Il randagismo felino a Tivoli entra in una fase di gestione più ordinata e concreta. Con il progetto “SOS Gatti – Progetto in comune”, ALFA OdV e Comune di Tivoli hanno già censito e sterilizzato 65 gatti appartenenti a 8 colonie locali: 42 femmine e 23 maschi.
Un primo bilancio che racconta un intervento costruito sul campo, accanto ai cittadini che ogni giorno accudiscono gli animali liberi, spesso senza strumenti sufficienti per contenere nuove nascite e situazioni sanitarie difficili.
Il percorso, già sperimentato anche a Cervara di Roma, ora si prepara ad arrivare a Marcellina (Rm), dove l’amministrazione ha avviato le procedure per inserirsi nello stesso modello di tutela animale e decoro urbano.
SOS gatti a Tivoli, perché il progetto ALFA sta dando risultati concreti
Il cuore dell’iniziativa è semplice da spiegare e complesso da realizzare: individuare le colonie feline, censire gli animali, procedere con la cattura, effettuare visita veterinaria e sterilizzazione, seguire la degenza post operatoria e riportare i gatti nelle colonie d’origine quando le condizioni lo consentono.
Non si tratta di un’azione sporadica, ma di un metodo che punta a ridurre nel tempo il numero di cucciolate incontrollate, migliorando le condizioni di vita degli animali già presenti sul territorio.
A Tivoli il progetto è partito a febbraio e ha già prodotto numeri significativi: 65 gatti presi in carico, monitorati e sterilizzati in 8 colonie. Il dato più rilevante riguarda le 42 femmine, perché la sterilizzazione delle gatte incide in modo diretto sulla stabilizzazione della popolazione felina. In assenza di interventi programmati, anche una sola colonia può crescere rapidamente, mettendo in difficoltà chi se ne occupa e aumentando i rischi sanitari per gli animali.
La logica del progetto non è quella dello spostamento indiscriminato degli animali, ma della gestione etica delle colonie. Dopo le cure e il recupero, i gatti idonei tornano nel luogo in cui vivevano, mantenendo il loro riferimento territoriale, ma senza alimentare nuove riproduzioni.
È un punto importante, perché consente di rispettare l’equilibrio degli animali liberi e allo stesso tempo di ridurre la pressione sui volontari locali.
Colonie feline di Tivoli, il ruolo dei cittadini e dei referenti sul territorio
Il lavoro sarebbe impossibile senza chi conosce davvero le colonie. I cittadini e i referenti locali sono stati decisivi per segnalare i gruppi di gatti, indicare le situazioni più urgenti, aiutare a ricostruire abitudini, orari e condizioni degli animali. In un intervento di questo tipo, la precisione delle segnalazioni può fare la differenza: sapere dove si trova una colonia, quanti animali la compongono, quali esemplari sono più fragili e quali hanno bisogno di cure permette di non disperdere energie.
La presenza dei volontari indipendenti è spesso il primo argine al disagio animale, ma non può essere l’unico. Chi porta cibo, controlla lo stato dei gatti, si accorge di ferite, malattie o cucciolate improvvise, svolge un compito prezioso.
Quando però le colonie crescono senza controllo, la buona volontà non basta più. Servono catture sicure, trasporti, veterinari, spazi per la degenza, tempi di recupero e un coordinamento capace di tenere insieme tutte queste fasi.
Proprio qui entra in gioco la collaborazione con il Comune di Tivoli, che ha garantito il supporto logistico necessario per rendere operative le attività di cattura e trasporto. L’azione pubblica, in questo caso, non sostituisce il volontariato, ma lo sostiene e gli permette di lavorare con maggiore efficacia.
