Posto in Europa

Torino-Roma 0-3: Europa League in tasca e ora tutto su Tirana

La posta in gioco era alta, le distrazioni erano molte, ma la Roma ha risposto presente e si è assicurata l’Europa League. Senza dover attendere i risultati di Fiorentina e Atalanta in Serie A e della finale di Conference League. Oltre al risultato torna l’entusiasmo e la fiducia in casa giallorossa: la vittoria in campionato mancava dal 10 aprile.

José Mourinho dalla panchina si confronta con arbitro e giocatori della Roma
José Mourinho (© Foto di Claudio Pasquazi per Il Quotidiano del Lazio)

Torino-Roma: la cronaca della partita

È una Roma concentrata quella in campo al “Grande Torinio”, con una formazione inziale che indica la necessità di non pensare troppo alla finale di Tirana. La prima chance arriva al 18’ da calcio piazzato con Kumbulla, che di testa chiama in causa i riflessi di Berisha da distanza ravvicinata. È proprio la concentrazione a fare la differenza, con la Roma che sfrutta le disattenzioni granata. Al 33’ una palla orizzontale lenta di Brekalo viene aggredita da Pellegrini che imbuca al centro per Abraham che gira, Zima scivola nella marcatura e insacca tornando al gol in Serie A dopo un digiuno di 7 partite.

Al 41’ altra palla rischiosa della retroguardia Toro che regala il raddoppio: stavolta è Ricardo Rodriguez che appoggia verso il proprio portiere una palla troppo morbida sulla quale si avventa Abraham. L’attaccante anticipa Berisha che lo stende, calcio di rigore trasformato per il gol numero 17 in Serie A: è l’inglese è diventato il giocatore con più gol in una singola stagione del campionato italiano.

Inizio ripresa con il Toro che prova a rientrare in partita. Pobega impegna Rui Patricio, Belotti di testa non trova la porta, ma i granata soffrono troppo l’aggressività giallorossa. All’ora di gioco un’altra palla recuperata sulla trequarti dà la possibilità a Veretout di chiudere il match, con Berisha che si distende e allunga in corner. Roma che chiude il match ad un quarto d’ora dalla fine con Zaniolo che appena subentrato a Shomurodov, conquista un calcio di rigore, il secondo della serata, trasformato stavolta da Pellegrini.

Mentalità giusta

Dopo il pareggio con il Venezia, la Roma si è dovuta impegnare fino all’ultima partita di campionato per assicurarsi un piazzamento valevole per l’Europa della prossima stagione. Con la finale a cinque giorni di distanza il rischio di affrontare questo Torino-Roma “con la testa già a Tirana” era elevato. Alla fine la squadra deconcentrata in campo si è rilevata essere quella avversaria, che ha regalato i primi due gol ai giallorossi bravi però ne pressing alto. La squadra di Mourinho si è spianata la strada con un mix di meriti suoi e demeriti altrui, concedendosi così un finale di gara sereno. È utile risparmiare qualche energia, anche mentale.

Rotazioni

A livello di energie fisiche, in torino-Roma Mourinho ha cercato comunque di gestire il minutaggio di alcuni dei titolarissimi. Con Mkhitaryan ancora in dubbio per mercoledì, Smalling e Zaniolo non ancora al meglio, a riposo dall’inizio anche Karsdorp e Cristante. Rotazioni sulle fasce possibili anche grazie al rientro di Spinazzola, che mette minuti nelle gambe: dopo il primo tempo contro il Venezia, l’azzurro è rimasto in campo 82 minuti. Al 58’ Karsdorp fa la staffetta con Zalewski, mentre Cristante sostituisce Oliveira. Zaniolo rileva Shomurodov nell’ultimo quarto d’ora e si procura il rigore della tranquillità. Ancora in campo per tutta la partita Tammy Abraham, al quale Mou non vuole mai rinunciare.