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11 Giugno 2021

Pubblicato il

Tentato omicidio Sezze, arrestati due giovani: aggredirono “per sfogarsi”

di Redazione

I due indagati avrebbero causato la frattura del cranio di un cittadino di origini romene

tentato omicidio Sezze
Polizia di Stato

La Polizia di Stato di Latina ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare per tentato omicidio avvenuta a Sezze (Latina). Riportiamo il comunicato delle forze dell’ordine.

Tentato omicidio Sezze, un indagato è minorenne

Gli arrestati sono due giovani – un 17enne di Priverno (LT), accompagnato in un Istituto Penale Minorile ed un 20enne di Sezze (LT), in carcere. I due soggetti lo scorso 30 marzo, a Sezze (LT), picchiarono brutalmente un cittadino romeno.

Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile sono state avviate immediatamente dopo il ricovero presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina dello straniero, rinvenuto esanime in strada, lungo via Porta Sant’Andrea.

Nonostante l’accertata presenza di numerose persone sul posto, in pieno centro cittadino del paese, i poliziotti hanno riscontrato ritrosia e notevole difficoltà nel trovare testimoni diretti dell’accaduto. Ma le minuziose investigazioni svolte, corroborate da attività di natura tecnica, hanno chiarito la dinamica dei fatti.

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Aggredirono per “mera voglia di sfogarsi”

Si è trattato di un’aggressione per futili motivi, posta in essere da due giovani del luogo.

Il minorenne ha colpito la vittima con uno schiaffo al volto ed il ragazzo maggiorenne – il quale pratica la boxe a livello amatoriale – gli ha sferrato un violento pugno al mento che lo fatto cadere sull’asfalto, provocandogli la frattura del cranio ed un’emorragia cerebrale.

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Il tutto è verosimilmente accaduto per la mera voglia di sfogarsi, approfittando del fatto che lo straniero si presentasse poco reattivo ed in stato confusionale perché in evidente stato di ebrezza alcolica. Sottoposto a delicati interventi chirurgici, ora non è più in pericolo di vita.

Le indagini svolte hanno quindi permesso di far piena luce sulla vicenda, che inizialmente pareva doversi ricondurre ad un malore in strada.

Hanno inoltre evidenziato da un lato la scaltrezza degli indagati, i quali si davano da fare per precostituirsi un alibi, “dopo essersi fatti scoprire”. E dall’altro ritrosia ed omertà di molte persone a conoscenza dei fatti, di fronte alla possibilità che in paese si potesse sapere cosa avessero realmente fatto due giovanissimi del posto.

Così conclude il comunicato delle forze dell’ordine.

Immagine di Archivio

 
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