Nel cuore di Bolzano esiste un indirizzo capace di raccontare la città attraverso profumi, bellezza, cucina e ospitalità: è Thaler, storico nome nato nel 1763 e diventato negli anni un vero palazzo dedicato ai sensi. Al quinto piano, sopra i Portici, il ristorante Arome completa questa esperienza con la cucina dello chef Gottfried Messner e una terrazza affacciata sul Duomo, sui tetti del centro e sulle montagne altoatesine. Un luogo in cui la visita può cominciare da una fragranza rara e terminare davanti a un piatto, lasciando la sensazione di avere attraversato mondi diversi senza mai uscire dallo stesso edificio.
Thaler a Bolzano, una storia cominciata nel 1763 e diventata esperienza
Definire Thaler una profumeria sarebbe riduttivo. Il suo legame con Bolzano dura da oltre due secoli e mezzo e l’edificio dei Portici 69 raccoglie oggi molte anime: fragranze, cosmetica, make-up, trattamenti beauty, gastronomia, ristorazione e persino spazi dedicati all’ospitalità. È un modello particolare, soprattutto perché ogni ambiente mantiene una propria identità pur facendo parte dello stesso racconto.
La sensazione più interessante nasce proprio dal passaggio da un piano all’altro. Al livello dedicato alle fragranze artistiche l’atmosfera richiama una profumeria di altri tempi, con essenze rare e marchi di nicchia scelti per un pubblico che cerca nel profumo qualcosa di profondamente personale.
Qui la fragranza smette di essere un semplice accessorio e diventa memoria, carattere, desiderio, riconoscimento. Una scelta capace di raccontare chi la indossa prima ancora delle parole.
La selezione è molto ampia e comprende grandi nomi internazionali accanto a maison specializzate nella profumeria artistica: Maison Francis Kurkdjian, Memo Paris, Nasomatto, Orto Parisi, Penhaligon’s, Serge Lutens, Creed, Diptyque, Frederic Malle, Byredo, Lorenzo Villoresi e molte altre.
Nel palazzo dei profumi c’è anche Roma, racchiusa dentro una fragranza
Per un visitatore romano c’è un dettaglio che merita attenzione particolare: la presenza di Profumum Roma, casa che porta già nel nome un rapporto diretto con la Capitale e costruisce le proprie creazioni attorno a ricordi, luoghi, emozioni e suggestioni italiane.
Il catalogo attraversa nomi evocativi come Acqua di Sale, Acqua e Zucchero, Acqua Viva, Battito d’Ali, Dulcis in Fundo, Ichnusa, Orangea, Rosea Mundi, Soavissima e Vanitas. Fragranze caratterizzate da una concentrazione importante di essenze e pensate per lasciare una presenza persistente sulla pelle.
È qui che l’identità di Thaler diventa ancora più interessante. Bolzano, città di confine e di incontri culturali, ospita un assortimento capace di mettere in comunicazione mondi lontani: la tradizione mitteleuropea, la profumeria francese, quella italiana, le produzioni contemporanee di ricerca.
Entrare significa quindi concedersi tempo. Annusare, aspettare che una fragranza cambi sulla pelle, riconoscere una nota conosciuta e lasciarsi sorprendere da quella che arriva dopo.
Arome al quinto piano, la cucina di Gottfried Messner sopra Bolzano
Poi si sale. E il viaggio cambia linguaggio.
Al quinto piano si trova Arome, il ristorante guidato dallo chef Gottfried Messner, con una grande terrazza e una visuale che abbraccia il Duomo di Bolzano e il profilo delle montagne. Il ristorante è aperto dal martedì al sabato dalle 12 alle 23, con cucina dalle 12 alle 14.30 e dalle 18 alle 21.30.
È forse questo passaggio dalla profumeria alla tavola a rendere Thaler così difficile da paragonare ad altri luoghi. Profumo e cucina lavorano entrambi sulla memoria sensoriale: aromi, consistenze, temperatura, intensità e persistenza. In uno stesso palazzo queste due dimensioni finiscono inevitabilmente per parlarsi.