Sterilizzazione gatti a Tivoli, i quattro casi più fragili e le cure in ambiente protetto
Non tutti gli animali intercettati dal progetto hanno potuto fare subito ritorno nella colonia d’origine. Quattro gatti, segnati da condizioni particolarmente difficili, sono stati presi in carico da ALFA in ambiente protetto, d’intesa con le persone che li accudivano. Per loro il percorso sarà diverso: cure, recupero fisico, valutazione sanitaria e, appena possibile, ricerca di una famiglia adottiva.
È uno degli aspetti più delicati dell’intervento, perché mostra che la sterilizzazione non è l’unico obiettivo. In alcune situazioni la strada lascia conseguenze profonde: debilitazione, ferite, paura, malattie non curate.
Riportare subito un animale fragile nel contesto da cui proviene può non essere la scelta giusta. Per questo la presa in carico dei casi più vulnerabili rappresenta una parte essenziale del progetto, capace di unire prevenzione e soccorso.
Anche questo passaggio alleggerisce il peso sostenuto dai cittadini che accudiscono le colonie. Molti volontari locali, infatti, si trovano spesso davanti a casi sanitari complessi senza disporre di spazi, strumenti e risorse adeguate. Avere un’associazione strutturata accanto consente di trasformare una situazione di emergenza continua in un percorso ordinato.
Randagismo felino, la rete ALFA-Comune come modello stabile
La responsabile del settore oasi feline di ALFA, Simona Morozzi, ha sintetizzato il senso dell’intervento collegando Tivoli al lavoro già svolto a Cervara di Roma: quando istituzioni e terzo settore collaborano a supporto del volontariato locale, i risultati arrivano. Il punto, però, riguarda la continuità.
Il randagismo felino non si risolve con una campagna isolata, perché le colonie cambiano, nuovi animali possono comparire, le segnalazioni aumentano e le nascite riprendono se il monitoraggio si interrompe.
Per questo l’auspicio di ALFA è che la gestione etica diventi un programma permanente e una prassi amministrativa. Non basta intervenire quando la situazione è già fuori controllo. Serve un sistema capace di raccogliere segnalazioni, programmare sterilizzazioni, seguire gli animali dopo gli interventi e mantenere un rapporto stabile con chi vive il territorio ogni giorno.
Il progetto “SOS Gatti – Progetto in comune” si muove proprio in questa direzione: non scarica la responsabilità sui singoli cittadini e non lascia soli i piccoli gruppi di volontari. Al contrario, costruisce una rete nella quale ognuno ha un ruolo: i referenti segnalano e monitorano, l’associazione gestisce le attività sanitarie e operative, il Comune sostiene la parte logistica. È una formula concreta, replicabile, già pronta a uscire dai confini di Tivoli.
Da Tivoli a Marcellina, il progetto SOS Gatti si allarga
Il prossimo passaggio riguarda Marcellina. Dopo Cervara di Roma e Tivoli, anche questo Comune ha avviato il percorso per portare sul proprio territorio le attività di monitoraggio e sterilizzazione. La scelta conferma che il tema del randagismo felino viene ormai letto anche come questione di amministrazione locale: tutela animale, igiene, decoro urbano, sostegno ai cittadini che già si occupano delle colonie.
L’arrivo del modello a Marcellina è un segnale importante perché dimostra che le buone pratiche possono spostarsi da un territorio all’altro, adattandosi alle esigenze locali. Ogni Comune ha colonie diverse, numeri diversi, volontari con esperienze diverse, ma il metodo può restare lo stesso: censimento, presa in carico, sterilizzazione, degenza, reimmissione quando possibile e protezione per i casi più fragili.
A Tivoli i primi 65 gatti curati e monitorati indicano una direzione precisa. Il risultato non chiude il problema, ma mostra che una gestione ordinata è possibile quando la sensibilità dei cittadini incontra l’organizzazione di un’associazione e il sostegno dell’amministrazione. La tutela dei gatti liberi passa da qui: meno improvvisazione, più continuità, interventi mirati e una rete capace di non lasciare soli né gli animali né chi se ne prende cura.
