extraeuropei, spesso associati a campagne vendite di telefonia ed energia, ha sorpreso migliaia di persone. Le segnalazioni indicano che molte telefonate vengono effettuate in orari non regolamentati e seguono schemi simili: una voce preregistrata o un operatore che propone offerte e contratti mai richiesti, con modalità poco rispettose del diritto all’informazione chiara. Gli utenti raccontano difficoltà nel bloccare sistematicamente questi contatti, perché i prefissi cambiano di continuo e vengono gestiti da centrali che operano fuori dal perimetro normativo italiano. Le associazioni che raccolgono le lamentele spiegano che la rapidità con cui il fenomeno è cresciuto dimostra la presenza di organizzazioni pronte ad adattarsi appena un nuovo filtro diventa operativo.

Le verifiche dell’Autorità e il ruolo delle aziende che offrono “scappatoie”

L’Autorità per le comunicazioni ha avviato un monitoraggio tecnico per capire in che modo i call center stiano sfruttando numeri internazionali e quali margini di intervento siano disponibili. Nel frattempo emergono offerte commerciali rivolte agli stessi call center: alcune società, anche fuori dall’Italia, promuovono pacchetti che includono numerazioni straniere e sistemi per aggirare controlli e blocchi. Si tratta di servizi pubblicizzati apertamente online, spesso con tariffe aggressive e promesse di anonimato. Le associazioni chiedono che queste pratiche vengano segnalate alle autorità competenti, perché alimentano un mercato opaco che danneggia utenti e operatori seri.

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Perché il telemarketing continua a trovare varchi

Lo spostamento su numeri esteri non rappresenta una violazione immediata delle norme italiane, ma apre interrogativi sulla capacità del sistema di protezione di adattarsi. Gli esperti ricordano che il telemarketing lecito richiede consenso esplicito, informato e revocabile in ogni momento, indipendentemente dalla provenienza del numero. Tuttavia, quando le chiamate arrivano da server e centrali operativi fuori dai confini nazionali, la tracciabilità diventa complessa e i tempi delle indagini si allungano. Per questo le associazioni suggeriscono un coordinamento europeo più forte e strumenti tecnici condivisi, utili a identificare reti che operano con molteplici prefissi e cambiano numero in modo rapido.

Le possibili contromisure

Mentre le verifiche proseguono, esperti del settore e rappresentanti dei consumatori propongono alcuni correttivi: potenziare le blacklist internazionali, migliorare la cooperazione con gli organismi di altri Paesi, introdurre regole più chiare per le aziende che vendono l’accesso a numeri esteri e aggiornare gli strumenti utilizzati dagli operatori telefonici per filtrare traffico sospetto. L’obiettivo è impedire che la pressione commerciale ricada ancora sugli utenti, già provati da anni di telefonate insistenti. La protezione reale, spiegano gli esperti, richiede un mix di tecnologia, controlli e trasparenza.

 
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Cronaca

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