La cucina di Messner mostra un’identità molto leggibile. La base altoatesina rimane presente, ma dialoga con ingredienti e suggestioni mediterranee senza perdere precisione.
Il menu offre, per esempio, tartare di manzo con finferli marinati, burro salato e focaccia; polpo con patate, pak choi e cavolo rapa; risotto con ragù di selvaggina e finferli. Accanto a questi piatti arrivano spaghetti con tartare di gamberi, burrata, pomodoro e lime, filetto di manzo con finferli e purè di patate, cotoletta di vitello alla viennese con patate arrosto e mirtilli rossi.
C’è poi un pesce spada grigliato alla siciliana servito con caponata e pinoli che dice molto dell’apertura mediterranea della cucina. Il percorso può chiudersi con una crostata al limone accompagnata dalle fragole della Val Martello e sorbetto, oppure con mango, ananas e spuma di cocco. È disponibile anche un menu sorpresa di quattro portate a 70 euro, previsto per almeno due persone.
Dall’Alto Adige al Mediterraneo, la tavola racconta una cucina senza confini rigidi
La parte più convincente del lavoro di Messner sembra risiedere proprio nella capacità di tenere insieme territori gastronomici diversi senza trasformare il piatto in un esercizio.
I finferli e la selvaggina parlano immediatamente dell’Alto Adige. La caponata, il pomodoro, la burrata, il lime, il pesce spada portano il pensiero più a sud. Le fragole della Val Martello riportano nuovamente sulle montagne.
È una cucina che sembra seguire una geografia personale prima ancora di quella fisica.
Ed è interessante che tutto questo avvenga sopra un palazzo nel quale, pochi metri più in basso, un visitatore può compiere un viaggio analogo attraverso le essenze. Agrumi, legni, fiori, spezie, note marine, accenti gourmand: il vocabolario della profumeria contiene parole che appartengono anche alla cucina.
Da Arome queste corrispondenze diventano quasi inevitabili.
Non soltanto ristorante e profumeria: dentro Thaler c’è un piccolo mondo
L’edificio conserva altre sorprese. Il Bar Perlage è dedicato alle bollicine e propone anche piatti del giorno per il pranzo. Il Canederli Bistro porta in tavola uno dei simboli gastronomici dell’Alto Adige attraverso versioni dolci e salate, disponibili anche da asporto. Esistono inoltre una sala fumatori affacciata su Piazza delle Erbe e servizi dedicati a chi raggiunge la struttura in bicicletta.
Il Beauty Space completa il percorso con parrucchiere, trattamenti cosmetici, massaggi, manicure, pedicure e altri servizi dedicati alla cura personale. A questo si aggiungono le Thaler Rooms, pensate per chi vuole pernottare direttamente nel centro di Bolzano e vivere il palazzo senza limitarsi alla visita di qualche ora.
Tutto parte però dall’indirizzo storico dei Portici 69.
È lì che una storia iniziata nel 1763 continua a cambiare forma senza perdere il proprio legame con Bolzano. Quasi tre secoli sono un tempo enorme per qualsiasi attività commerciale; diventano ancora più significativi quando il luogo riesce ad aggiornarsi mantenendo riconoscibile la propria personalità.
Perché Thaler Arome merita una tappa durante un viaggio a Bolzano
Vale la pena entrarvi anche soltanto per comprendere una parte dell’identità contemporanea di Bolzano: elegante, internazionale, profondamente legata all’Alto Adige e allo stesso tempo curiosa verso il Mediterraneo e il resto d’Europa.
Poi vale la pena arrivare fino in cima, sedersi da Arome, osservare il Duomo da una prospettiva diversa e lasciare che Gottfried Messner racconti la propria cucina completa il percorso. Profumo e gusto sembrano lontanissimi finché non ci si accorge che entrambi lavorano nello stesso luogo della nostra memoria.
Forse è questa la ragione per cui il palazzo Thaler rimane impresso. Si entra seguendo un’essenza, si sale seguendo un aroma e si esce portandosi dietro il ricordo di Bolzano.
