Tivoli, B&B trasformato in base per lo spaccio di cocaina: arrestato 50enne dopo giorni di controlli

I poliziotti avrebbero sorpreso l’uomo mentre, a bordo della sua auto, cedeva sostanza stupefacente a un cliente
Di Fabio Vergovich
Tivoli, materiale sequestrato in una stanza di un B&B
Tivoli, materiale sequestrato in una stanza di un B&B

A Tivoli un bed and breakfast sarebbe stato trasformato in una base logistica per lo spaccio di droga. È questo il quadro emerso da un’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto, il 27 marzo, di un cinquantenne originario di Bari ma residente nel territorio tiburtino, gravemente indiziato del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si muoveva con continuità in auto, incontrava varie persone per pochi minuti e poi ripartiva, con modalità ritenute compatibili con una fitta attività di cessione al dettaglio. Dopo l’arresto, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli ha convalidato il fermo e disposto per lui gli arresti domiciliari.

L’operazione della Polizia a Tivoli e i sospetti nati dai movimenti dell’uomo

L’indagine è partita da un elemento semplice ma significativo: i movimenti considerati insoliti del cinquantenne. Gli agenti del Commissariato di Tivoli, notando gli spostamenti ripetuti dell’uomo e la frequenza di incontri molto brevi con persone diverse, hanno deciso di avviare un’attività di osservazione mirata.

Il fatto che alloggiasse in un B&B della zona ha aggiunto un dettaglio importante al quadro investigativo, perché lasciava ipotizzare un punto d’appoggio temporaneo, utile a rendere meno visibile l’attività e a cambiare assetto con facilità.

Il controllo del territorio, in casi di questo tipo, si fonda spesso proprio sulla capacità di leggere comportamenti apparentemente ordinari ma ripetuti con una regolarità anomala. La permanenza in una struttura ricettiva, gli incontri rapidi, gli spostamenti continui in macchina e il contatto con più persone nell’arco di poco tempo sono stati ritenuti elementi sufficienti per approfondire. Da lì è partito il pedinamento che ha consentito agli investigatori di arrivare, secondo l’accusa, al momento chiave dell’intervento.

La cessione in auto e il blitz che ha fatto scattare l’arresto

Nella tarda mattinata del 27 marzo i poliziotti avrebbero sorpreso l’uomo mentre, a bordo della sua auto, cedeva sostanza stupefacente a un cliente. È stato quel passaggio a far scattare l’intervento immediato. Gli agenti hanno bloccato il cinquantenne e hanno proceduto alle verifiche sul veicolo e sulla persona, trovando un primo riscontro concreto ai sospetti coltivati nelle ore precedenti.

All’interno dell’auto sarebbero state rinvenute numerose dosi di cocaina. Addosso all’uomo, inoltre, gli investigatori hanno trovato due telefoni cellulari e banconote di piccolo taglio, ritenute presumibilmente compatibili con l’attività di vendita al dettaglio. Si tratta di elementi che, letti nel loro insieme, delineano un’impostazione operativa tipica dello spaccio di strada: dosi già pronte, contatti rapidi, liquidità immediata e dispositivi utili a gestire chiamate e appuntamenti.

Il B&B come base logistica: trovate circa 150 dosi e oltre 3.500 euro

La parte più rilevante dell’operazione è emersa però con la successiva perquisizione nella stanza del B&B dove il cinquantenne alloggiava. Lì gli agenti hanno trovato, secondo quanto comunicato, circa 150 dosi di stupefacente, oltre 3.500 euro in contanti nascosti dentro una giacca, materiale per il confezionamento e un quaderno con appunti, nomi e cifre che potrebbero essere collegati all’attività di spaccio.

È un dettaglio che pesa in modo particolare nell’economia dell’indagine, perché suggerisce l’esistenza di una gestione organizzata e non occasionale. La presenza del materiale per confezionare la droga, unita al denaro e alle annotazioni, farebbe pensare a un sistema già strutturato, con contatti, contabilità informale e disponibilità di sostanza pronta per essere immessa sul mercato locale.

Arresti domiciliari dopo la convalida del Gip di Tivoli

Tutto il materiale ritenuto pertinente al reato è stato sequestrato. Per l’uomo è scattato l’arresto da parte degli agenti del Commissariato di Tivoli, poi vagliato dall’autorità giudiziaria. Il Gip del Tribunale di Tivoli ha convalidato l’arresto, ritenuto correttamente eseguito, disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari.

La decisione del giudice segna un passaggio rilevante, perché conferma la tenuta del lavoro svolto nella fase iniziale dell’intervento e consente di mettere in sicurezza gli elementi raccolti.

Allo stesso tempo, l’adozione dei domiciliari fotografa una fase ancora iniziale del procedimento, in attesa di ulteriori sviluppi. Resta fermo, come previsto dalla legge, che l’uomo è da considerarsi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

 
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