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25 Settembre 2020

Pubblicato il

Tossicodipendenze: chiude l’agenzia capitolina

di Redazione

A deciderlo una memoria della giunta. Rita Cutini: "Non è un passo indietro, ma un passo avanti"

L’Agenzia capitolina sulle Tossicodipendenze chiude: così è deciso.
A stabilirlo, la giunta di Roma Capitale, che con una memoria ha avviato un percorso di internalizzazione dell’Agenzia nel dipartimento Politiche Sociali.

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Una decisione che preoccupa e fa discutere molti: si tratta, infatti, di una struttura importante, punto di riferimento per le persone affette da dipendenze, ogni tipo di dipendenza, non solo quella da stupefacenti.
Non solo. L’Agenzia, nata nel 1998 come “Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze”, diventata poi “Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze” a seguito della nascita di Roma Capitale, è stata voluta, sostenuta, aiutata prima da Rutelli e poi anche da Veltroni. Che l’hanno creata, come ricorda Fratelli d’Italia, “per motivi esattamente opposti a quelli sostenuti oggi per chiuderla, ovvero indipendenza, efficienza amministrativa, trasparenza. I risultati ottenuti in questi ultimi anni – continuano gli esponenti di Fratelli d’Italia – sono scientifici e indiscutibili”.
L’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze, prima con Rutelli, poi con Veltroni, infine con Alemanno, aveva dunque centralizzato un servizio sociale essenziale, garantendo controlli comunali a tutto spiano.
Contrariamente a quanto avveniva prima, quando associazioni e cooperative agivano senza essere controllate.
Preoccupa, quindi, il ritorno ad un monopolio in un settore così delicato, che necessita dell’esistenza di una struttura come l’Agenzia. Soprattutto oggi che si conosce anche la dipendenza dal gioco d'azzardo, e si sta tentando di sensibilizzare l'opinione pubblica a riguardo.

I dati, infatti, parlano chiaro: la struttura ha ottenuto risultati importanti. Come “la riduzione del 56,8% dei decessi per assunzione di stupefacenti nel quadriennio 2009-2012 – ha dichiarato Massimo Canu, direttore dell’Agenzia – rispetto al precedente quadriennio 2005-2008”. Che in termini numerici sono 155 persone vive in più. Bisogna anche annoverare l’aumento del 26,7% dei servizi messi in campo nel biennio 2011-2012.

A sentire Rita Cutini, assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale, tuttavia, non si tratterebbe di un passo indietro, ma di “una manovra che rilancia il settore”. Considerato anche che, sempre secondo la Cutini, nel tempo l’Agenzia ha perso il suo ruolo di punta di diamante. Se poi teniamo a mente che l’internalizzazione dell’Agenzia rispetta i canoni imposti dalla cosiddetta Spending review, allora non dovremmo proprio lamentarci, poiché si garantirebbe risparmio di circa 800 mila euro l’anno. “I dipendenti, a parte la direzione – ha spiegato ancora la Cutini –, sono tutti dipendenti comunali e torneranno alle loro funzioni dipartimentali”.

Dichiarazioni che stonano, se pensiamo che l’Agenzia si è sempre resa disponibile a collaborare al bilancio. “Purché non siano operati tagli al sociale”: questo il diktat di Canu, che denuncia l’assurdità di questa decisione.
A maggior ragione in un momento in cui “la diffusione della droga sta dilagano anche attraverso il mercato online, che ogni mese offre, oltre alle classiche sostanze, nuovi tipi di sostanze chimiche, le quali sfuggono alle classificazioni ufficiali internazionali”. In questo modo sfuggendo alla catalogazione, per essere vendute senza problemi. Ma se non si conoscono, non si possono combattere, e non se ne possono conoscere gli effetti.
La diffusione delle sostanze stupefacenti, quindi, ad oggi, avviene attraverso due canali: quello tradizionale, e quello online. Ed è qui che bisogna mettere in atto la prevenzione. Come del resto l’Agenzia ha sempre fatto.

A destare ulteriore scompiglio, le dichiarazioni rilasciate da Luigi Maccaro e Massimo Canu, rispettivamente presidente e direttore dell’Agenzia, i quali chiedono che il Sindaco Marino e l’assessore Cutini incontrino i vertici dell’Agenzia. Perché fino ad ora, ogni decisione sulle sorti della struttura è stata assunta senza un incontro.

 
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